Megamind, Megasonno, Megamessaggio

Cosa si può fare il giorno di Santo Stefano quando gli adulti sono sfiniti e i bambini sono ancora galvanizzati dal Natale e sprizzano energia da tutti i pori?
Ovviamente, si va al cinema, così i bambini si divertono e i grandi hanno la possibilità di farsi una pennichella.
E’stato così che ieri io, la mia agrodolce metà, mia sorella, mio cognato, i due nipotonzoli  e mezza Roma siamo andati al cinema. Devo dire che siamo stati anche piuttosto fortunati perchè siamo andati allo spettacolo delle 15:15 e non c’era ancora il gran pienone.
Ma passiamo al film. Devo fare una necessaria premessa: ad un certo punto si è fatto tutto buio e ho riaperto gli occhi un quarto d’ora più tardi…la cosa bella del 3D è che avendo gli occhialetti nessuno si è accorto che mi ero appisolata, tranne il mio maschio dominante alfa che mi ha trovato con la testa rovesciata di lato e la bocca aperta che sbavavo come una lumaca. C’è da dire che quando mi appisolo ho veramente la grazia della Bella Addormentata.
Il film me lo aspettavo più divertente, sono sincera. La cosa bella, però, è che trovano sempre messaggi nuovi da dare. E questo cartone dà un messaggio molto importante.
Diciamo che il tutto ruota attorno al fatto che spesso siamo quello che gli altri si aspettano che siamo. E non sempre questo ruolo, questa etichetta, fa di noi persone felici.
Sarebbe importante che tutti avessimo ben presente questo concetto.
Spesso la società ci assegna un ruolo e noi lo portiamo avanti, anche se non è il nostro.
Non credo che queste etichette si assegnino per cattiveria, nè che le si assecondi per debolezza o falsità.
Il più delle volte accade perchè, molto semplicemente, è così che va.
Penso che, guardandoci bene dentro, scopriremmo tutti che, almeno in alcuni settori della nostra vita, siamo persone che non siamo davvero noi.  Ci ritagliano un ruolo e noi lo recitiamo. A volte ci riesce talmente bene che neanche ci accorgiamo di stare recitando. Questo è persino peggio di vivere consapevolmente la farsa perchè ci logoriamo senza accorgercene.
Ci chiudiamo in una sorta di apatia. Ci spegniamo giorno dopo giorno, un poco alla volta e non ce ne rendiamo conto.
La cosa buona è che, nella maggior parte dei casi, non può durare al lungo. C’è chi recita la sua parte per tutta la vita, ma penso che la maggior parte di noi alla fine si risvegli dal lungo sonno.
All’improvviso succede qualcosa, qualcosa di imprevisto, di apparentemente insignificante, qualcosa che ci fa aprire gli occhi all’improvviso e completamente dopo tanto tempo. Ci si risveglia e ci si domanda “ma chi ero fino a 5 minuti fa?”, “Perchè mi sono comportato così se non ero felice?”, “Perchè ho smesso di praticare tutte quelle attività che mi facevano sentire vivo?”.
A me è capitato di risvegliarmi dal torpore.
E’stato bellissimo.

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3 Responses to Megamind, Megasonno, Megamessaggio

  1. utente anonimo says:

    Romina, secondo me tu dovresti metterti a scrivere di professione…
    E' un piacere leggerti!

    Francesca (Carmilla)

  2. RominaFan says:

    Ma grazie…io così divento rossa, però!!
    Guarda, ti dico una cosa in anteprima: sto scrivendo un racconto per bambini…

  3. utente anonimo says:

    E' capitato anche a me, che disperavo potesse mai accadere…

    Ad un certo punto clic, scatta l'interrutore e tu ti chiedi "Ma dove sono stata fino ad oggi?!"

    Ed è spettacolare, sì.

    thecatisonthetable

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