Il libro che scelse il lettore – Non è stata una sofferenza inutile

Alcuni giorni fa si è verificata una circostanza molto particolare. Una di quelle coincidenze che lasciano a bocca aperta e danno la convinzione che, forse, alcune cose non accadono per caso.

La scorsa settimana, mio papà ha portato una copia con dedica del mio libro ad una signora che abita dalle sue parti. Non riuscendo a trovarla, ha lasciato il libro in una busta e lo ha poggiato sulle cassette della posta.

Vengo contattata su Facebook da un ragazzo che mi informa di aver trovato la copia del libro, ma che mi dice anche che in quello stabile non abita la signora cui è dedicato, probabile che papà abbia sbagliato indirizzo. Lo ringrazio moltissimo per essersi preso la briga di contattarmi per dirmelo. Lui mi risponde dicendo che sta sostituendo il portinaio dello stabile e che, già che nessuno reclamava il libro, lo aveva letto. Mi dice che, per una serie di motivi, il Codice è arrivato a lui in un momento in cui leggerlo era per lui molto importante, dato che alcune situazioni le ha conosciute bene.

Io sono rimasta sbalordita. La coincidenza è incredibile. Insomma, la persona cui il libro era destinato non abita lì. Lui è lì per caso, sta sostituendo una persona. Se mio padre fosse passato lì qualche giorno prima o qualche giorno dopo, lui magari non sarebbe neppure stato in quel palazzo. E il libro gli arriva in un momento in cui aveva bisogno di leggerlo.

Nella mia esperienza di blogger ho incontrato tante persone meravigliose. Molti di voi sono approdati qui per caso, cercando qualcosa su internet. Ma che un libro cercasse con tanta prepotenza una persona non mi era mai capitato.

Sono piccole cose, ma mi convincono sempre di più che ogni momento di sofferenza, ogni volta che sono stata piegata in due sul water a vomitare, ogni volta che a fatica mi sono trascinata dal letto al divano, ogni volta che mi sono alzata la mattina presto per andare a fare chemio, ogni momento che ho passato con la flebo nel port-a-cat, ogni momento in cui ho pestato i piedi perché volevo una vita come quella di tutti i ventenni, ogni volta che ho dovuto lavorare per analizzare la situazione e impare qualcosa…non è stata una sofferenza inutile.

Non è stata una sofferenza inutile.

 

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21 Responses to Il libro che scelse il lettore – Non è stata una sofferenza inutile

  1. selena says:

    No, Romina … la tua non è stata una sofferenza inutile … Pensa anche solo a quanto serve leggere la tua esperienza di vita a chi, come me, la malattia (fortunatamente, dico da egoista) non l’ha mai conosciuta da vicino: mi insegni, giorno per giorno, a riconoscere le cose importanti della vita, a non “buttare tempo prezioso” in litigi inutili, mi fai capire ogni giorno quanto cavolo sono fortunata … Grazie Romina per tutto ciò che mi stai insegnando .. Un bacio … a presto

    • RominaFan says:

      Ciao Selena! Ma, sai, sarà che io di questo non mi rendo ben conto…cioè, quando ho aperto il blog speravo proprio di riuscire a fare questo, ma quando ci sei dentro questo aspetto finisci per guardarlo dall’esterno, in un certo senso. E’come dire “è il blog che dice queste cose, che trasmette queste idee, non io”. Strano ma è così, per me. Poi arrivano episodi come questo – e come tanti altri – in cui ho modo di rendermi conto meglio che quello che scrivo può avere un impatto di un certo tipo. E rimango sbalordita. Anche quello che dici tu mi lascia basita. Leggo e penso “ha sbagliato blog, non parla di me!”. E mi rendo conto che veramente per certi aspetti, il cancro mi ha ridato – con gli interessi – le opportunità umane (lasciamo stare quelle fisiche che sono un altro discorso) che per un brevissimo periodo ho temuto andassero perse. L’unico merito che io mi riconosco è quello di aver avuto la lucidità di dare al cancro il mio codice IBAN emotivo per permettergli di farmi il bonifico emozionale. Mh, bella questa, me la segno…!

  2. rita says:

    ..c’è un motivo per tutto, certo. A volte non è subito evidente e lampante, a volte viene involontariamente ignorato. Ma sì, c’è, e in questo caso, guarda quante coincidenze: si è composto un “puzzle” in modo del tutto casuale.

  3. Mamiga says:

    Non è stata una sofferenza inutile.

    No, non lo penso mai sai? E più vado avanti più mi rendo conto che sta a noi “usarla” per tirarne fuori qualcosa di buono, che se siamo ancora qui a raccontarcela non può essere solo per una botta di c… 😉

    • RominaFan says:

      Dopo la chemio il pensiero che fosse stato inutile e ingiusto l’ho covato per un pò. La tipica “fase del piagnone” che spesso prende dopo la chemio. Poi impari a fare pace e il problema te lo poni sempre meno. Finché poi non solo capisci che inutile non è stato, ma inizi sempre meglio a capire il perchè non lo è stato. E come dici tu, una volta capito perchè&percome, allora si può usarla. Usi la malattia come lei ha usato te. E prendi da lei tutto il buono che ti può dare, come lei ha fatto con te. Un procedimento uguale e contrario. Faticoso sì. Inutile no…

  4. Ilaria says:

    “Non è stata una sofferenza inutile.” …………CHAPEAU!

    • RominaFan says:

      Grazie cara…ma credimi, non lo dico perché sono “buona” o “saggia” o che so io…sono i fatti che mi dimostrano che non è stato inutile e io, che non sono coraggiosa, che non brillo per bontà, che sono pigra, che spesso sono insofferente non devo fare altro che dichiarare quella che è la realtà dei fatti…la Vita trova il modo di spiegare le cose anche a tutti gli zucconi!

  5. arianna says:

    No,non lo è stata.
    Ma questo a me è stato chiaro da l momento in cui hai aperto il blog.. in qualche modo dovevi farlo,secondo me,come tante cose forse devono succedere,ed il perchè magari non lo capiamo subito.
    Ti abbraccio ♥

  6. Arcobaleno says:

    L’episodio che ci racconti, mi fa pensare……che in cielo esistano “angeli speciali”,
    che ci “vegliano”…….e il tuo libro e’ arrivato al momento giusto, alla persona….apparentemente sbagliata!!!!! Un abbraccio da AnnaRosa

    • RominaFan says:

      Chissà. Io sono portata a credere che la Vita abbia un gran talento per far andare le cose come vuole lei…questo poco ma sicuro!

  7. Rosalba says:

    Hai proprio ragione a volte le risposte le troviamo durante il percorso della nostra vita, ad esempio quando il mio medico mi diagnosticò il linfoma per un periodo, breve a dire il vero, sono stata incazz………… e continuavo a ripetermi “ma perchè proprio a me?”, le prime risposte le ho avute già durante la chemio………………..e se adesso sono cambiata è grazie a quell’esperienza, se rido più spesso e grazie a quel periodo, se cerco di trovare il lato positivo lo devo al cancro, se pretendo meno da me stessa lo devo sempre al tumore……………………………. sono maturata, sono diversa grazie a quell’esperienza e anch’io mi associo con te non è stata una sofferenza inutile!A me è servito……………………………

    • RominaFan says:

      Io la famosa “fase del piagnone” di cui parlavo sopra, l’ho avuta dopo la chemio. Lì per lì, lo strazio per avere la diagnosi aveva fatto sì che io prendessi la malattia con grande serenità. Dopo è arrivato il momento del “perchè a me?”, come dici tu…e poi…e poi? Eccoci qui su un blog dove la malattia si mischia ad un sacco di scemate, quindi va benissimo così!

      • Rosalba says:

        “La fase del piagnone” mi fa sorridere e pensare che la malattia effettivamente si può suddividere in appunto fasi c’è il prima, durante e dopo ………………..tu l’hai avuta la fase del “io odio l’ematologo e sono arrabbiata” la mia è durata una settimana a tratti comica. Quanto poi ho saputo che mi avevano cambiato l’ematologo, per fortuna a fine cura, ho pianto come una bimba, e non passa controllo che io non vada a trovare il Dottor F. e mesi prima volevo cambiarlo ricordo che all’uscita dell’ambulatorio subito dopo la diagnosi dissi a mia madre “E’ ovvio che mi curo ma una cosa è certa non con questo medico”. Ero troppo arrabbiata con me stessa e con lui che aveva osato dirmi “Hai un tumore, non ti preoccupare lo cureremo” con un sorriso che in quel momento mi aveva dato la nausea ma che poi……….

        Sai Romina sto rileggendo il tuo libro perchè adesso è diverso mi sembra di leggerlo per la prima volta. Grazie.

        • RominaFan says:

          Ah, come no, l’ho avuta! Anche questa, però, in ritardo! Di recente, all’inizio dell’anno, quando mi hanno fatto fare una tac che, nella mia ottica, “non meritavo”. L’ho vissuta come un brutto voto a scuola…! Dieci giorni di broncio!
          Ma dai, lo stai rileggendo? Come mai? Ti stai concentrando più sulla fase post-malattia?

  8. 4p says:

    Onestamente non lo posso sapere, ma credo a quello che dici.
    E’ semplicemente meraviglioso il cammino che ha fatto questo libro per giungere nelle mani di chi aveva bisogno di leggerlo.
    4p

  9. SilviaB says:

    Certo che no, cara Romina … anche perchè viviamo tutti in un intreccio di fili, in una storia che si crea e si ricrea e tutti abbiamo influenze che nemmeno possiamo sospettare sugli altri.. e non ti parlo di fatalismo, ti parlo di fatti, come hai detto tu. La magia del tuo libro che va dritto nelle mani del suo lettore, questo è un fatto. Il ragazzo che ti scrive, tu che subito prendi in mano il filo e capisci che sì, tutto ha un senso.
    Io sono una di quelle approdate sul tuo blog per caso, e ti posso dire che leggerti ha avuto un’influenza molto positiva su di me. Tutto ha un senso, solo per fatto che accade. Poi noi uomini siamo così, ci scervelliamo e cerchiamo la Logica … che non sempre c’è, o non sempre c’è subito. Ti regalo una citazione che amo molto:

    “Sii paziente verso tutto ciò
    che è irrisolto nel tuo cuore e…
    cerca di amare le domande, che sono simili a
    stanze chiuse a chiave e a libri scritti
    in una lingua straniera.
    Non cercare ora le risposte che possono esserti date
    poichè non saresti capace di convivere con esse.
    E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
    Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
    di vivere fino al lontano
    giorno in cui avrai la risposta. ” Rainer Maria Rilke – Lettere a un giovane Poeta

    un abbraccio, Silvia

    • RominaFan says:

      SilviaB, grazie, è bellissima, davvero bellissima. E tanto giusta. E’vero che non sempre si è pronti ad avere le risposte quando vorremmo. Più la nostra domanda è scomoda, più è necessario sbattere la testa al muro per un pò…grazie di cuore…

  10. G.C. says:

    Nulla, di ogni istante della tua sofferenza, è stato inutile. Proprio come hai detto tu, ho conosciuto bene cos’è il cancro. Così bene, che anche se non ha scelto di prendere me, ha scelto qualcuno che senza volerlo, ha trasmesso a me, e non solo, per mesi, tutta l’essenza del suo dolore. Dalle urla, alle attese di ogni risultato, alle speranze, che hanno fatto capolinea alla consapevolezza che tutto stava per finire. Ed ora sono qui, mi sono rialzato tra una caduta e l’altra; ora sono qui, con il tuo libro e con tutta la forza che esso mi ha trasmesso e di cui in questi giorni più che mai avevo bisogno. Ha scelto me, e ringrazierò sempre te per aver deciso di creare qualcosa che potesse poi cercarmi, e miracolosamente trovarmi. Nulla è per caso. NON È STATA UNA SOFFERENZA INUTILE. GRAZIE.

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