Vieni via con me

Se c’è una cosa che ho notato all’interno della mia “esperienza cancro” è che per una persona che non ha mai avuto problemi di salute, sentir parlare un (ex) malato può essere traumatico. Non nel 100% dei casi, questo no, ma molto spesso è così.

Questo succede perchè viviamo in un mondo dove la parola cancro non si può dire, porta male, sssssssh, non chiamatelo per nome, altrimenti viene!

Il cancro è come Lord Voldemort, non deve essere nominato! Ohi, il malato di cancro è un condannato a morte, non è il caso di chiamare per nome certe cheap NBA jerseys cosacce!

Partendo dal presupposto che i pregiudizi sono questi, figuriamoci che effetto può fare a chi parte da questi falsi presupposti sentirci parlare con questa naturalezza disarmante della nostra malattia.

In realtà, il top è sentir parlare due o più malati Videos di cancro. Noi parliamo della chemio con la light-weight, scioltezza di cui altri parlano della loro seduta dal parrucchiere. Mi rendo conto che può essere destabilizzante.

D’altro canto è inevitabile: la malattia diventa parte integrante della nostra vita. Non sarà l’aspetto migliore della nostra esistenza, per carità, ma è sicuramente uno dei più importanti. E alla fine, la verità è che ci si abitua più o meno a tutto.

Qualche tempo fa, quando la spassosissima Sissi era ancora una new entry del sistema “malati”, io, che oramai ero a metà del mio tragitto verso l’agoniato traguardo di “lungovivente Fotografi al cancro” ebbi il privilegio di conoscerla e poter condividere con lei la mia esperienza..

Un giorno ci fermammo a fine riflettere su una grande differenza: io, che ho fatto chemio a Roma, mi ritrovavo a far chemio in una stanza con altre 9 persone. In wholesale NFL jerseys quella stanza wedding di day hospital c’erano 6 alla lettini e 4 poltrone. Lei, che invece ha fatto chemio a Parigi, aveva una stanza tutta per sè e, al contrario di me, poteva portare in stanza delle amiche per farle compagnia, cosa che a me ovviamente non era concessa perchè in stanza eravamo sin troppi.

Questa grande differenza ci ha sempre particolarmente colpito, e ne abbiamo parlato molto, cercando di capire quale delle due situazioni sia la migliore.

Qualche tempo fa continuando a riflettere sulle implicazioni di queste due opposte situazioni, sulla scia del programma di Fazio e Saviano, abbiamo messo insieme quanto segue:

 

Andare via o restare? I protocolli di cura sono europei, la loro applicazione un pò meno.

Sissi: Vado via perchè posso fare chemio in stanza da sola: meglio wholesale NBA jerseys soli che male accompagnati.

Romy: Resto qui perchè si fa chemio in dieci in una stanza e mal comune mezzo guadio.

Sissi: Vado via perchè per fare wholesale jerseys chemio award posso portare tre amiche con me per avere compagnia.

Romy: Resto qui perchè le amiche le trovo direttamente nel Day Hospital.

Sissi: Vado via perchè i miei accompagnatori sono in stanza con me, sul letto con me.

Romy: Resto qui perchè i miei accompagnatori restano fuori e possono sfogarsi tra loro, senza doversi costringere a sorridere perchè ci sono io davanti.

Sissi: Vado via perchè posso fare la chemio con comodo il pomeriggio.

Romy: Resto perchè posso fare la chemio solo la mattina, cheap jerseys ma si sa che il mattino ha l’oro in bocca.

Sissi: Vado via perchè le stanze singole sono bellissime, con i bagni abbastanza grandi per poterci entrare con l’albero delle flebo.

Romy: Resto qui perchè preferisco gli ostelli agli hotel a 5 stelle.

Sissi: Vado via perchè ad ogni giro c’era un medico nuovo, spesso incompentente, ma spesso figo.

Romy: Resto qui perchè i medici non solo erano fighi, ma pure competenti (peccato che io sia stata curata esclusivamente da donne…).

Sissi: Vado via perchè tra i mille medici ce n’era uno gay che adorava il mio cappello a fiori finti ricamati all’uncinetto.

Romy: Resto qui perchè tutte le infermiere mi guardavano ammirate: “oooh, non abbiamo mai visto nessuna venire a fare chemio col tacco 12!”

Sissi: Vado via perchè trovarmi tra compagni di cura che oggi ci sono e domani non so, non avrei mai potuto sopportarlo.

Romy: Resto qui perchè, com’è piccolo il mondo, tra i miei compagni di (s)ventura ho scoperto esserci un amico d’infanzia di mio nonno.

Sissi: Vado via perchè il mio ospedale è vicino alle migliori creperie della capitale.

Romy: Resto qui perchè dopo la chemio posso farmi una meravigliosa caprese con mozzarella di bufala e pomodori pachino. Ok, dieci minuti dopo la vomito, però intanto la posso mangiare!

Sissi: Vado via perchè se esco con un foulard in testa al massimo mi prendono per mussulmana.

Romy: Resto perchè, per rincuorarti, i medici ti dicono “Ma quanto sei carina con i capelli corti! Se non fosse stato per il wholesale jerseys cancro non avresti mai avuto il coraggio di tagliarli e ora non saresti così bella!”

Romy: Resto qui perchè le infermiere sono meravigliose: quando mi addormento sotto le coperte e mi mimetizzo come un criceto nella sua tana di ovatta, si ricordano sempre di mettermi la cuffia fredda quando aprono la flebo rossa.

Sissi: Vado via perchè la cuffia fredda a me nessuno l’ha mai messa e la cervicale wholesale jerseys ringrazia!

Romy: Resto of qui perchè tanto mi sono ammalata qui, andare fino in francia due volte al mese per fare chemio sarebbe un pò faticoso.

Sissi: Giusto! Vieni adesso che andiamo a fare shopping alle Galeries!

Romy: Resto qui perchè ti insegnano la disciplina: se tardi mezz’ora, spediscono indietro i farmaci e la chemio è rimandata!

Sissi: Vado via perchè gli insegno la disciplina: se tardano mezz’ora, torno indietro e la chemio è rimandata!

Io e Sissi ci siamo felicemente lasciate alle spalle un linfoma di Hodgkin.

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3 Responses to Vieni via con me

  1. utente anonimo says:

    E vaiiiii ragazza, sei una grande anche tu.
    Contenta di leggerti.
    Un abbraccio
    4 P (ah sono una donna)

  2. RominaFan says:

    Grazie molte, 4p, scusa per il fraintendimento!

  3. Pingback: Due anni con il Codice | Il Codice di Hodgkin

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