Io vagabonda. Ma con l’autista.

Io. Vagabonda che son io. Vagabonda che non sono altro.
Ma con l’autista, beninteso.
No, state sereni. Non sono rimasta nuovamente senza lavoro (ma non poniamo limiti alla provvidenza) e ho ancora un tetto sulla testa.
Il guaio, tutt’al più, è che una casa ce l’ho ma non la vedo più.
Come accennavo un paio di post fa, il mio nuovo lavoro ha un orario un po’ particolare: 10:00 -20:00. Con la bellezza di due ore di pausa pranzo.
In pratica, esco di casa la mattina alle 8:00 e torno alle 21:00.
In mezzo ci sono DUE ORE di pausa pranzo. Più che una pausa, sono praticamente delle ferie per il pranzo.
Io, affezionatissima al concetto di routine, sto cercando di adattarmi alla nuova condizione. Sì, perché io non amo i cambiamenti. Specialmente quelli di orario. Per me, abituata a cenare prestissimo, salire in metropolitana all’ora in cui di solito ero già in fase digestiva è un po’ un trauma ma mi sto abituando.
Il trauma, poi, investe anche Maschio Alfa.
“Alfa, buone notizie. Ho trovato lavoro. L’orario è un po’ particolare, dovremo riorganizzare parecchie cose…”
“Oh, sì. In pratica non ci vedremo più…” e un sorriso da stregatto gli si è dipinto sul viso
“Maschio, crocchettina di pollo mia amatissima, prima di lasciarti prendere dall’entusiasmo io vorrei che tu riflettessi sul fatto che da ora in poi tu dovrai farti carico di tutto quello di cui, causa oggettiva mancanza di tempo materiale, non potrò più occuparmi. Vedi approntare la cena e fare la spesa. Pensi di farcela?”
“Mi hai preso per scemo?”
“E’necessario che ti ricordi come è andata l’ultima volta che ti ho mandato al supermercato da solo?”
Un attimo di silenzio.
“Herm. Guarda che se vuoi fare la casalinga possiamo sempre parlarne, eh…” 

Di sua spontanea volontà, comunque, forse proprio per evitare di andare al supermercato da solo (conosce i propri limiti), il buon Maschio Alfa ha deciso di farmi da autista nei giorni in cui va in palestra: rimane lì un po’ di più e poi mi passa a prendere, evitandomi di rientrare la sera tardi su quei mezzi osceni, che ora che è estate è anche fattibile, ma quando arriverà l’inverno e farà buio presto sarà un altro paio di maniche. Sul treno, già alle 15:00 ci son certe facce che Jack lo Squartatore, in confronto, è Tata Lucia. In pratica, io non ho più un compagno: ho un autista / maggiordomo alla bisogna.

Ad ogni modo, la parte tosta sono le due ore di pausa pranzo. Due ore di pausa significa che quando rientri in ufficio non ti ricordi nemmeno che lavoro fai. E’così, mi organizzo. Onde evitare lo shopping compulsivo (che con tutti i negozi che ci sono qui intorno è un pericolo costante), il più delle volte vado al parco a leggere. O a Villa Borghese. Arrivo, mi metto seduta e leggo. Poi, quando a me pare un’eternità che sto lì, il sedere mi è diventato quadrato, il collo scricchiola e gli occhi si intrecciano, ecco che guardo l’ora e…manca ancora un’ora alla fine della pausa.  In alternativa, se le scarpe me lo consentono, cammino. O meglio, corro. Sì, perché io non sono in grado di passeggiare. Io cammino con una falcata quasi militare. Quindi, se vedete una pazza con le cuffie alle orecchie che si aggira tra Via Nazionale – Termini – Piazza Fiume (che puzza, io ve lo dico, puzza) – Villa Borghese – Piazza Barberini – Quirinale – Via Cola di Rienzo  tutta impettita che va spedita come se avesse un posto dove andare, sono io.

Io che, tra parentesi, oggi ho un disperatissimo bisogno di blog-terapia. In veste non di cancer-blogger, però. Esiste la Neighbour-terapia? Se non esiste, la invento io oggi.

Lo psicovicino si è lasciato con la psicostrappona. Questo già da un po’. Ovviamente, è un’ottima cosa dato che finalmente abbiamo tutti ricominciato a dormire.
Peccato che quello che ho visto questa mattina mi porterà sicuramente anni e anni di psicoterapia.
Questa mattina, sentendomi particolarmente femminuccia, ho messo il mio bel vestitino, i miei bei bracciali e sono uscita di casa fischiettando che parevo Biancaneve pippata. Esco dal portone e rimango paralizzata dall’orrore. Io so che non è leale rendervi partecipi di quanto ho visto. Spero mi perdonerete.
In cortile c’era lo psicovicino che fumava una sigaretta. Praticamente nudo, fatto salvo per un paio di mutande giallo fluo. Non sto nemmeno a specificare che il cortile, oltre ad affacciarsi sulla strada, è un’area comune. Come dite? Fossimo stati in spiaggia avrebbe avuto praticamente lo stesso abbigliamento e non mi sarei scandalizzata? E’vero. Peccato che non fossimo in spiaggia. E peccato che io, su certe cose, sono una Signorina Rottenmeier. Peccato anche che ‘n se potesse guarda’.
Fatto sta che, dopo un attimo di sconcerto, ho infilato il cancello e sono entrata al bar sotto casa chiedendo un cappuccino. E un’absolute vodka.

Non necessariamente in quest’ordine.

 

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20 Responses to Io vagabonda. Ma con l’autista.

  1. rita says:

    mi è parso di leggere un’esilerante pagina di un bel libro….se descrivevi solo un di più i giardini di Villa Borghese, che adoro, facevi di me una lettrice felice….
    Un abbraccio

    • RominaFan says:

      Per ora nulla di rilevante in zona Villa Borghese. Anche se giusto ieri mi è caduto l’occhio su un passerotto che aveva qualcosa di strano. Aveva la coda cortissima, la metà dei suoi colleghi…

  2. luviluvi says:

    AHAHAHAH

    Mi sembra di vederti (perchè anch’io la penso come te); e il bello è che in queste situazioni sono io in imbarazzo (mica gli “psico”)

    Un abbraccio

    • RominaFan says:

      Lui non ha fatto una piega. Pensa che mi ha persino salutato. E’la prima volta in 4 anni che capita. Non si è reso conto di niente…e io però quella scena da davanti gli occhi non me la toglierò più!!!

  3. ziacris1 says:

    era proprio necessario che tu condividessi con noi l colore delle mutande del vicino?
    era proprio necessario?
    ti manderò la parcella dello psicoterapeuta!!!!

    • RominaFan says:

      Lui ci teneva tanto a condividere con me. Io ho condiviso con voi…che fine ha fatto la solidarietà?! Se vuoi uno psicoterapeuta che ti faccia un prezzo buono, ti do il numero di quello che segue me e gli altri condòmini…!!!!

  4. alecomeale says:

    Ho riso. Per tutto il post. Inutile negarlo: tu sei da palcoscenico! Non ti dico quanto mi hai fatta ridere immaginandoti con il tuo bel vestitino che cammini gongolando e ti fermi di colpo davanti alla scena dello psicovicino ignudo.
    Ma io ti darei un premio ogni giorno!!

    • RominaFan says:

      Uh, lascia stare. Fossi stata un pò più giovane mi avrebbe bloccato la crescita (che già senza traumi degni di nota non è stata proprio granché). Spero solo che, non potendo più smettere di crescere, dopo questa cosa non mi accorcerò!!!!

  5. Tomele85 says:

    mmm…mi sa che ogniuno di noi ha dei psicovicini… quando ero in casa dello studente, è capitato che mentre all’ora di pranzo, nella sala comune mi stessi gustando il mio piatto di spaghetti, capitasse il mio vicino di stanza a fare colazione, mettendosi davanti al mio tavolo in mutande di maglina a righette, con l’elastico molle… non ti dico che spettacolo.. e non appena gli ho chiesto di infilarsi per cortesia un paio di pantaloncini ( altrimenti il mio stomaco non avrebbe retto) questo riponde….aahhh..ma non hai mai visto un uomo in mutande??? ho preso il mio piatto e sono andata in camera a mangiare…

    • RominaFan says:

      Sì, peccato che tendenzialmente una dovrebbe avere il diritto di scegliere quale uomo vedere in mutande…ma io non ho parole!

  6. Ste says:

    Ah cara, e che ci vuoi fare? E’ il “bello” dell’estate: pensa qui che siamo al mare, c’e’ gente in mutande ovunque, pure sul bus…e non parliamo degli odori! 🙁 pero’ devo ammettere che anch’io, causa caldo, giro in casa molto svestita, solo che poi esco cosi’ anche sul balcone….per distrazione e non per esibizionismo, giuro,ma se al vicino ottantenne prendera’ un colpo temo che sara’ colpa mia! 🙂

  7. RominaFan says:

    Uh, quello anche io. Ma fortunatamente davanti non ho praticamente nessuno, sono in cima ad un cucuzzolo e quindi le case intorno sono tutte più in basso…l’unica volta che ho rischiato è stato quando mi sono ritrovata l’operaio praticamente in balcone dopo essere appena uscita dalla doccia, grazie al cielo in accappatoio!

  8. Giorgia says:

    Due ore di pausa??? Tipo gli anni ’70… Sei una forza della natura, Romy.

    • RominaFan says:

      Grazie Giorgia! Sì, due ore sono veramente una roba assurda…pensa che ho deciso di comprare un contapassi per togliermi lo sfizio di capire quanta strada macino a piedi ogni giorno per passare il tempo!

  9. tania says:

    oh cavolo ma sai che ci pensavo ieri??? 10.00-20.00 sono un orario del cavolo, non riesci a fare niente!!!!!!!!!!!!!!!!

    babba bia il vicino in mutande giallo Fluo!!!!!!!!!! aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

    pensa, magari la psicostrappona trovava quelle mutande molto erotiche, eccitanti, da vero macho………..mmmmmhhhhhhh

    Stai vomitando?

    😉

    • RominaFan says:

      AHAHAHAHAHAH, E CI CREDO CHE STRILLAVA IN QUEL MODO, POVERACCIA!!!!! Comunque, già l’immagine era orrenda prima, dopo questo tuo commento penso che non riuscirò più a chiudere occhio a vita!!! ahahahaha!!!!

  10. Livia says:

    Muahahahahah, mi è mancato questo blog in 2 settimane di mare!!!
    A villa Aldobrandini non ci sei ancora andata? Un tempo era meta delle mie pause pranzo, dovrei controllare se è rimasta qualche panchina intera però…
    Se il tuo vicino è rimasto single, sarebbe il caso di dargli i numeri di telefono delle tue peggiori nemiche… pensaci! 🙂

  11. 4p says:

    Due ore, due ore ma i capi vanno a casina a fare la pappa??????????
    Urca lungetto come tempo.
    Superman in mutande è un tocco di classe strepitoso, non dirmi che aveva pure i calzini?!?!?!
    Per assurdo magari si crede pure un bel figo in mutande, mah il caldo il caldo fa fare pazzie.
    4p

    • RominaFan says:

      In realtà la maggior parte di loro rimane in ufficio o comunque non ha tutte e due le ore. Due ore sono per la segreteria. Io, purtroppo, non riesco ad andare a casa a pranzo: due ore per andare e tornare praticamente non mi bastano, uffa! No, non aveva i calzini, almeno quelli me li ha risparmiati! E poi che si creda uno gnocco è poco ma sicuro: magari lui pensa pure che mi ha fatto un favore a farsi vedere IGNUDO!!

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