Salvate il soldato Bonsi

Dato che so perfettamente che molti di voi avranno trascorso notti insonni temendo per le sorti del mio Ficus Bonsai, vi aggiorno circa le sue condizioni.
Sabato scorso l’ho caricato in macchina e l’ho portato, oramai praticamente nudo, al vivaio, dove mi hanno fatto parlare con la vivaista guru in materia di bonsai.
Mentre lei lo guardava, io le spiegavo la situazione e mi lanciavo in una serie di ipotesi diagnostiche:
“E se avesse dei parassiti? E se nell’acqua che gli do ci fosse troppo calcare? E se avesse troppa poca luce? E se ne avesse troppa? E se il vaso fosse troppo piccolo? E se le radici fossero scoperte? ”
“E se stessi zitta un attimo?!”
“Ok.”
“Come ti regoli con le innaffiature?”
“Bhe, il bonsai è un regalo di mio padre e il vivaista dal quale lo ha comprato gli ha detto di riferirmi di dargli poca acqua e di nebulizzare le foglie…”
“Cosa intendi con poca acqua?”
“Bhe, quello che si legge anche su internet…ogni 10-15 giorni…”
“Assassina”
“Prego?”
“Io non so chi è che ti abbia detto di dargli acqua ogni dieci giorni ma non mi pare che i risultati siano ottimali, no? Negli ultimi giorni ha fatto più caldo, scommetto che tu hai tenuto comunque i termosifoni accesi, vero?”

Non so come mai, ma mi sentivo vagamente inquisita. Anche un pò inquieta. E pure inquietata.

“Hem…si, i termosifoni li accendo ancora.”
“C’era da aspettarselo.”
“Ma…quindi? Qual è il problema?”
“Qual è il problema?! E’secco!! Ha subito uno shock termico!! I bonsai sono delicatissimi, richiedono attenzione, e tu non sei stata attenta!”

Momenti mi metto a piangere. Mi sono sentita un verme.

“No, ma io sono stata attenta, mi sono attenuta alle istruzioni, istruzioni sbagliate, ok, ma ho fatto tutto quello che pensavo di dover fare!”

La vivaista – guru mi guardava come un giudice per i minori potrebbe guardare una madre che ha dimenticato il figlio al supermercato. Mi sarei sotterrata. Magari sotto il bonsai.
Scuotendo la testa mi guarda e mi fa:

“Senti, facciamo così. Io ti do un concime a base di azoto. Tu, un giorno si e uno no immergi in acqua fino al bordo del vaso il bonsai. Hai capito? Un giorno si e uno no. L’acqua deve arrivare fino a qui, lo vedi il bordo del vaso? Qui!”
“Ok, un giorno si e uno no, con il concime. Ok. L’acqua fino a qui.”
“Ah, e non ti azzardare a nebulizzare le foglie. Anche volendo, non lo devi fare con uno spruzzino qualunque. Hai capito?”
“E se vedi che non migliora, portamelo di nuovo e lo tengo io una decina di giorni.”

Vi giuro che era veramente un sacco di tempo che nessuno mi mortificava così. Ventilava l’ipotesi di ricoverarmi il bonsai!! Vi rendete conto?! Guardavo il bonsai e mi veniva da abbracciarlo e chiedergli scusa.
Per dimostrarle che non sono proprio una sciagurata ammazza-piante ho preso anche una calancola e una violetta africana (che a me pare tale e quale a tutte le violette che ho visto in vita mia, ma questo alla guru vivaista non l’ho detto).

Fatto sta che da oramai alcuni giorni ho iniziato la terapia d’urto su Bonsi. Continuo a parlarci e sono sicura che mi ascolta.
Stringo i suoi rametti tra le mie mani e gli faccio coraggio: “Dai Bonsi, resisti. Devi essere forte. Devi pensare a guarire. Guarda che bravo che sei: ti trovo proprio meglio. Sai cosa facciamo? Se un giorno avrò una casa più grande, attaccherò al muro una bella mensola dove tu potrai fare sfoggio della tua bellezza. E magari avrai anche dei fratellini…ti piacerebbe un ciliegio bonsai per amico? Oh, Bonsi, scusami. Io pensavo di agire nel tuo interesse, invece ti ho quasi ucciso. Potrai mai perdonarmi?!”

Bonsi è un tipo di poche parole…si sa che gli orientali non si perdono in chiacchiere.
La sua risposta è con i fatti, non con le parole. Sta mettendo piccole foglioline nuove. Sono piccole piccole e devo stare molto attenta in questa fase perchè potrebbero seccarsi con niente. E poi, i rametti stanno tornando ad essere chiari come prima…

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11 Responses to Salvate il soldato Bonsi

  1. lastthelost says:

    Che bello e tenero il tuo post,che a tratti mi strappava un sorriso per il tuo senso di colpa.Spero vivamente che Bonsi si riprenda,lo sai come sono gli orientali no  ?? Sono piccoli ma forti.Ciao

  2. Gegia88 says:

    Ma che vivaista cattiva!!!Poteva dirti quelle cose anche in un altro modo anche perchè è palese quanto tu tenga a Bonsi!Se non ci tenessi non ti saresti presa la briga di portarlo dal vivaista,no?:-)
    Sono felice che stia guarendo…d'altra parte sei un'ottima…padrona?mamma?proprietaria di piante?Bastava darti qualche dritta!
    Un bacio a te e a Bonsi!!
    Giulia.

  3. RominaFan says:

    Guardate,  mi sono veramente mortificata anche perchè sapendo che le piante con me tendenzialmente durano poco (non perchè non le curi ma perchè piuttosto di frequentarmi si suicidano, secondo me è perchè mi ostino a parlarci!) ho fatto di tutto per farlo stare bene e quindi mi sentivo colpevolissima!
    Però pare che si stia riprendendo e son contenta!
     

  4. ziacris says:

    lunga vita a Bonsi, altrimenti qui chi ti regge più!!!

  5. RominaFan says:

    ahahaha, un pò di comprensione, Cris!
    Ce l'ho da quasi due mesi e nessuna pianta che non fosse di stoffa mi è mai durata tanto!!

  6. MiaSorriso says:

    Mi dispiace per le traversie del povero Bonsi (di cui peraltro non ti ritengo assolutamente colpevole), ma… mi rotolo dal ridere ogni volta che ti leggo. Non c'è niente da fare, mi regali sempre sorrisi, potresti fare la cronaca di un funerale e mi sa che riderei lo stesso. E bada bene che è un complimento!

    Tornando a Bonsi, ti racconto una cosa che mi è capitata.
    Premetto che io NON ho il pollice verde. Le piante per me stan bene piantate (altrimenti perché chiamarle piante?); in giardino, in un parco, nei boschi, nelle aiole… insomma all'aperto, dove la terra, il sole e la pioggia se ne occuperanno sicuramente meglio di me.
    Ho avuto e ho ancora qualche pianta in vaso, ma solo perché c'è sempre qualcuno che non ascolta quando raccomando di non regalarmene. Durano qualche mese o qualche anno, d'estate stanno bene perché le metto sul terrazzo, d'inverno soffrono perché in casa c'è troppo caldo o troppo freddo o troppo secco o troppo umido o troppa luce o poca luce.
    Immaginati quindi l'angoscia quando un vicino mi ha chiesto di occuparmi del suo bonsai durante le ferie e consegnandomelo ha detto: "Mi raccomando: questo è più che un figlio per me!": PANICO!
    Se non che, l'amabile piantina mi ha preso in simpatia e da allora ogni anno, quando viene da me per le ferie, fiorisce. Io mi limito a dirgli buongiorno tutte le mattine e a immergerlo in una bacinella d'acqua (fatta riposare almeno 12 ore) non a intervalli fissi, ma quando la terra è asciutta.

  7. RominaFan says:

    Grazie Mia…è solo che mi piace sdrammatizzare!

    In casa lo facciamo tutti, è perchè abbiamo una sfiga sensazionale.

    Pensa: a settembre, mio padre ha preso l'autobus. O meglio, l'autobus ha preso lui. In pieno.

    Io, mio fratello e mia sorella ci siamo precipitati in ospedale convinti di trovarlo morto invece non solo stava – tutto sommato – bene ma il suo primo commento è stato: "Porca miseria, che paura, mi sarebbe dispiaciuto morire proprio ora che ho un profilo su facebook…".

    Come vedi, l'idiozia in casa è una tara ereditaria!!!!

    E speriamo che duri!!

  8. MiaSorriso says:

    Speriamo davvero! Perché io mi sto divertendo un sacco!

  9. lastthelost says:

    Allora Romy,come sta il piccolo bonsy ???Il racconto di tuo padre preso dall'autobus, e il suo commento  mi ha fatto ribaltare dalle risate !!! Ciao.

  10. roccetta says:

    Forza BONSI siamo tutti con te!!!!!

    Avere una famiglia con il dono dell'ironia è una cosa meravigliosa…

    Mio fratello mi chiamava Kojak quando facevo al chemio…ma parenti e conoscenti non sembravano apprezzare 🙂

    Vale

  11. RominaFan says:

    Si, senza ironia non si va da nessuna parte, secondo me…
    Bonsi sembra si stia riprendendo, sta mettendo parecchie foglione nuove e io continuo a coccolarlo…

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