Chemio e sapori, gioie e dolori

Prima di affrontare la chemio, chiesi ai medici se avrei dovuto seguire un’alimentazione particolare o se avrei dovuto evitare certi alimenti.
A seconda dei casi, infatti, è opportuno evitare alcuni alimenti per motivi che penso siano più che altro igienici…d’altronde, con tutti gli anticorpi in cassa integrazione, non è che ti puoi permettere di strafogarti delle noccioline che danno con l’aperitivo, toccate da cento persone ogni giorno e dove magari hanno starnutito sopra in quindici. Se ti becchi anche il più fiacco dei microbi sei fregato.
Si limitarono a dire che, con un minimo di buon senso, potevo mangiare tutto. Detto fatto.Il giorno della mia prima chemio (nonché dell’inserimento del port) cenai con la pizza wurstel e patatine fritte.
Per quanto facessi la “sgarzolina”, però, dopo qualche tempo accadde l’inevitabile: persi quasi completamente il senso del gusto. Non solo, avevo sempre un sapore metallico in bocca, come se avessi masticato un mazzo di chiavi.
Vi pare che una come me si può lasciar prendere dallo sconforto solo perchè le lasagne e le patate lesse hanno lo stesso sapore, nel senso che entrambe non sanno di niente? Ma per carità. Basta cambiare abitudini, a partire dalla colazione.
Dato che le merendine già in condizioni normali sanno di polistirolo e che il caffèlatte era gustoso quanto un bicchiere di acqua distillata, ho iniziato a fare colazione con le nachos piccanti e il tea allo zenzero. Sono esperienze di vita, ve lo garantisco. Ricordo che in casa mi guardavano vagamente schifati mentre tenevano stretti il loro cappuccino e le loro fette biscottate…
Purtroppo, parliamoci chiaro, la chemio dà la sensazione che la lingua sia rivestita di moquette. Tanto vale metterci una pezza.
Così, iniziai a mangiare caramelle alla menta fortissima e cibi piccantissimi o supersalati, della serie “ritenzione idrica non ti temo”.
Ricordo che una sera ebbi la brillante idea di condire i pomodori: ho avvelenato tutti…per me erano ancora sciapetti e gli altri si contorcevano alla ricerca di acqua neanche fossero in mezzo al deserto…ovvia, che esagerati. Potevano anche dimostrare un pò di solidarietà, no?! Far finta di nulla, cacciare indietro le lacrime e bere con discrezione un sorsetto d’acqua ogni tanto…
Più le cure avanzavano, comunque, e più capitavano cibi dei quali mi nauseava anche solo l’odore. La carne di maiale, ad esempio, smisi completamente di mangiarla, il tacchino anche, troppo stoppaccioso in quella fase, eliminato pure lui. Nonostante sia una gran carnivora, in quel periodo mangiai pochissima carne, non ne sentivo il bisogno.
Poi, finita la chemio, dopo qualche settimana tutto tornò alla normalità. Ricordo che, mangiando delle patatine fritte, spalancai gli occhi e urlai “mamma, sono salate!!!”. Ah, che momento!
Nei giorni di chemio, quello che io consiglio sempre è di sforzarsi e mangiare qualcosa anche se magari non si ha proprio voglia di mangiare.
Ragazzi, tanto vomitate lo stesso, l’unica differenza è che se lo fate a stomaco vuoto è peggio…ogni santa chemio, tornavo a casa e mi spazzolavo una caprese. Sempre quella. I vantaggi erano molteplici: essendo fresca, toglieva il sapore dei farmaci dalla bocca. In secondo luogo, si tratta di un piatto leggero e facilmente digeribile. Terzo, è praticamente inodore, quindi non rischia di stomacarci solo con l’odore.
Diciamo che al più tardi mezz’ora dopo mangiato iniziavo a dare di stomaco, però, in linea di massima, il fatto di aver mangiato qualcosina aiutava.
Il day after, era a base di fettina di cavallo. Stranamente, insieme al pollo e al manzo (a seconda di come era cucinato, non sempre) era l’unica carne che non mi dava fastidio.
Il mio consiglio è: se non siete costretti ad un particolare regime alimentare, cercate di mantenere un’alimentazione varia, tanto poi sarà il vostro corpo a dirvi di cosa ha bisogno e cosa rifiuta, ve ne accorgerete da soli, ci saranno cose che smetterete di mangiare e altre che mangerete solo in quel periodo. Vi dico solo che io la menta e il peperoncino li ho usati, in vita mia, solo ed esclusivamente in quel periodo. Vi dirò di più: tempo fa ho nuovamente bevuto il tea allo zenzero e l’ho trovato disgustoso. La sensazione di metallo in bocca si può alleviare con le caramelle alla menta forte.
E poi, soprattutto, cercate di mangiare qualcosina se non state bene. Lo so che quando si è nauseati si ha poca voglia di mangiare, ma tanto vomiterete comunque, non è chedigiunando lo eviterete,  tanto vale che lo facciate a stomaco pieno, no?
Questi sono solo consigli e si tratta di cose che sono state valide per me. Ogni caso è a sé. Quello che vi posso garantire è che sarà il vostro corpo a dirvi cosa fare…dategli ascolto…

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7 Responses to Chemio e sapori, gioie e dolori

  1. ziacris says:

    io mangiavo tortellini a tutte le ore, quando l cucinavo li tenevo nascosti perchè temevo che qualcuno (leggi il Ferrari) me li mangiasse

  2. RominaFan says:

    Secondo me, durante la chemio, ci si fissa un pò su alcuni cibi.
    Non so perchè. Forse per via del fatto che i sapori si sento poco o nulla, forse perchè da qualche parte devi pur riversare il malumore latente…sta di fatto che io i tortellini me li mangerei a tutte le ore anche prescindendo dalla chemio, li adoro!

  3. Ciao Romina, ti ho appena lasciato un messaggio anche sull'altro SN. Lì ho trovato anche il link per questo blog. Un mio amico tanti anni fa, non ce l'ha fatta, anche perchè se n'è accorto tardi. Un'altra mia amica, come te, con tanta forza interiore, ha vinto la battaglia. Anche una mia collega ha combattuto e ce la fatta. A volte ci si lascia andare anche per le piccole cose e queste ci sovrastano, ma quando combattiamo abbiamo almeno il 50% di probabilità di vincere. Anche quando sappiamo che non ci sono possibilità, quello che rimane va vissuto tutto, al meglio, senza abbatterci.
    Ti auguro una vita serena e in salute!!!

    Giovanni

  4. Angela says:

    Ciao Romina.
    Sono capitata per caso su questo post cercando su Google se qualcun’altro come me, dopo la chemio, tra sensazione e gusto aveva l’impressione di avere un tappetino (..sporco..) sulla lingua.
    La tua metafora della moquette rende benissimo 🙂
    Ora ti ho messo nei preferiti e seguo il tuo blog con molto piacere!
    Un abbraccio e auguri!
    Angela.

    • RominaFan says:

      Ciao Angela,
      benvenuta da queste parti! Se proprio devo dirtela tutta…un giorno rientrai da una passeggiatina pomeridiana e mi avvicinai a mia madre che si fermò, mi fissò e disse “Romina, ma hai bevuto?” “Eh?!” “Hai l’alito che sa di alcol…”. Per un periodo effettivamente ho anche avuto la bocca “alcolica”. Purtroppo la lingua a sciarpetta fa parte del gioco…ma passa!
      Un abbraccio, a presto!

  5. Chiara says:

    Ciao Romina,
    Mi sono accorta che il lungo commento che avevo scritto qualche post prima, su quanto sia utile la stanza condivisa durante la chemio, si è perso nei meandri del mio tablet o della rete. Peccato. Riassumo solo che da gennaio dello scorso anno siamo alle prese con una leucemia di mio papà.
    Volevo rincuorare chi stesse per intraprendere questo sgradevole percorso che ci sono protocolli con farmaci di ultima generazione che non danno più tutti questi effetti collaterali. Un grosso EVVIVA per la ricerca 🙂

    • RominaFan says:

      Altroché se fa passi da gigante la ricerca!
      Considera che la terapia che ho fatto io nel 2005 ora per i casi meno gravi non la usano nemmeno più…e parliamo di dieci anni, eh, non 30. Non solo. Se io mi fossi ammalata trent’anni prima (30, non 100) mi avrebbero tolto la milza a scopo preventivo. Ah, per il punto cui ero, molto probabilmente ci avrei lasciato la buccia.
      A me la stanza condivisa piaceva, devo dire. Tanto, se vuoi estraniarti, il modo lo trovi…
      Mi spiace per papà, faccio il tifo per voi!

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