Ode all’irritabilità

Stanotte, di nuovo sveglia ad un orario improponibile. Lo psicovicino e la psicostrappona sono di nuovo alle solite. Ora, lei è odiosa, ma pure lui, porca miseria…ma come puoi stare con una spogliarellista e aspettarti che lei ti torni immacolata a casa?! Vabbè, che lei a chi gliela dà e a chi gliela promette, non me ne fregherebbe nemmeno niente se, a causa loro, la mia giornata non fosse cominciata alle 4:30 e non fosse destinata a proseguire – nel migliore dei casi – fino alle 23:00. Che poi, insomma, mi sono svegliata con urla e fracasso di di oggetti rovesciati e scagliati (lei lo gonfia di botte). Prima che il mio cuore scendesse al di sotto dei 170 battiti al minuto era passata l’ ora di colazione. Ho dato vita ad un turpiloquio fantasiosissimo e a tratti esilarante, ma ve lo risparmio, anche se merita. Potete solo immaginare cosa è uscito dalla mia bocca quando lui, in uno slancio di ingiustificata galanteria, l’ha appellata come “sgualdrina”. Erano anni che non sentivo più questo termine così antico, tanto più che lui ha la proprietà di linguaggio di un bambino di due anni. D’altra parte, parliamo di una che quando il padre di lui si è lamentato della loro trombatio isterica, è scesa a casa del “suocero” nuda e urlando “è mia e ci faccio quello che mi pare”. Vero e sacrosanto. Per me può anche usarla come fioriera, basta che non faccia rumore in piena notte.

Tant’è, chiudo l’argomento prima di scadere nello squallore più totale. Che poi, in realtà, io non ce l’ho con loro. Io ce l’ho con chi si ostina a voler vivere in quella casa. Vive in casa mia ma ma non sono io, inizia con Maschio e finisce con Alfa.

Comunque, sono di pessimo umore. Mi bruciano gli occhi dal sonno e penso che la prima parola storta che vola do vita ad una scena che nemmeno Arancia Meccanica. Infatti Alfa, in uno slancio di spirito di autoconservazione, non dà segni di vita da questa mattina.

Insomma, è da questa mattina che soffio come i gatti e faccio l’elenco delle cose che mi urtano. Ma mica cose serie, tipo la disonestà o l’infedeltà. Quelle cose da poco che però nella giornata storta fanno scattare istinti violenti. Tipo:

– I bar che usano tazzine da caffè troppo spesse e troppo bollenti.

– Le pizzerie al taglio che ti dicono “No, paghi dopo, tranquilla” così che poi tu, con la pizza in mano, devi strolicare*tre ore con il portafoglio e la borsa usando una mano sola per prendere e mettere via i soldi.

– Le persone che telefonano in ufficio senza presentarsi e chiedendoti di passargli qualcuno. MA ME VOI DI CHI SEI?! Ma ti sembra ragionevole che io chiami il capo dicendogli “Le passo una chiamata” “Chi è?” “Boh. E’uno”. Non perdiamo tempo e presentati.

– “L’applicazione non risponde. Termina adesso o annulla”. Io ti annullo. Ma con una mazza da baseball.

– Quelli che si mangiano le parole. Specialmente se si straniscono quando gli chiedi di ripetere.

– Quelli che quando arriva la metropolitana corrono per la pole-position. Tu sei lì sulla banchina pronto ad entrare e quelli si infilano tra te e la banchina.

– Le commesse che quando vai in cassa ti fanno l’elenco di quello che ti può servire. “ti interessa l’offerta sullo shampoo per capelli chiari” “A me? Ma mi hai vista?”, “ti interessano i boxer di Paperinik per tuo marito?” “Se si azzarda ad entrare in camera da letto con una cosa simile lo sposo. Ma solo per la soddisfazione di chiedere subito il divorzio:”, “Metto in conto anche il caffè?” “Te l’ho chiesto?!”.

– Gli adolescenti, specialmente le ragazzine, che urlano sui mezzi come se ci fossero solo loro.

– Quando non capiscono il mio cognome.

Potrei andare avanti per ore ma…mi urta!

*Strolicare: verbo viterbese per “smanettare”, “trafficare”, “armeggiare con qualcosa”. fig. inventare storie, es. “ma quante ne strolichi!” = ma quante te ne inventi!

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22 Responses to Ode all’irritabilità

  1. Gin says:

    Supremo :°D

    X.

  2. tania says:

    l’unica cosa bella di questa faccenda è che la psicostrappona mena lo spicovicino.

    • RominaFan says:

      Sì, finché non arriverà il giorno in cui lui (che quando c’era da gonfiare di botte la nonna di oltre 80 anni non si tirava mai indietro) perderà la brocca e la prenderà per il collo. Questa non si rende conto che ha a che fare con una persona squilibrata e con raptus violenti non da poco. Scherza col fuoco…comunque, sì, è da sentire. Alcune notti fa lei lo stava pestando e lui, in lacrime, gridava “Ma perchè me meni, io vojo parla’ e te me meni!!”. Stanotte per un attimo ho temuto il peggio perchè lui le stava prendendo di santa ragione e ad un certo punto credo che l’abbia bloccata con la violenza (a quanto ho capito) e le diceva “non costringermi a farti male” con un tono che faceva paura…E comunque, se non ci sbrighiamo a trovare un’altra casa, ci sarà un altro maschio, in questo palazzo, che verrà preso a mazzate…

      • tania says:

        ammappa!!!!!! senti visto che non hai bimbi piccoli ti consiglio di dormire coi teppi per le orecchie, almeno se fanno rumore non ti spaventano perchè nno lo senti forte.

        Io un pò di tempo fa abitavo in una via molto rumorosa e li usavo.

        • RominaFan says:

          Temo che la via dei tappi sarà inevitabile, visto che l’unico altro modo per risolvere il problema è il lanciafiamme…!!!!

  3. Laperfezionestanca says:

    Ah, però, interessante! Chissà perchè avrei detto che strolicare avesse più il senso di inventare, strologare, come appunto spieghi in seconda battuta, piuttosto che trafficare, frugare, come appunto in una borsa.
    In ogni caso queste giornate un po’ di ca@@a le conosco bene, oh se le conosco.
    Ma una domandina, non potresti chiamare la polizia appena fanno baccano?

    • RominaFan says:

      Certo che potrei. L’ho fatto io come l’ha fatto il padre di lui. La polizia non può fargli assolutamente niente e comunque per loro non è un deterrente…questo ha tanti di quei carichi pendendenti che una denuncia per schiamazzi o un invito della polizia a stare tranquillo per lui non significano niente…purtroppo è una situazione veramente del ciuspio che si risolverà solo quando ce ne andremo da questa casa. Nei film la gente cerca da scappare le case infestate dagli spiriti perchè sono state costruite su antici cimiteri indiani, nella realtà cerca di fuggire dalle case infestate dagli psicovicini!

  4. rita says:

    Effettivamente, se della polizia se ne fanno un baffo, di botte tutto sommato già se ne prendono, di salute stanno bene….sarebbe ora di pensare a qualcosa di alternativo, prima di rischiare la fedina penale…la tua!! Non è giusto, ma non è che esistano molte alternative!

    • RominaFan says:

      Noi abbiamo le mani completamente legate. Io so solo che, giorni fa, accorgendomi che avevano dimenticato la chiave sulla porta, ero tentata di chiuderli dentro e poi correre ai secchioni della spazzatura per buttare la chiave…

  5. Livia says:

    Per quanto ti capisca, i racconti sugli psicovicini mi piacciono troppo XD
    Speriamo che un giorno a lui parta la brocca e ammazzi lei… fuori 2 in un colpo solo e non devi neanche cercare casa. Però mi è partito un moto di pietà leggendo “Ma perché me meni”…
    Sulle tazzine bollenti del bar quanto hai ragione!

    • RominaFan says:

      Sì, diciamo che o si eliminano tra loro o io non potrò avere tregua…io ormai covo dei pensieri disumani ma quando non dormo divento una belva…

  6. 4p says:

    “La guerra dei Roses?” gne fà un plissè a sti due.
    4p

  7. Mapiova77 says:

    Le persone che chiamano al telefono senza presentarsi, quanto è vero!!! A me capita spessissimo. Sembra che a chiedere il nominativo si violi la privacy. Spesso e volentieri però vincono loro, alla decima volta che chiedi il nome e loro glissano la domanda cedi e passi la chiamata. E se tuo collega ti domanda “Ma chi è?” “Se mi avesse risposto te lo direi volentieri”

    • RominaFan says:

      Io chi non si presenta non lo passo. Spesso chi non vuole lasciare il nominativo o specificare perchè chiama è qualcuno dei vari call center, ma se io passo una chiamata commerciale al capo becco una pedata nel sedere! Che poi, in realtà, spesso non lo fanno nemmeno i clienti. Comunque, è vero, sembra che vuoi violare la loro privacy!

  8. Alda says:

    Ah menomale, pensavo che la mia insofferenza per gli adolescenti urlanti fosse dovuta alla mia non più verde età…
    Per il cognome, ormai non me la prendo più: d’altra parte, avendo la erre moscia ed essendo il mio cognome una specie di scioglilingua, non me la posso prendere con chi mi dice “scusi, COME ha detto che si chiama?”

    • RominaFan says:

      Uh, che urto gli adolescenti…quello che non sentono le mie povere orecchie la mattina sul treno! Ignoranti come zappe. Maleducati. Sempre ad urlare parolacce…voglio sperare per il bene dell’umanità tutta che siano casi umani quelli che incrocio io la mattina!

  9. iomemestessa says:

    Ecco. Gli adolescenti. Ignoranti come zappe (a fargli un complimento). Li prenderei a pedate (non metaforiche). Quanto agli psicovicini, ne ebbi un paio iguali iguali anni fa, quando vivevo a Milano. hanno schiantato contro il muro di tutto. Mobili compresi. La prima volta (avevo vent’anni di meno ed ero più impressionabile) chiamai la polizia. Temevo che lui corcasse di botte la strappona. Poi la mattina lo incrociai per le scale. Aveva preso più botte lui che il sacco di Tyson in allenamento e decisi di fregarmene.

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