L’imbarazzante bestiario del chemioterapico – Aggressione a scopo di port-a-cat

Dato che la mia accompagnatrice ufficiale in day-hospital era quella campionessa di discrezione e rispetto della privacy di mia madre (attaccava bottone anche con muschi e licheni), era inevitabile che i fatti miei li sapessero tutti, ivi compressa la parcheggiatrice abusiva tossica che stava sempre nel parcheggio davanti all'ospedale.
D'altra parte, era inevitabile: il giorno in cui venni sottoposta alla mediastinoscopia mia madre arrivò in ospedale tardissimo (rendo noto che mia madre è stata capace di farci arrivare alle 18:30 al PRANZO di Natale cui ci aveva invitato mia zia, aveva un rapporto tutto suo col tempo…) e nel timore che mi avessero già portato in sala operatoria lasciò la macchina in mezzo al parcheggio, lanciò le chiavi alla parcheggiatrice abusiva e, gridando "ci vediamo dopo", corse come una saetta in reparto. Il tutto per un'operazione relativamente banale, figuratevi se si fosse trattato di qualcosa di peggio cosa avrebbe fatto. Fatto sta che quando andò a riprendere la macchina, la parcheggiatrice, barcollando e biascicando, le chiese il perchè di tanta fretta e mamma si confidò con lei. In breve, ogni volta che mamma mi lasciava in day-hospital, tornando indietro riferiva il mio bollettino medico alla tizia che, essendo perennemente strafatta capiva il 3% di quello che mamma le raccontava, giustamente.

Un giorno, due o tre mesi dopo aver tolto il port, andai in ospedale per una visita e incontrai la parcheggiatrice abusiva (che si era impietosita al punto con la mia storia da non chiedermi neanche l'obolo…) mi squadrò, biascicò non so bene cosa poi indicò la cicatrice del port.

"Ah, vedo che hai passato guai"
"si, in effetti si"
"la polizia che ha detto?"
"Prego?"
"la polizia che ha detto?"
"no, non mi ha curata la polizia, sono stati i medici". Per una attimo pensai che forse denunciare il linfoma non sarebbe stata una cattiva idea. Magari lo avrebbero arrestato impedendogli di nuocere ad altri.
"non fare la furba. Io ce l'ho uguale quella!" e così dicendo si scostò la maglietta: sotto la clavicola – proprio dove io avevo il port – aveva una cicatrice molto simile ma dalla forma si capiva chiaramente che l'origine della ferita non era "chirurgica".
"ah, carina."
"aggressione a scopo di rapina…" (se, come no…)
"ah, no, nessuna aggressione…è stato un intervento"
"se, vabbè, stella, un intervento. Non ti preoccupare, non glielo dico a tua madre…"
Mi strizzò l'occhio e se ne andò…lasciandomi lì a meditare su due cose:
1) Forse aveva ragione: avevo subito un'aggressione a scopo di port-a-cat
2) Mi aveva garantito più discrezione la parcheggiatrice abusiva che mia madre!!

 

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8 Responses to L’imbarazzante bestiario del chemioterapico – Aggressione a scopo di port-a-cat

  1. utente anonimo says:

    2005.
    Avevo 21 anni ed un Linfoma di Hodgkin.

    …abbiamo in comune giusto un paio di "cose"….

    ti abbraccio,
    Sara.

  2. RominaFan says:

    @Sara: Mmmh, pensa come sarebbe suonato meglio qualcosa tipo "2005, avevo 21 anni e avevo vinto al superenalotto…"
    Ah, nella prossima vita dovremo organizzarci meglio! Scherzi a parte, spero che la tua diagnosi sia stata più tempestiva e che ora abbia risolto tutto anche tu…un abbraccio anche a te!

  3. utente anonimo says:

    Questi tuoi aneddoti sono proprio simpatici e piacevoli da leggere. Scrivi bene, un talento che va sfruttato !
    Per la cuoca: consigli su cosa mettere sopra un cheesecake freddo alla ricotta ?
    È in frigo che aspetta di essere ricoperto/decorato…
    Samantha
    Samantha

  4. RominaFan says:

    @Samantha: con il cheescake la cosa migliore sono sempre i frutti di bosco, con quelli non sbagli mai…specialmente se hanno tirato fuori un pò di sughetto! Ti consiglio questo perchè il frutto di bosco ha un retrogusto asprigno che va a smorzare il sapore dolcissimo del cheescake. Se poi proprio vogliamo buttarci sull'alternativo, che ne pensi di usare il miele (uno di colore un pò più scuro) e le mandorle tagliate? Potresti farlo colare in modo da formare dei disengni, delle cornicette…e poi dare il tocco finale con le mandorle. L'apporto calorico è devastante ma le calorie vanno mangiate, non contate! Alle brutte, che ne pensi di usare le gelatine alimentari? Le vendono in tutti i supermercati e sono facili da usare perchè praticamente sono delle penne…
    Se poi vogliamo fare una cosa proprio gagliarda, che ne pensi di tramutarlo in torta alla frutta? Dato che la torta è stra-dolce, potresti usare i kiwi che sono colorati, quindi fanno allegria, e un pò asprigni quindi smorzano tutto quel dolce.

  5. RominaFan says:

    @Samantha: scusa ma ho inviato il messaggio senza aver finito di scrivere! Volendo puoi anche sbriciolarci sopra altri biscotti, magari quelli tipo grancereale che non sono dolcissimi…
    Visto che sei una che fa le cose sul serio, presto posterò apposta per te la ricetta della meringata per torte…
    Grazie mille per i complimenti e fammi sapere com'è venuta la cheescake…

  6. utente anonimo says:

    Esperimento cheesecake abbastanza fallimentare: devo aver esagerato con la gelatina (ne ho fatta una a base di ricotta , da non cuocere ) ed é venuta troppo “consistente”, tipo panna cotta. La cosa migliore era il topping ai frutti di bosco, sigh ! In realtà sto cercando una ricetta che possa riprodurre una meravigliosa bavarese di ricotta assaggiata in pasticceria , una soffice nuvola bianca ! Ma era il primo tentativo quindi non demordo…ogni consiglio è bene accetto !!! Intanto buon we.
    Samantha

  7. utente anonimo says:

    MI-TI-CA la fattona!
    E dillo però Romina che non era un intervento…=)

  8. RominaFan says:

    @Samantha: e vabbè, dai, vedrai che la prossima volta andrà meglio…

    @#7:no, non posso confessare: temo ritorsioni da parte del chirurgo!

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