Denunciare i casi di malasanità

In rete si parla parecchio, in questi giorni, di una pubblicità che invita a denunciare i casi di malasanità per ottenere un risarcimento. Ovviamente, le associazioni dei medici sono sul piede di guerra perchè temono una caccia alle streghe.

Come sapete, sono stata vittima di un caso di malasanità che definire clamoroso è poco. Il mio medico si è categoricamente rifiutato di mandarmi da uno specialista per nove mesi. NOVE MESI. E’rimasto sulla sua posizione anche quando gli ho mostrato la federa del cuscino macchiata del sangue che vi avevo schizzato tossendo. Neanche quando gli ho mostrato i graffi che mi ero inflitta per sedare il prurito, le ferite ancora aperte e le cicatrici dei vecchi graffi che ancora porto. Neanche quando gli ho confessato di dormire talmente poco da avere le allucinazioni. Si è limitato a diagnosticare, non avendono in alcun modo il titolo, una forma di esaurimento nervoso e mi ha prescritto sonniferi e antistaminici (questi ultimi giusto in caso fossi allergica).

Durante i nove mesi della MIA vita che lui ha sprecato e reso un inferno, non è che la mia malattia si sia fermata ad aspettare che lui ricevesse l’illuminazione e digitasse su google “prurito, tosse, insonnia, perdita di peso”. La mia malattia ha avuto tutto il tempo di andare avanti e arrivare al terzo stadio avanzato. Terzo su quattro. Esistono due varianti di linfoma di Hodgkin: sintomatico e asintomatico. Delle decine di malati ed ex malati di linfoma che ho conosciuto nella mia esperienza di cancer-blogger, solo un’altra persona è arrivata a questa stadiazione con la variante sintomatica.

Ora, io so che siete sempre stati tutti talmente carini con me da non chiedermi mai apertamente quello che so perfettamente vi siete chiesti almeno una volta, ovvero “dove cavolo erano i tuoi genitori mentre tu ti riducevi in quel modo?”. Vi ringrazio di non avermelo mai chiesto perché non sono ancora pronta per parlare di questo, ma so perfettamente che un qualsiasi altro genitore mi avrebbe portata da un altro medico molto prima di vedermi sputare sangue. Io so perfettamente che la loro negligenza ha contribuito in modo sostanziale a perdere altro tempo. Lo sanno anche loro. Papà si è reso conto di quello che ho passato solo leggendo il blog. Meglio tardi che mai. Non è stato facile, per lui, ma ora è consapevole e ha capito quello che ho vissuto. La consapevolezza gli ha fatto male, ma ora è un padre migliore. Mia mamma, invece, che non è vissuta abbastanza da veder nascere il blog o il libro, ha avuto una reazione completamente diversa, quasi isterica. D’altra parte era lei che saltava alla gola di chiunque le facesse notare che, anche laddove i miei disturbi fossero di natura psicologica, era comunque meglio che mi vedesse uno specialista.

Il senso di colpa, per lei, è stato talmente devastante che per sopravvivergli ha trovato un modo che a me sembrava incomprensibile: difendeva a spada tratta il medico, spezzando ancora una volta il cuore a me, che chiedevo solo che si comprendesse l’inferno che avevo attraversato. Di fatto, credo che lei non lo abbia mai pienamente compreso e in un certo senso posso anche capirla, perché era l’unico modo che aveva per proteggersi. Dire “il dottore non ha colpa, lui non poteva pensare che fosse un tumore”, in realtà significava “IO non ho colpa, IO non potevo pensare che fosse un tumore”. I perché e per come le cose siano andate così non sono ancora pronta per affrontarli sul blog: la pelle era la mia e, onestamente, non sono ancora in grado di comprendere, parlare e perdonare.

Quando mi sono resa conto che, difendendo il medico, mamma proteggeva se stessa, ho deciso di mettermi ancora una volta da parte come figlia e lasciarla fare. Stava già punendosi più che abbastanza, ignorando la sua diagnosi e la sua malattia per seguire me durante le cure.

Se, SBAGLIANDO, non ho denunciato il mio medico, è stato solo per tutelare mamma. Onestamente, l’idea di perdonare il mio medico non mi ha mai sfiorata. Se fosse dipeso da lui, io sicuramente sarei arrivata troppo tardi. Chi mi ha salvato la pelle non è stato lui, è stato il padre del mio ex.

Non denunciare è stato un errore. Sarebbe stato giusto che pagasse per quello che mi ha fatto e per quello che sicuramente aveva già fatto e rifarà, perchè io sono certa di non essere stata né la prima, né l’ultima che ha quasi ammazzato.

Quando dico “pagare” per il proprio errore, non mi riferisco al risarcimento danni. Intendo dire che doveva pagare con la radiazione dall’albo o, quanto meno, con una segnalazione, un bel pallino rosso sulla sua scheda, qualcosa che desse l’opportunità ad autorità competenti di tenerlo d’occhio e ai pazienti di scegliere con maggiore consapevolezza se averlo come dottore o no.

I medici, siamo onesti, sono stati una categoria molto, molto protetta per molto tempo. Sicuramente, fino a qualche anno fa, quello che diceva un medico ad un paziente era legge e sicuramente sarebbe stato facile per lui pararsi il fondoschiena una volta resosi conto che aveva sbagliato una diagnosi. I tempi sono cambiati. Siamo tutti più istruiti e smaliziati, se qualcosa non torna, abbiamo molti più mezzi per verificare. Poi, occhio: non sto facendo di un’erba un fascio. Eccezion fatta per il mio medico di base, i medici che ho incontrato sulla mia strada sono stati molto competenti e, ogni volta che hanno avuto un dubbio, non hanno esitato a chiedere una consulenza ad un collega.

Denunciare è importante. Io non l’ho fatto per il motivo che vi ho spiegato e, onestamente, tornassi indietro non so se farei la stessa scelta. Bisogna potersi fidare di un medico e un bravo medico non lavora sulla base di supposizioni, ma su diagnosi, e a volte non sono nemmeno necessarie chissà quali ricerche per avere una diagnosi. Il fatto che, davanti al mio prurito, mio nonno – all’epoca già ultraottantenne e con la licenza elementare -durante una discussione con mamma pronuciò la frase “attenta, perchè Romina potrebbe avere un tumore del sangue” e il mio medico, al contrario, non si è posto il problema, è gravissimo.

Purtroppo, davanti a queste associazioni che si prodigano ad ottenere un risarcimento, io qualche titubanza ce l’ho. Ho paura che molte cause vengano intentate per i motivi sbagliati e che a guadagnarci non siano le vittime.

Io ho sbagliato a non denunciare. Chi ha distrutto nove mesi della mia vita, chi ha rischiato di ammazzarmi, chi mi ha messo in condizione di subire danni psicologici da cui sono uscita solo dopo molti anni, e che probabilmente ha riservato lo stesso trattamento anche ad altri, non sta pagando. Io ho dovuto scegliere tra salvaguardare mia madre e renderle più tollerabile il rimorso durante gli ultimi suoi due anni di vita e ottenere giustizia rispetto a chi mi ha fatto questo.

Onestamente, me ne frego se i membri di una categoria – quella dei medici – che stimo e cui sono molto grata si sente minacciata da pubblicità che invitano a denunciare i casi di malasanità.

I medici competenti e umili sicuramente, anche laddove – magari per rancore – venissero denunciati, non credo che abbiano nulla da temere.

Male non fare, paura non avere.

 

 

 

 

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45 Responses to Denunciare i casi di malasanità

  1. selena says:

    Romina, sei una grande .. non smetterò mai di pensarlo o di dirtelo … Ti ammiro davvero tanto!!

    • RominaFan says:

      Grazie, tesoro. Tornassi indietro, questa è forse l’unica cosa che gestirei in modo molto diverso ma ero talmente giovane e inguaiata che ho fatto quello che al momento mi sembrava più giusto. Non bisogna dare retta a chi dice “ma non sprecare tempo a denunciarlo che poi le cause vanno avanti anni, pensa solo che ora va tutto bene”. Purtroppo è un ragionamento fiacco che giustifica la mancanza di competenza e che io ho avallato. Grazie, comunque, un abbraccio forte!

      • gloria says:

        io sto andando avanti nella mia lotta contro chi mi ha causato il mio bel casino in faccia!!! e non mi ha fatto nemmeno firmare un consenso informato!!!!!

        baci baciglo

  2. Mapiova77 says:

    Eh la saggezza dei nonni!!! Lo racconto in un post del mio blog, anche nel mio caso ad insistere per ulteriori controlli fù mia nonna (la diagnosi di emiparesi spatica si ebbe solo al terzo controllo). I medici pensavano che fosse mia mamma troppo apprensiva.

    • RominaFan says:

      W i nonni! Chissà, forse i nonni, avendo meno responsabilità rispetto ad un genitore, riescono a notare meglio quando qualcosa non va…

  3. Natalina says:

    Ciao Romina, leggo il tuo blog già da un pò anche se non ho mai commentato, ho provato rabbia quando ho letto come sei arivata a scoprire la tua malattia e quanto avanti fosse arrivata. Le tue ragioni per non denunciare sono comprensibili e poi ognuno deve prendere certe decisioni liberamente, ma sono convinta che certi medici devono assolutamente essere messi di fronte alle proprie responsabilità e “pagare” non deve essere solo economico. Ti racconto un episodio (positivo) che mi e’ successo un paio di anni fa, a causa di un eritema solare mi sono portata dietro un prurito in varie parti del corpo per svariati mesi, non era al tuo livello ma mi creava un sacco di disagi, vado dal mio medico per chiedere informazioni su un dermatologo che ha l’ambulatorio nel suo stesso pianerottolo e lui serio serio mi fa ” prendi pure appuntamento ma prima fatti le analisi del sangue perche’ il prurito insistente non va sottovalutato”. Denunciare chi sbaglia così grossolanamente come nel tuo caso dovrebbe essere una tutela anche per professionisti seri. Noi che medici non siamo quando stiamo male non dovremmo avere anche il pensiero se la persona che ci cura conosce il suo lavoro oppure no. Un bacio

    • RominaFan says:

      Ciao Natalina, tu hai avuto un medico dotato di buonsenso, che è cosa buona e giusta! Il prurito può indicare tante cose ed è sempre opportuno indagare. Lui è stato talmente spaccone e incompetente che non si è nemmeno azzardato a farmi fare le analisi…che idiota.
      Un abbraccio forte!

  4. Ilaria says:

    Non riesco a commentare lucidamente stavolta. La rabbia per i 9 mesi ignorati dal tuo medico è troppa e si mischia con la paura che ho provato apprendendo di questa campagna che invita a denunciare i propri medici per malasanità.. Essendo quasi dall’altra parte, mi ha fatto male vedere questa pubblicità perchè non credo che servirà per far pagare gli errori ai medici che li commettono, come è giusto e sacrosanto che sia. Denunciarli è un dovere, hai assolutamente ragione. Ho paura che si scateni una caccia alle streghe e avevo paura perchè a viverla sarò io.. Poi però chiudi con un detto che ripete sempre la mia nonna e, in fondo, la mia paura di questa pubblicità scompare.

    • RominaFan says:

      Sai, io non penso ci sia nulla di male se un medico non riesce a capire ed identificare bene un problema. Siamo tutti esseri umani. In generale nella vita non c’è nulla di male nel non capire qualcosa anche se magari è palese l’origine del problema. Ma c’è un fatto. Io sono ferma sostenitrice di quel detto che dice che “dubbio” è uno dei nomi dell’intelligenza. Essere sicuri di sé è importante. Ma mettersi in dubbio forse lo è anche di più. Nel momento in cui io mi sono presentata da lui varie volte nell’arco di 9 mesi lui doveva avere un dubbio. Ad un certo punto il dubbio lo doveva avere. Passi le prime due volte che sono stata da lui, eravamo tutti malati in casa, ci stava che non pensasse a qualcosa di strano. Ma dopo? Dopo doveva essere umile. Un medico, secondo me, deve essere umile e scrupoloso. Fosse stato un pò più umile, mi avrebbe mandata da uno specialista e mi avrebbe risparmiato tanta sofferenza. Non starti a preoccupare per quella pubblicità. E’vero che tanta gente che scopre una malattia per prima cosa se la prende col medico. Ci sta. Molti tendono a reagire così “perchè con qualcuno te la devi prendere”, ma è sono i fatti – non il rancore – che fanno vincere le cause. Quindi, secondo me, non ci sarà nessuna caccia alle streghe…un abbraccio forte!

  5. Laperfezionestanca says:

    Penso che effettivamente avresti dovuto denunciare. Capisco le tue ragioni e il problema non è quello di far pagare al medico la sua incompetenza.
    Il problema è che un medico incompetente continua a far danni e non è detto che non possa farne anche di peggiori di quelli che ha fatto a te. È lo stesso motivo per cui si deve denunciare uno stupratore o un pedofilo o un assassino. Non per fargli pagare quello che ha fatto, o meglio non solo per questo, ma per evitare che possa rifarlo.
    D’altro canto tu eri davvero tanto giovane e tanto impegnata a guarire e a stringere i denti. Un abbraccio grande.

    • RominaFan says:

      A suo tempo, sarebbe stato un casino da gestire, la denucia. E non solo per non far soffrire mamma, ma anche perché lei ha cominciato a fare avanti e indietro tra gli ospedali praticamente qualche mese dopo la fine della mia chemio e non avrei avuto la lucidità di seguire anche quello. Farlo ora…sì, dovrei. Capendo bene per quali motivi lo faccio, e poi andando avanti. Chissà. Non è detto che non lo faccia…un bacio!

  6. says:

    Ciao!
    senti so che non sono affari miei, ma ora sei ancora in tempo a denunciare il tuo medico, la tua mamma purtroppo non c’è più, e quindi potresti anche agire in tal senso.

    Del resto sarebbe bastato un’analisi del sangue per capire la ragione del prurito, un prurito insistente oltre che dal linfoma può dipendere anche dal fegato, insomma dopo mesi di prurito un esame del sangue va fatto.

    Anzi, in generale ogni tanto un esame del sangue andrebbe fatto!!!!!!!!!!!

    Sai anche io ho avuto, per un attimo, l’idea di denunciare il medico che l’anno scorso mi ha fatto venire una grave infezione intestinale, (che tra l’altro non è stata subito riconosciuta e che mi ha portato a perdere 8 chili in un mese e mezzo e a non avere più nanche la forza di salire le scale) dandomi un atibiotico inutile seguendo una diagnosi tutta sua insesitente.

    ma alla fine io non ho avuto grossi danni, ok a parte il fatto che ho sinceramente creduto che sarei morta di diarrea nell’indifferenza generale e questo non ha fatto bene alla mia condizione generale, anche ora che sono guarita. Sembrerà eccessivo ma mi ha segnata.

    Però che venga il tipo di infezione che ho avuto io prendendo degli antibiotici è comunque raro, altrimenti dall’introduzione della pennicillina sarebbero tutti morti di cacarella ormai!!!! quindi non avrebbe senso una denuncia, perderei.

    Però ormai quell’uomo lì lo odio. lavora anche al consultorio e quindi ogni tanto lo vedo, e vorrei dirgli qualcosa ma non ci riesco.

    cmq mi sento di dirti una cosa, quello che ho avuto io non è neanche un centesimo di quello che hai avuto tu come gravità e come conseguenze sulla salute, ma io capisco, capisco tantissime cose che dici.

    anche io stavo malissimo, defecavo sangue, perdevo peso, non mangiavo per giorni interi e avevo perso le forze, SAPEVO che avevo qualcosa di fisico, ma tutti mi dicevano “ma daiii sarà una cosa psicologica!!!” (soffro di colite, ma con la colite non stai così!!) e mi hanno pure diagnosticato la depressione post partum!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e poi bastava un’analisi mirata sulle feci per caire cos’avevo e curarmi!
    I miei non capivano quanto stavo male, mio marito meno di loro (fra noi non sarà mai più lo stesso purtroppo) venivo trattata come una malata immaginaria, lasciata sola, mio marito non si curava che non mangiassi niente, che dimagrissi in modo veramente preoccupante (ero uno scheletro), tornava a casa tardissimo dal lavoro e non mi chiedeva nemmeno “come stai”, non mi aiutava IN NIENTE e di questo e nessuno mi ha chiesto scusa spontaneamente. ne abbiamo parlato ma il perdono completo per ora non è nel mio cuore.

    perciò in minima parte so come ti senti.

    e visto che quello che è successo a te è più grave merita una denuncia, però capisco anche che tu non voglia andare troppo a rivangare una cosa dolorosa.

    fai come ti senti!!!! l’importante è che ora stai bene, che quelle cose anche se orrende ora sono passate e c’è molto altro davanti a te!

    • RominaFan says:

      Non essere ascoltati fa male, ti capisco bene. E in un certo senso è vero che questo porta i rapporti a cambiare. Se si grida aiuto per tanto tempo e nessuno ti prende in considerazione, purtroppo la fiducia viene meno. Io mi sono sentita profondamente tradita e la mancanza di presa di consapevolezza fa sì che questo sentimento continui ancora oggi. So ene cosa intendi. Un abbraccio forte!

  7. Mia says:

    Il problema non è l’errore in sé, capita a tutti di sbagliare. Ma quando all’errore si sommano l’arroganza e il rifiuto di ammetterlo, è giusto che il responsabile sia sanzionato, per evitare che situazioni del genere si ripetano.

    Tà ha ragione: sei ancora in tempo, se non sbaglio ci sono 10 anni per avviare la denuncia.
    Non è una questione economica, niente e nessuno ti potrà risarcire per le sofferenze di quei mesi e per l’aumento di rischio derivante dal ritardo di diagnosi, ma è un modo per mettere quel medico di fronte alle sue responsabilità.
    Rivolgiti al Tribunale per i Diritti del Malato: ti sapranno indicare l’iter da seguire e fornire assistenza e riferimenti di medici legali ed avvocati per la gestione della pratica.

    • RominaFan says:

      Sì, certo, come dicevo, siamo tutti esseri umani, l’errore è comprensibile. Il perseverare, però, è diabolico. Però la responsabilità, in effetti, dovrebbe prendersela. Tante volte ho pensato di andare a parlare con lui, sai? Di chiedergli perché lo ha fatto, perché non si è mai messo in discussione, perchè non ha mai chiesto scusa…ma non l’ho mai fatto. Forse temendo di diventare aggressiva, ho evitato. Non è detto che una decisione del genere non venga presa…

  8. Giulia says:

    Leggo spesso il tuo blog e non ti ho mai commentata, nonostante mi piaccia tanto il tuo modo di scrivere e di vedere le cose e la vita… Voglio farlo ora perché hai toccato un tema che mi sta molto a cuore..
    Anch’io ho incontrato un medico di base con un atteggiamento molto simile al tuo, purtroppo. Mia nonna era diabetica e aveva un sacco di problemi, è vero. E proprio partendo da questo quadro, il senso di soffocamento, il non riuscire a stare sdraiata, la febbre costate avrebbero dovuto essere un campanello d’allarme. E invece si continuava a farla passare per influenza. Finché un altro medico di base, amico di famiglia e mio attuale medico curante, non ha consigliato mia mamma di portarla al pronto soccorso. Pleurite. Litri e litri di liquido nei polmoni. Infezione. L’incompetenza di un altro medico che le ha tolto troppo liquido con un’unica aspirazione, lo scompenso cardiocircolatorio e l’infarto conseguente che a noi non erano stati comunicati, che non erano stati scritti nella lettera di dimissione e che sono stati riconosciuti e ricostruiti dal cardiologo che da sempre segue mia mamma solo mesi dopo e confermati alla stessa da un’infermiera di reparto solo mesi dopo che mia nonna, purtroppo, non c’era più, sono un’altra tessera del puzzle..
    In totale con mia nonna sono stati due i medici che hanno sbagliato. E in particolare mi ha agghiacciata il modo in cui quelli dell’ospedale si sono dati man forte tra loro, coprendo l’errore.. Ecco, sì, io se potessi tornare indietro li denuncerei eccome. Tutti. E non per i soldi. Perché i mesi di dolore in cui hanno trascinato mia nonna e tutta la famiglia non li ripagherebbero mai. Ma perché gente che fa una professione del genere con tale superficialità e noncuranza, merita di pagare.. Per loro, non per noi. Mia nonna non tornerà indietro, i tuoi nove mesi non torneranno indietro, ma questi “medici” magari faranno un po’ più fatica a fare il loro lavoro. Visto come lo fanno, non mi pare un male.
    Scusa il pistolotto..
    Giulia

    • RominaFan says:

      Ma figurati, quale pistolotto. Il fatto è che quando si fa un lavoro di grande responsabilità bisogna stare molto attenti e, ripeto, essere umili. Umili. Perché una sciocchezza, una distrazione, un attimo di cretineria possono uccidere una persona. Mi spiace tanto per tua nonna. Un abbraccio…

  9. ambra says:

    C’è veramente da chiedersi dove avesse il cervello quel dottore… Io credo sia giusto denunciare i casi di malasanità, come tutti gli altri lavoratori di questo paese i medici sono soggetti a doveri, diritti e responsabilità (in teoria). Se un dipendente sbaglia esistono lettere di richiamo, sanzioni e in casi gravi il licenziamento. Perchè i medici (lavoratori e dipendenti come tutti gli altri) dovrebbero esserne esenti? La legge non dovrebbe essere uguale per tutti? Ringrazio non so chi per avermi permesso di incontrare solo medici discreti, umili e con forti basi culturali nel mio percorso di guarigione. Queste poche considerazioni per sintetizzare un argomento che sarebbe di una vastità mostruosa…

    • RominaFan says:

      Sì, incontrare medici competenti a partire dalla diagnosi in poi è stata una fortuna. E lì ho visto la vera differenza tra un medico e un cerusico da due soldi!

  10. Sere says:

    Io ti capisco in questa cosa con i tuoi genitori, il mio non è un tumore ma una cosa molto meno grave, un ovaio policistico bilaterale, con tutti i sintomi classici che sono stati palesemente ignorati per qualcosa come 10 anni… adesso sono in cura da quasi 4 anni ma ovviamente guarire è abbastanza impossibile con tutto ciò che questo comporta.
    A volte i genitori non capiscono, non vedono, non lo so…. per fortuna adesso abbiamo l’età per salvaguardarci da soli e senza rancore.
    ti leggo da tanto

    • RominaFan says:

      Ciao Sere, mi dispiace che tu capisca cosa intendo quando parlo dei miei, non è una bella cosa, purtroppo. Non è qualcosa con cui è facile venire a patti. Personalmente, ho smesso definitivamente di sentirmi figlia in quel momento. Un abbraccio!

  11. m. says:

    Mi verrebbe da stampare il post e appenderlo in tutte le sale d’attesa degli ospedali che frequento.
    Oggi il mio pensiero migliore è per te. Te lo sei meritato sul campo.

    • RominaFan says:

      Grazie, allora o custodirò gelosamente! Sai, il concetto del mio medico era “il sistema sanitario spende un occhio della testa in esami inutili, quindi – a meno che tu non stia palesemente crepando (e forse neanche a quel punto) – io non ti prescrivo niente”. Peccato che così facendo il S.S.N. abbia speso veramente un occhio per curarmi!

  12. Andrebbero denunciati sempre ma io ho fatto come te, per svariati motivi e per sei lunghi mesi sono rimasta invalida e ho dovuto sopportare un dolore cronico che non mi abbandonava neanche sotto l’effetto di farmaci. Ne parlavamo proprio ieri con mia madre, mi ha detto che dovrei pensarci, che sono ancora in tempo … ma mi piacerebbe chiudere definitivamente questo capitolo della mia vita, orribile, umiliante, doloroso …
    Un abbraccio.

    • RominaFan says:

      Sì, bravissima, equivarrebbe a chiudere un capitolo. E’un conto in sospeso che forse sarebbe veramente meglio chiudere. Sarebbe effettivamente il caso di pensarci in maniera un pò più seria e agire…un abbraccio!

  13. Giusi Lombardo says:

    Leggo sempre il tuo blog. Cinque anni fa anche io ho avuto un medico che se n’è fregato altamente . Come dici tu, bastava digitare su Google i sintomi che avevo ( e li avevo tutti ) e veniva fuori linfoma. Invece, per lui i dolori alla schiena erano Lombosciatalgia, la tosse terribile che avevo ( un mio amico mi aveva detto che secondo lui era tubercolosi ) la febbre altissima con sudorazione notturna e il prurito erano dovuti a un qualche virus strano che dopo aver fatto il suo corso sarebbe passato da solo… E’ stato il radiologo dopo aver visto una lastra e avermi prescritto una TAC urgente a chiedermi degli esami del sangue . E sono stata io a farmeli prescrivere. Poi sono entrata nel vortice cure e ho trovato degli oncologi meravigliosi. Intanto però la malattia era progredita al terzo stadio avanzato ,anche a causa del menefreghismo del medico e c’è stato un periodo in cui non si sapeva se ce l’avrei fatta. Credo che certe persone non sono adatte a svolgere un certo tipo di lavoro che deve essere un po’ come una vocazione, fatto di umanità e attenzione. Un abbraccio . Giusi.

    • RominaFan says:

      Vedo che anche tu hai trovato un medico parecchio incapace. Non mi pare regolare che si debba supplicare un medico per farsi prescrivere una lastra o delle analisi. E’così avvilente, frustrante, doloroso. Forse è effettivamente giusto che si prendano le loro responsabilità…un abbraccio!

  14. Arcobaleno says:

    Mi hai emozionato! Mi hai commosso! Ci hai aperto il tuo cuore!…….Sei una persona eccezionale!!!!!!!!!! sono pienamente d’accordo con te sul proverbio..”Male non fare!paura non avere!”I medici competenti, non devono aver timore di esser super-controllati! Chi sbaglia, deve pagare! Un abbraccio grande da AnnaRosa!

    • RominaFan says:

      Sì, anche secondo me un pò più di controllo non guasterebbe, anche per tutelare i medici competenti. D’altra parte, se un impiegato sbaglia sul lavoro, non muore nessuno. Se sbaglia un medico invece…sì. Grazie AnnaRosa, un abbraccio!

  15. Cara Romina, come dici anche tu.. si può sbagliare, è umano.
    Professionalità e umiltà però dovrebbero compensare gli eventuali errori.
    Il mio medico di famiglia, dopo un anno che lamentavo disturbi non ha trovato nulla di meglio da dire che ero stressata.
    E dopo una ecografia che evidenziava un liofonodo di 2,6 cm sotto lo stomaco… che era una infiammazione.
    E la gastro a settembre…
    Eravamo a marzo, l’ho fatta ugualmente e.. 8 giorni dopo mi sono ritrovata senza stomaco e con 4 linfonodi intaccati. Sarei morta se avessi aspettato i suoi tempi.
    Mi è stato riferito che ai suoi colleghi ha detto che era difficile capirmi perchè… ipocondriaca. Eggià
    E quando è venuto a trovarmi (bontà sua) in ospedale mi ha detto che “finalmente hai una malattia di cui occuparti”.
    Perchè non l’ho denunciato? Intanto ci sono 10 anni (e ne sono trascorsi 4) e poi perchè aspetto di sentirmi “forte” rivederlo e ripensare a tutto il dolore è ancora troppo per me.

    • RominaFan says:

      “Finalmente hai una malattia di cui occuparti”?! Ma io ti spacco la faccia, così tu hai un naso rotto di cui occuparti, cretino! Ma perché perseverare nell’arroganza?! Io, per molti aspetti, la penso come te. Sto probabilmente aspettando di essere pronta ad affrontarlo. Il primo passo sarà parlarci personalmente. Chiamarlo e chiedergli appuntamento per parlare. Quando ho cambiato medico e sono andata a presentarmi, sono andata da lui con i miei due faldoni di referti. Il nuovo medico disse. “No. Non dirmi niente. Fammi indovinare!”. E’ bastato dire “tosse, prurito, insonnia”, lui mi ha fermato e ha chiesto “Hodgkin o non Hodgkin?”. A lui era sembrato subito ovvio che si trattasse di linfoma, bisognava solo capire la variante. Non c’è niente di peggio di un medico arrogante…

  16. tomele85 says:

    Romina…prima di tutto ti abbraccio e poi ti capisco un po’… come forse ti avevo scritto via mail, nel primo dei miei numerosi interventi hanno sbagliato la misura della vite da inserire nei piedi… mi hanno dovuto ripaprire e rifare oltre un mese si gesso… e avevo solo 8 anni… chi mi ridarà più quel tempo e il trauma di tornare in sala oepratoria due votle in tre mesi?

    e che dire dei numerosi specialisti che hanno scambiato gli svenimenti per attacchi di panico, invece di una disfunzione ormonale?

    i casi sono tutti da minorenne per cui i miei genitori non si sono sentiti di denunciare… ma se avessi solo la possibilità tornando indietro…

    • RominaFan says:

      Immagino che per una bambina non debba essere stato facile. Quando si sbaglia sulla pelle dei bambini la cosa è particolarmente odiosa, perchè i bambini non capiscono il perchè del male che subiscono…che urto profondo. Un abbraccio!

  17. rita says:

    il tumore con metastasi di papa’, l’anno scorso, e’ stato dignosticato e curato come diverticolite. Il prurito che gli toglieva il sonno (metastasi al fegato), come herpes (volgarmente “fuoco di S. Antonio”), per non parlare dell’ascite, completamente ignorata…..E poi insomma, che pretese, in fondo era anziano…. Una diagnosi tempestiva, magari supportata da qualche indagine strumentale in piu’, arrivata solo successivamente, dopo continui pellegrinaggi al pronto soccorso e grazie all’intervento di un medico “di passaggio”, non avrebbe cambiato lo stato delle cose: risparmiato a papa’ cure assolutamente inutili e tanta sofferenza, questo si.
    Il Tuo caso e’ davvero molto grave ma capisco perfettamente le Tue ragioni e credo saprai prendere la decisione giusta, qualunque essa sia….Ti ammiro e Ti stimo molto

    • RominaFan says:

      Ecco, sempre questo vizio di non vedere i sintomi nella loro totalità ma come tutti problemi diversi e a se stanti. Perchè? Perchè vedere tutte le cifre e non sommarle? Grazie Rita, un abbraccio!

  18. anna says:

    ciao romina per prima cosa volevo dirti che mi dispiace molto per tutto quello che hai subìto a causa di un errore medico decisamente grossolano. Io sono una studentessa di medicina al quinto anno e vorrei solo dare il mio punto di vista sul problema degli errori medici e della conflittualità medico-paziente.
    Per un medico essere denunciato da un paziente è una grana enorme, comporta stress spese legali per anni, poi il 70% delle cause si conclude con la vittoria del medico. Dall’altra parte ci sono gli avvocati che vengono pagati sia che perdano sia che vincano la causa e spesso spingono per denunciare anche se sanno in partenza che non vinceranno. tutto ciò porta a praticare la medicina difensiva, i medici prescrivono tonnellate di esami inutili facendo lievitare i costi e ingolfando il sistema sanitario.
    Infine oltre il danno la beffa perchè i tempi della giustizia sono biblici, quindi anche quei medici che sono colpevoli alla fine non vanno in prigione e non vengono quasi mai radiati dall’albo e l’assicurazione paga il risarcimento per loro.
    Forse le cose andrebbero meglio se i medici ammettessero più spesso le loro colpe, se ci fossero meno avvocati e se la classe medica non fosse percepita come una casta protetta che si copre vicendevolmente.

    • RominaFan says:

      Non fraintendermi, io ho un enorme rispetto per i medici. Se ho la possibilità di raccontare quanto è accaduto e se ho vissuto tutto con relativa serenità, è anche grazie a loro. Non dubito che per un medico essere denunciato sia fonte di grane e stress, ma, credimi, anche quello che ho passato io di stress me ne ha procurato parecchio. Sicuramente più di quello che avrebbe vissuto lui se lo avessi denunciato. Io, fisicamente, il prezzo della diagnosi tardiva lo pago ancora oggi. Certi meccanismi, certi apparati, una volta intaccati, non è detto che tornino proprio come prima dopo che si è dato tutto il tempo del mondo ad una malattia. Non è colpa sua se mi sono ammalata, ma sicuramente è colpa sua se la malattia ha avuto nove mesi più del necessario per farsi gli affari suoi, perchè non è che si è fermata in attesa che lui arrivasse a capire. Il punto è che, come molte altre cose, l’idea di fondo è sacrosanta, ma al livello applicativo forse non completamente efficace. Cominciamo col dire che sicuramente si ha il bisogno, a volte, di dare la colpa a qualcuno per trovare una spiegazione al proprio male, e il medico è il primo a farne le spese anche quando non ha colpe. Questo sicuramente non è giusto. Denunce fondate sul niente dovrebbero sicuramente essere scoraggiate. Ma è altrettanto giusto che chi ha sbagliato paghi. Se tu vai a tanto così dall’ammazzare un paziente, tu non devi più esercitare la professione medica. Ci sono lavori diversi, con diversi livelli di responsabilità. Se io faccio una cretinata in ufficio, il capo mi dà una bella lavata di capo e si cerca di mettere una pezza all’errore. Anche nel peggiore dei casi, non posso fare niente di drammatico. Un medico sì, invece, e questa consapevolezza deve esserci. La cosa trista e ingiusta è che è più probabile che un impiegato paghi a caro prezzo una svista, piuttosto che un medico paghi per un errore grave. Il punto non è solo il risarcimento danni che poi viene pagato dall’assicurazione. Il punto è un maggiore controllo sui medici. Insomma, dai, parliamoci chiaro, io ho lavorato in uffici dove tutte le telefonate venivano controllate, dove c’erano telecamere più o meno ufficiali in ogni stanza. I miei capi sapevano anche quante volte facevo la pipì. E faccio l’impiegata, non l’agente segreto. Ora, questo sicuramente è sbagliato e abominevole, io l’ho subito e ti garantisco che è un incubo, però serve per dire che il lavoro dei medici va monitorato un pò meglio. Già avere un’idea precisa di chi va dal dottore e quando non sarebbe male. Il mio medico di base non prendeva appuntamenti. Si andava lì e via. E di certo non sono visite “tracciabili”. Io non credo che potrei mai dimostrare quello che dico, in caso lo denunciassi. Potrei dimostrare solo le visite, forse, in cui mi prescritto gli antistaminici e i sonniferi. Io direi che sono andata lì una decina di volte, che nella prima visita mi ha prescritto gli antibiotici e che nell’ultima mi ha rifilato antistaminici e sonniferi. Direi che conosceva bene tutti i sintomi. Lui può tranquillamente dire che io sono andata da lui a gennaio per la tosse e poi una sola volta ad agosto, quando gli ho detto che ero molto stressata e non dormivo, e che sembravo esaurita e allergica, stando a quanto gli ho detto. Può negare tutto. E lo farebbe. Ma anche se io andassi da lui per parlare, senza l’intento di denunciare, negherebbe. Insomma, devi proprio essere moralmente irreprensibile per guardare negli occhi una persona e dire “con te ho fatto una cazzata immane, scusami”, e io alle persone moralmente irreprensibili credo fino ad un certo punto. Le persone, giustamente, pensano a pararsi il sedere e nel nostro piccolo lo facciamo tutti. Mi dirai che un monitoraggio più stretto dei pazienti (quando vengono e perchè) comporterebbe un mucchio di burocrazia? E le segretarie a che servono? La maggior parte dei medici di base, e quindi delle segretarie, lavora 4, massimo 5 ore al giorno. Ce n’è di tempo ancora per riempire scartoffie, è senz’altro un lavoro impegnativo e che richiede lucidità, ma non il medico e la segretaria non sono minatori, si tratta solo di mettersi seduti e scrivere. Ti dirò di più: ad ogni visita si dovrebbe dare un foglio come quelli del pronto soccorso con su scritto il problema del paziente e cosa ha fatto il medico. Una sorta di timesheet come quello che compila il 90% degli impiegati e dei professionisti. E questo è un ottimo modo anche per i medici per tutelarsi…perchè il medico si DEVE tutelare! Io mi rendo conto che quando vado dal medico ci sono decine di persone in sala d’attesa. Mi rendo conto che è difficile compilare pure un modulo del genere. Ma è pure naturale che lo studio è pieno zeppo se lo tieni aperto 3 o 5 ore al giorno. Allunga l’orario e tutela te stesso e gli altri con delle schede di monitoraggio. Qui va rivisto il sistema a monte. Non so se hai visto Caro Diario di Moretti. Lui ha avuto una storia molto simile alla mia. Lui, ad un certo punto, dice “molti medici sanno parlare ma non sanno ascoltare” e io li capisco i motivi per cui molti parlano ma non ascoltano. Non è solo arroganza e prosopopea nel 100% dei casi. Assolutamente NO. Spesso è il sistema che porta a questo, nonostante le capacità e le buone intenzioni. E bisogna cambiare. Bisogna cambiare perchè poi c’è il rischio (minimo, veramente ridotto all’osso) di far passare guai ad un medico innocente e quello (ben più consistente) di mettere a rischio la vita e la salute dei pazienti. Ciò detto, mi complimento perchè hai scelto un lavoro stupendo. Lavorarai in base alla propria vocazoine è fantastico. Sai qual è la cosa che maggiormente mi colpisce quando vedo la mia ematologa? La luce che le brilla negli occhi. Anche se è un’orsa e non si lascia mai andare. Però le brillano gli occhi perchè ama quello che fa, e questo non si può nascondere. D’altra parte, al di là della difficoltà che necessariamente il lavoro del medico comporta, deve essere veramente bello riuscire ad aiutare le persone, che si tratti di gravi malattie o di piccoli acciacchi…

    • Alex R. says:

      Romina mi perdonerà, spero, se occupo qualche riga di questo spazio giusto a beneficio del mio sfogo personale. Mi scuso in anticipo (con Romina) della vena polemica, ma un paio di passaggi “topici” meritano veramente un commento approfondito.
      Cito:

      1) “Per un medico essere denunciato da un paziente è una grana enorme, comporta stress spese legali per anni”.

      Mi scusi, cara Anna, ma chi se ne frega?
      Io faccio l’ingegnere. Se faccio crollare un ponte e mi denunciano, è chiaro che passerò una buona quantità delle future giornate della mia vita immerso nel vortice di quella che lei definisce eufemisticamente “grana”. Cionondimeno, immagino che i parenti delle persone cui il mio ponte ha gentilmente fracassato il cranio, siano ben lieti di vedermi marcire dentro la succitata “grana”. Stesso deve valere per medici che tradiscono qualsiasi principio etico e professionale e che, per negligenza, portano alla morte i rispettivi pazienti (o li costringono a sopportare a vita i danni da essa causati).

      2) “poi il 70% delle cause si conclude con la vittoria del medico ”

      Non le chiedo, per decenza, i riferimenti ai dati che fornisce. Supponiamo siano veri.
      Si deduce che, in media, 2 cause su 3 siano intentate da pazienti malfidati e accaniti, nonché immotivati nel loro intento giudiziario. Il giudice scopre il tentativo dei truffaldini di incastrare il genio della medicina e assolve quest’ultimo con formula piena.
      E questo è sacrosanto.
      A me (e a molti altri qui in questo blog) interessa, al contrario, il restante 30%, che basta *da solo* a non voler chiudere gli occhi di fronte a chi -secondo scienza e coscienza- ti ammazza con criterio.
      Diverso -profondamente- sarebbe il discorso se anche in quel 70% che lei riporta ci fossero casi di assoluta colpevolezza, resi insabbiati. Siccome sono convinto che il suo punto sia proprio questo, la invito a leggere il mio commento al seguente punto
      3) “e se la classe medica non fosse percepita come una casta protetta che si copre vicendevolmente”

      Questa è veramente la migliore dell’anno. Scusi, ma voleva veramente scrivere “percepita”? Quell’aggettivo è frutto di un refuso mentale, di un lapsus, o è premeditato? Nel secondo caso, le faccio notare che qui non si tratta di “percezione”, né di una vaga sensazione, ma di fredda analisi di dati provenienti da esperienze che, al di là del personale, emergono spesso anche agli onori della cronaca nera nazionale. Le cartelle cliniche falsificate da interi staff, le diagnosi confermate e poi smentite “a gruppi”, l’Ordine Professionale che tanto abbaia ma non morde mai… Provi a riflettere sul motivo per il quale, quando si parla di “casta”, accanto alla parola “notai” compare sempre quello “medici”: probabilmente, visto che è solo al quinto anno di facoltà, dovremo per questo aspettare laurea, esame di stato e specializzazione.

      Con i migliori saluti.

  19. Alda says:

    Allora, leggendo solo oggi perché ero in vacanza… Caso personale: mio marito ha cominciato a respirare male, aveva sempre il naso chiuso, la gola irritata. Poi ha cominciato a sentire poco, come se avesse un tappo permanente di cerume.
    E’ andato da uno specialista, dopo che il medico di base aveva ammesso di capirci poco (erano tre-quattro mesi che andava avanti così), il quale luminare gli diagnostica una rinite, lo imbottisce di cortisone (non ti dico le notti insonni che ha passato, nemmeno avesse sniffato coca tutto il giorno), e gli consiglia le cure termali. Dopo altri due mesi di notti insonni e respirazione impossibile, cambia specialista; alla prima visita, il medico, finalmente uno competente, dice, nell’ordine: che era assurdo che non fosse stata mai effettuata una rinoscopia; che al suddetto esame si evidenziava una formazione anomala nel naso, e che era necessaria ed urgente una risonanza. Che ha a sua volta evidenziato un tumore, carcinoma rinofaringeo, in posizione tale che l’intervento era improponibile. La faccio breve: 35 sedute di radioterapia e sei mesi di chemio.
    E’ finita, e’ andata bene, sono passati tre anni. Ma io vorrei, per cinque minuti, non di più, rimanere sola con il primo testa di cavolo che andava avanti a cortisone e cure termali. Cinque minuti, non ci vuole di più per sbattere una testa di cavolo contro il muro. Usando i guanti, perché la merda non la voglio toccare.

    • RominaFan says:

      Cavolo, Alda. Che storiaccia, anche questa. Capisco molto bene la tentazione di sbattergli la testa contro il muro. Più che comprensibile. Basterebbe veramente farsi venire un minimo di scrupolo, alle volte…quando andai dall’allergologo (non perché mi ci avesse mandata quel cretino del medico, ma perché mi ci ha trascinata il padre del mio ex) la prima cosa che disse fu “io non so chi è che ti ha detto che sei allergica, ma chiunque capirebbe che questi non sono i polmoni di una allergica”…

      • Alda says:

        Aspetta, non ho detto la meglio: il primo tizio (perché quello al massimo e’ laureato al Cepu, e quasi chiederei scusa all’organizzazione suddetta), in un raro momento di lucidità, prescrive un’ecografia del collo: io, che non sono medico e nemmeno ho mai tentato di diventarlo, ho visto che nel collo c’erano TRE linfonodi ingrossati (e infatti il cancro di mio marito aveva metastasi linfonodali). Non uno, tre. In una situazione così, un dubbio, uno scrupolo, chiamalo come ti pare, sarebbe venuto anche ad un fruttivendolo. Alla testa di cavolo, no. Cure termali e via, non la facciamo tragica… Fanculo a te e ai tuoi discendenti, perché non sia mai qualcuno di loro volesse seguire le tue orme, ci sarebbe qualche infelice in più.

  20. Elena says:

    Io ti capisco. A me ci sono voluti sei mesi e non nove. Sei mesi in cui mi grattavo le gambe con i coltelli, dormivo due ore a notte, respiravo male, avevo la pressione alle stelle, tossivo e sudavo ogni notte, ho perso 8 kg e la conta dei linfociti era un quinto del normale. In tutto questo tempo i medici (perché ne ho visti un bel po’) non hanno fatto altro che dire che avevo allergie, o ero depressa, o che dovevo fare più sport.
    Solo dopo sei mesi un dottore (visto privatamente) mi ha preso sul serio, mi ha fatto ricoverare e in meno di 24 ore hanno scoperto il linfoma.
    In tutto questo tempo il mio medico di base (SEI MESI!!) non mi ha MAI prescritto nessun controllo o esame, tutti i dottori e allergologi che ho visto me li sono cercati da sola. Quando, dopo 2 settimane di ricovero, la chemioterapia già iniziata e 10 giorni di drenaggio al polmone (avevo 4 LITRI di liquido dentro), sono tornata dal medico e lei ha detto: “Ha, era questo che avevi alla fine”.
    PUTTANA. Non posso e non voglio farle nulla perché è la madre di un’amica. Ma dico a tutti voi, ascoltate voi stessi, e se il vostro medico non si muove, cambiate medico!!

  21. Elly says:

    Un post del genere merita un commento, e un forte abbraccio a tutti voi, che avete subito l’incoscienza di un incapace sulla vostra pelle.
    Ammiro e stimo nuovamente Romina, perché non ne fa di un erba un fascio. Si parla di malasanità in senso generico, anche se in realtà questa è fatta da persone come noi e purtroppo anche troppa burocrazia. Ci sono infermieri e medici con tanta umanità e gentilezza alle quali ti ci puoi pure affezionare. Da giovanissima avevo un medico anzianotto, che secondo me non capiva niente, in realtà diagnosticò una mia “malattia” con solo due domande. Tanto di cappello dottore!
    Vorrei credere che molti svolgano questa professione, non per scelta, ma per vocazione, mi diceva un’infermiera “stai a fianco a persone che vomitano, curi piaghe di anziani, raccogli ubriachi, ecc….non lo puoi fare per soldi” Ci credo, il punto è che tutti, indipendentemente che lo facciano per vocazione o per soldi, lavorano sulla nostra pelle, e che un loro errore a noi costa caro! Questa superficialità no, non la possiamo tollerare!
    Un grazie di cuore invece a tutti coloro che questo lavoro lo fanno bene e ci sono davvero d’aiuto! 🙂

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