L’imbarazzante bestiario del chemioterapico. Ovvero: l’unico male incurabile è l’idiozia!

Mercoledì 22 Febbraio 2006.

E'una data che ricordo molto bene.

Ricordo quel giorno come uno dei giorni più tristi e carichi di rabbia di tutta la mia esperienza con la chemio e col cancro, e io sono una persona che tende a scherzare su tutto…



Il lunedì avevo fatto chemio. Non fu una bella esperienza. Diciamo che dalla sesta chemio in poi le cose si fecero più difficili, nonostante facessi finta di niente. La nausea era sempre più pressante e la stanchezza si faceva sentire.

All'epoca studiavo lingue e comunicazione internazionale. Studiare mi piaceva moltissimo. Purtroppo, non potevo più frequentare le lezioni, ma continuavo comunque a dare esami. Avendo molto tempo libero a disposizione (la chemio preclude una vita sociale particolarmente, come dire, frizzante…) nella sola sessione di febbraio diedi 5 esami:

-9/2: storia contemporanea

-19/2: filologia germanica

-22/2: geografia regionale

-27/2: filosofia della comunicazione

-28/2: lo sviluppo dell'interlingua

Cinque esami in 10 giorni. I risultati non erano stati brillantissimi (tutti voti tra il 24 e il 27) ma date le condizioni, sono gli esami di cui vado più fiera in assoluto.



L'esame di geografia regionale, tuttavia, fu una tragedia. Non per il voto, ma per il modo in cui venni trattata.

Nelle mie condizioni non era il caso di prendere i mezzi pubblici o frequentare l'università. Troppa gente, troppi virus. Un'influenza su una persona sana passa presto, quando fai chemio è un altro paio di maniche.

Assecondando il mio desiderio di normalità (nonchè la noia che deriva dallo stare sempre tappati in casa!) decisi di andare all'università con la metropolitana.

Arrivai nell'aula piena di amici e altri studenti. Ero felicissima. I miei amici dell'università mi mancavano. Mi mancava la biblioteca, mi mancavano le lezioni, mi mancavano le aule, il laboratorio linguistico…persino il bar della facoltà mi mancava! Era come se per qualche ora tutto fosse tornato normale. Ero come Cenerentola. Per una mattina potevo essere di nuovo come tutti.



In realtà, un pò di paura l'avevo. La chemio di due giorni prima, infatti, non era stata proprio semplicissima. Avevo avuto la febbre alta. Avevo ripassato l'ultima volta il lunedì mattina mentre aspettavo di entrare in day-hospital e avevo modo di riprenderli solo il martedì sera.

Quella mattina, però, mi feci bella e andai. Ricordo che indossavo un completo giacca-pantalone marrone e scarpe alte. Mi ero truccata alla perfezione perchè ero ridotta come un mocio vileda con le gambe: praticamente non uno straccio, ma uno straccio fatto a strisce!

Comunque, l'umore era alle stelle e mi sentivo wonder-woman, tant'è che non chiesi (come mi era stato raccomandato dall'ematologa) di poter essere interrogata per prima per potermene andare presto e non dover rimanere lì troppo al lungo. In realtà mi pare che avesse anche detto qualcosa a proposito della mascherina e della metropolitana ma…vabbè.



Arriva il mio turno. Mi siedo davanti alla docente di geografia regionale e poggio i libri sulla cattedra. In quanto non frequentante, io portavo un programma più vasto rispetto agli altri.

La professoressa mi guarda, fa un sorriso a tagliola e mi dice:

"Vedo che lei è non frequentante. Io i non frequentanti li penalizzo sempre."

Mi strinsi nelle spalle e, quando lei ebbe finito la sua filippica sull'importanza del frequentare le lezioni, risposi alla domanda che mi aveva posto. Non fu un'interrogazione brillantissima, rispetto ai miei standard, lo ammetto, ma date le condizioni…fui un femonemo! Secondo me, un 26 ci stava tutto…



Finito l'esame, porsi alla professoressa il mio libretto. Lo guardò e riprese la tiritera sull'importanza di partecipare alle lezioni. Per tre volte mi chiese perchè non frequentavo e aggirai la domanda. Mi disse che il fatto di non aver presenziato al corso mi avrebbe penalizzata nel voto. Mi chiese di nuovo perchè avessi mancato di partecipare al corso.

Ero stanca, volevo andare a casa e lei mi stava irritando. Decisi di rispondere.

"Non frequento perchè sto facendo chemioterapia. Devo curarmi il cancro."

Lei mi guardò in modo strano, forse non riusciva a capire se ero seria o se scherzavo (come se si potesse scherzare su una cosa del genere) e rispose:

"Non è un problema mio":

Rimasi di sale. Sarà che quando si è malati si è ipersensibili ma penso di non essermi mai sentita così ferita in vita mia.  Tutto quello che fui in grado di rispondere fu:

"Infatti è un problema mio. Questo lo so."

Afferrai il mio libretto con un odioso 24 scritto sopra e, a passo svelto, mi diressi verso la metropolitana.

Ero sulla metro e mi veniva da piangere. Pensavo a quella carogna di insegnante e tremavo. Pensavo che solo due giorni prima mi ero sentita malissimo, al punto da vomitarmi addosso perchè non ero riuscita a sporgermi dal letto per dar di stomaco nella bacinella che era lì per quello scopo. Quando si fa chemio, anche una cosa banale come un esame può essere un'impresa apparentemente al di là delle proprie possibilità. E lei cosa mi veniva a dire? Che non era un problema suo?

Ok, forse pensò che stavo mentendo ma…lei dall'inizio aveva deciso di penalizzarmi, e in quel contesto particolare la cosa mi turbò moltissimo.

Mi lasciai andare e iniziai a piangere appena scesa dall'autobus che mi lasciava proprio sotto casa. Entrai a casa tra i singhiozzi. Mia madre e i miei nonni mi videro in quello stato e si preoccuparono moltissimo. Pensarono che mi fossi sentita male. Raccontai loro l'accaduto.



Mi feci un gran pianto e mi lasciai coccolare un pò.

Mia madre, cogliendo in pieno il punto della faccenda mi guardò e disse:

"non fare così. Tu hai un linfoma. Ma guarirai. Quella è una stronza. Per lei speranza non ce n'è…"









 

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40 Responses to L’imbarazzante bestiario del chemioterapico. Ovvero: l’unico male incurabile è l’idiozia!

  1. nevepioggia says:

    Roba  da non credere….mi è salita una carogna a leggerti che non ti dico!
    ma tua mamma ha ragione alla grande.
    PS= ti ho vista , anzi Vi ho viste, in TV  mentre ero in Sardegna da Soneanima68. Mi è piaciuta molto l'intervista.
    Siete grandi, ma già lo sapevo. Ciao

  2. RominaFan says:

    Ma ciao! Grazie per i complimenti…
    Che brutta giornata che fu.
    Io mi sentivo davvero come Cenerentola. Anzi, Cenerentola almeno aveva la Fata Madrina, io invece avevo studiato tutto da sola! Avevo fatto uno sforzo enorme, ero felicissima e quella con 5 parole mi ha demolita.
    Ancora oggi se ci penso….grrrrrrrrrrrrr…!!
    E comunque, ti posso dire una cosa?
    Il programma di geografia regionale faceva schifo!

  3. utente anonimo says:

    Che dire?
    Bella stronza la prof! Proprio un tipino sensibile…comunque credo che valga più quel 24 preso due giorni dopo la chemio, che magari qualche 30 rimediato in altre circostanze! o no?
    Valex

    Ps: parole sante quelle di tua mamma!

  4. utente anonimo says:

    Ma sei stata bravissima! Avendo anch'io fatto la chemio capisco perfettamente riconosco che sei stata grande!
    Tua mamma è una grande saggia… per quella "misera" persona (e sarebbe un'insegnante……) non c'è proprio rimedio….  Angela

  5. RominaFan says:

    @Valex: guarda, io rimasi veramente malissimo. Ammesso e non concesso che pensava la stessi prendendo in giro, non sono risposte da dare!

    @Angela: grazie, effettivamente devo dire che mi sono veramente rimboccata le maniche, in quell'occasione. Sarà che stando sempre a casa non avevo molto di meglio da fare!

  6. lakika says:

    Non riesco a credere che possano esistere persone così.
    Cerco di immedesimarmi e cercare di capire cosa diavolo possa aver pernsato quella per arrivare a dire una cosa del genere.
    Anche in caso non ti avesse creduta, non immagino come possa esserle uscitra una frase del genere.
    Mi fa pena.

  7. MiaSorriso says:

    Il commento della mamma definisce un fatto incontrovertibile: evidentemente, saggezza ed ironia fanno parte del tuo bagaglio genetico; l'ereditarietà NON è un'opinione.

    Senza augurare del male a nessuno, spero che quell'insegnante prima o poi abbia modo di capire cosa significa affrontare una terapia oncologica, magari indirettamente, attraverso qualcuno che conosce. E si ricordi di te. E si vergogni.

  8. Jude23 says:

    Non ho parole.. certa gente è davvero schifosa!!
    Ha ragione tua mamma, lei purtropo dalla sua stronzaggine non potrà mai guarire, poverina!!
    Se penso che io non riesco a fare esami a volte.. e tu l'hai fatto dopo una chemio..cavolo hai tutta la mia ammirazione!! 
    Ciao 🙂

  9. utente anonimo says:

    incommentabile la professoressa o tu eri talmente splendente da farle pensare che non fosse vero. e si sà che un po' di palle agli esami si raccontano.
    In ogni caso tu bravissima e piena di dignità

    Chicca

  10. ziacris says:

    mi associo all'ultima parte del commento di Mia.
    La tua mamma è molto saggia

  11. RominaFan says:

    Grazie mille a tutte…propongo un pernacchione collettivo alla carogna!

  12. utente anonimo says:

    Direi che quella è stata molto più di una stronza senza rimedio, ma un vero mostro.
    Un abbraccio tesoro
    Giorgia

  13. utente anonimo says:

    Secondo me sei stata troppo buona.
    Innanzitutto la penalizzazione dell'abbassamento del voto per chi non frequenta – ed aveva, come nel tuo caso, dei validissimi motivi per non poter frequentare – NON è deontologicamente ammissibile, in quanto al momento dell'iscrizione deve essere specificato se la frequenza sia obbligatoria o meno (e non credo fosse il caso della tua facoltà), poi anche perché comunque esistono programmi alternativi (leggasi: più estesi) proprio per i non frequentanti, al fine di equiparare la loro preparazione.
    Non ci deve essere questa discriminazione tra frequentanti e non frequentanti (e allora gli studenti lavoratori)? L'importante è che la preparazione dia gli stessi risultati e proprio per questo, ripeto, i non frequentanti devono studiarsi dei testi in più (che poi nemmeno è sempre vero, io nella mia esperienza universitaria ho anche trovato professori gentilissimi che nemmeno davano libri in più e al momento dell'esame valutavano solo la preparazione).
    Quindi, solo per questo, la prof. si sarebbe meritata di essere "denunciata" per la sua scorrettezza, sia etica che professionale.
    E comunque, fosse successo a me, avrei risposto così: "la mia malattia purtroppo è un problema mio, si. La sua stronzaggine e cattiveria però è un problema suo, al quale farebbe bene porre rimedio prima che qualcuno la prenda a calci nel sedere."

    Poi certo, capisco che in certi momenti non si ha la forza di reagire. Capisco che tale mancanza di sensibilità renda completamente disarmati. Ed addolorati. E ti faccia sentire un senso di impotenza e di solitudine infiniti.
    Ma… hai mai pensato di andarla a trovare, oggi? E, semplicemente, di dirle quanto male ti abbiano fatto le sue parole e quanto sia stata scorretta (ripeto, proprio sotto il profilo professionale) a penalizzare una studentessa che non aveva potuto frequentare per un motivo validissimo? 
    Io ci andrei. Non è un puntiglio. E' che a volte nella vita serve tirar fuori i bocconi amari che qualcuno ci ha costretto ad ingoiare.

    Complimenti per il coraggio, la tua determinazione e tanti tanti sinceri auguri per il tuo futuro.

    Rita

     

  14. camden says:

    Mia  ha scritto quello che avevo pensato anche io!

    Comunque complimenti per la grande forza d'animo e per il coraggio, io quando facevo chemio riuscivo a malapena a sferruzzare  e tu andavi a fare gli esami!!!!

    Spero che questa tizia nel tempo si sia resa conto di aver fatto una figura di emme, ma proprio emme…

  15. FORZARAGAZZI says:

    Non ho parole.
    Provo a trovarle e tesso una lode particolare al tuo coraggio.
    Claudio

  16. Cosa vuoi fare…fare il prof universitario non è garanzia di intelligenza; al tuo posto l'avrei presa a schiaffi davanti a tutti….
    Financial Markets LAB

  17. luemas says:

    Ciao, è strano leggere di qualcun altro che si è trovato a fare l'università pur essendo in qualche modo "diverso" e ne ha anche patito lo scotto.
    Volevo ringraziarti, prima di tutto perchè condividendo quest esperienza mi hai permesso di sentirmi meno "alien", e seconda cosa perchè leggendo ormai da molti mesi voi di Oltre il cancro, sto imparando pian piano a prendere la vita in un altro modo. E sempre grazie a voi ho avuto il coraggio di aprire un blog che parlasse di me. Non ho il cancro, è vero, e il mio problema comporta aspetti molti diversi dai vostri, ma mi sento molto vicina a voi. 
    Per cui.. doppiamente grazie!  🙂

    Lucia

  18. RominaFan says:

    Grazie a tutti,
    sapete, io lì per lì sono rimasta veramente senza parole. Non sapevo proprio che dirle. Ma avreste dovuto vedere lo sguardo…
    Avete presente quando in alcuni film, il protagonista ha la capacità di far provare alcune esperienze ed emozioni proprie a qualcun altro solo toccandolo?
    Ecco, avrei voluto fare altrettanto perchè le avrei fatto provare alcune cose che le avrebbero fatto capire:

    1) sapere com'è triste, umiliante e frustrante vomitarsi addosso perchè non si ha la forza di girarsi e farlo a terra.

    2)sapere com'è quando la bleomicina fa reazione e provoca tremori tali da non riuscire neppure ad infilarsi gli occhiali e febbre altissima.

    3)sapere com'è – in generale e forse a 20 anni in particolare – fare i conti con una stanchezza che ti fa ben presente il fatto che non puoi essere come gli altri.

    4)sapere com'è aver bisogno di correre in bagno ogni volta che si sente un odore forte che appesantisce la nausea.

    5)sapere com'è avere una fase di cedimento e fare 2 chemio storditi dal valium perchè si inizia a vomitare dalla sera prima 

    6)sapere com'è, nonostante tutto ciò, continuare a studiare perchè se ne ha bisogno per mantenere contatto con la realtà.

    Se la "signora" avesse potuto provare, anche solo per 5 minuti, cosa vuol dire tutto questo, sicuramente sarebbe diventata più umana…

    E comunque, avesse ben presente che non sempre chi non frequenta lo fa perchè non gliene importa un fico secco! Non tutti i non frequentanti, per fortuna, fanno chemio, ma molti non frequentano perchè magari vengono da famiglie che non li possono aiutare e se non lavorano non possono pagarsi i libri…libri spesso scritti dagli stessi professori e venduti a caro prezzo!!!!!

  19. Standing ovation per la tua mamma.
    Davvero sono senza parole per il comportamento della prof. PEr me certe persone non si dovrebbero neanche avvicinare ad una cattedra…l'insegnamento è cosa molto più complessa del semplice insegnamento di nozioni…grrrr….vorrei andare ora a dirgliene 4 a quella stronza…grrrr….
    un abbraccio
    Vale

  20. RominaFan says:

    Questa secondo me era spazientita perchè la sua materia non la calcola mai nessuno.
    Capisco che la frustrazione sia una brutta cosa ma la maleducazione è imperdonabile…

  21. utente anonimo says:

    aveva ragione la tua cara mamma! 
    la persona "piccola" era e sarà sempre quella docente "carogna"…
    tu eri e sei tutt'ora una GRANDE.
    Tanto di cappello!   
    un abbraccio cenerentola

    ps: non mi sorprendono questi atteggiamenti, io, quando sono rientrata a lavorare, ed anche tutt'ora, una buona parte delle mie ex colleghe mi evitano come se avessi avuto la peste! ma non dispenso cattiverie,
    accetto quello che mi viene dato e cerco di comportarmi comunque nel miglior modo possibile.

  22. widepeak says:

    mah.
    vorrei dire altre cose, ma non ci riesco. penso solo che quelle parole le saranno risuonate tante volte dentro, spero con rimorso.
    e tu sei stata fantastica a non mollare mai in quei mesi, bravi.
    filologia germanica sotto chemio, chi non c'è passato non sa che significa.
    intendo per filologia germanica. la chemio al confronto è una passeggiata ;)))

  23. RominaFan says:

     -@ Cenerentola: devo dire che questo non è stato l'unico episodio che mi ha fatto rimanere molto male, ma è stato il più eclatante…Discriminazione vera e propria, come dici tu, fortunatamente non l'ho mai subita, ma onestamente mi stupisce poco,purtroppo…che tristezza. Da una parte ci sarebbe il desiderio di parlare a 4 occhi e a cuore aperto con queste persone, ma tanto secondo me non capirebbero comunque…tant'è, possiamo fare a meno di loro!

    @Wide: la filologia germanica è una cosa che ti cambia la vita. Niente può più tornare come prima, soprattutto quando è lo stesso docente che la definisce – cito testualmente "la materia più inutile e barbosa che esista". Capisci perchè poi una fa chemio con tanta buona grazia?! Per non la penso come il professore: quando andiamo in qualche museo e ci sono testi antichi, io faccio la spaccona perchè so distinguere il foglio che proviene dalla parte esterna della pelle della pecora, da quello che proviene dalla parte interna…vuoi mettere?!

  24. luviluvi says:

    Cosa riescono a "pescare" le mamme pur di dar conforto ai propri figli!

    Grandiosa tua madre, che ha detto una sacrosanta verità, ma sopratttutto
    tu sei grandiosa, perchè riuscire a dare un'esame (con che risultato poi!)
    in quelle condizioni è da Oscar. Chapeau!

  25. RominaFan says:

    @Luviluvi: si, diciamo che quella frase è servita a tirarmi su…Grazie, devo dire che era tanta e tale la voglia di non lasciare alla malattia quello che mi era rimasto, che studiai con la ferocia di una belva. Ma una ferocia positiva, di quelle produttive…

  26. utente anonimo says:

    -.-'…no vabbè non ci posso credere!uno fa di tutto per sentirsi bene, per avere una giornata di "normalità" e c'è gente cosi che non perde tempo a ricordarti che la tua vita non è tanto normale come sembre!….per quello che vale ti ammiro tanto per essere andata lo stesso a dare tutti gli esami e per il coraggio di aver preso la metro…io tutto questo coraggio non ce l'ho!…quest'anno avrei dovuto terminare alcuni esami e poi mi sarei laureata ma non è andata proprio cosi…pensavo di darne tanti a giugno e invece niente…una neotrapiantata non può uscire con il sole, ha bisogno di sangue per muoversi e deve portare una mascherina per nascondere un bellissimo sorriso…ti ricorda qualcosa!ahhahahahahahah….sembro un vampiro…la cosa positiva è che vivo in un piccolo paesino vicino roma e la sera posso uscire con molta tranquillità sfoggiando le mie mascherine con i personaggi disney che mi hanno regalato alcuni amici…a agosto scadono i famosissimi 100 giorni piu critici dopo il trapianto e spero di poter dare almeno un esame a settembre….e spero di non incontrare professori come questi!…ma come dice tua mamma a noi passerà ma lei sempre stronza rimane…. 😉 !
    un grande bacio…adoro leggere il tuo blog! =D

  27. utente anonimo says:

    ops…non mi sono firmata…il commento numero 26 = Fabrizia! =D

  28. dany63 says:

    Mia ha detto quel che pensiamo tutte!!
     e per la filologia germanica……l'inferno dei germanisti è alstricato di rune scritte da copisti e interpolate da falsi monaci di Aachen!

  29. RominaFan says:

    @Fabrizia: su, non ti preoccupare, vedrai che recupererai il tempo perduto…che poi perduto non è perchè stai superando un esame ben più importante! In bocca al lupo per tutto e fammi sapere come va!

    @Dany: oh, si, mi dichiaro seguace di Beda il Venerabile!!!

  30. Pingback: Le 10 cose da non dire quando ad un (ex) malato di cancro | Il Codice di Hodgkin

  31. Mamiga says:

    No no, non è un problema suo. E preghi che non lo diventi mai. E qui mi fermo.

  32. 4p says:

    La cattiveria pura, la più deplorevole, ma c’era solo lei davanti a te??
    Nessuno ha sentito?? Nessuno ti ha dato una mano??
    4p

    • RominaFan says:

      No, eravamo io e lei alla cattedra. Attorno a noi c’erano almeno 150 persone ma tutti si facevano gli affari loro, ripassavano e noi parlavamo a voce bassa…guarda, io penso che mai nella vita sono rimasta così male…

  33. Beatrice says:

    E’ vero, per lei speranza non c’è, per noi si! Anch’io sono dovuta andare a fare la terza prova dell’esame di psicologia questo gennaio, dopo solo una settimana dall’intervento, asportazione di un carcinoma mammario. E la segreteria per mail mi rispose “Non possiamo tenerle buone le prime due prove. Le auguriamo una pronta guarigione. La segreteria” —> questa è stata la prima risposta ricevuta dall’università CATTOLICA di Milano. Una pronta guarigione? Avevo ancora da iniziare il percorso delle terapie.
    Io comunque sono andata, dolorante, e l’ho superato. A pieni voti. Tiè!
    PS: anch’io sto scrivendo un blog rispetto alla malattia, se ti va facci un giro! http://www.fragoleamare.it …un abbraccio!

    • RominaFan says:

      Ciao, è bello per trovarti qui. Proprio oggi (prima ancora di leggere questo tuo saluto) leggevo il tuo blog, mi piace molto…
      Carina la segreteria, si si…fa sempre piacere quando c’è bastone e carota, nella vita: bastone in testa e carota non farmi dire dove!!!!!
      Un baciotto!

  34. Beatrice says:

    E’ vero, per lei speranza non c’è, per noi si! Anch’io sono dovuta andare a fare la terza prova dell’esame di Stato di Psicologia questo gennaio, dopo solo una settimana dall’intervento, asportazione di un carcinoma mammario. E la segreteria per mail mi rispose “Non possiamo tenerle buone le prime due prove. Le auguriamo una pronta guarigione. La segreteria” —> questa è stata la prima risposta ricevuta dall’università CATTOLICA di Milano. Una pronta guarigione? Avevo ancora da iniziare il percorso delle terapie.
    Io comunque sono andata, dolorante, e l’ho superato. A pieni voti. Tiè!
    PS: anch’io sto scrivendo un blog rispetto alla malattia, se ti va facci un giro! http://www.fragoleamare.it …un abbraccio!

  35. Beatrice says:

    Io, ormai, non mi stupisco più di nulla!

  36. Mr.Loto says:

    Hai una madre splendida, che vede le cose nel modo giusto; non esiste malattia peggiore della pochezza d’animo…e quella professoressa ne è certamente affetta.

    Un saluto.

  37. Giovanna says:

    Il comportamento della docente non trova parole sufficientemente dure di condanna.
    Tra l’altro la fissazione di penalizzare gli studenti non frequentanti è da sempre un’assurdità: la conoscenza di una disciplina non si acquisisce principalmente attraverso la frequenza delle lezioni, ma con lo studio personale e l’approfondimento. Tita Levi Montalcino studiò per anni in solitudine, a causa delle persecuzioni razziali, e proprio nel suo laboratorio casalingo e non in un contesto accademico, arrivò alla sua principale scoperta scientifica. I docenti che si comportano come quella che hai avuto la sfortuna di incontrare tu sono solo dei narcisisti che si beano di un pubblico temebondo, o di poter tenere in pugno il destino di altri con la propria prepotenza. Per questo una persona di questo tipo non riesce a cogliere nessun altro problema che non sia un problema proprio. Nel tempo sono persone destinate alla solitudine e alla frustazione. Perché probabilmente raccoglieranno la loro stessa incomprensione.

    • Giovanna says:

      Scusate, vorrei correggere alcune parole: Rita, non Tita (è un refuso) e “tremebondo”, non “temebondo”. Grazie.

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