Quando finisce un amore al primo piano, la pazienza finisce al secondo

E’ un po’ che non vi aggiorno su cosa combina lo psicovicino, ed è un peccato, perché lui e la psicostrappona nelle ultime settimane, ne hanno combinate di ogni. L’esasperazione era tale che persino io ormai la prendevo a ridere. Io e Maschio Alfa facciamo la telecronaca fuori campo tipo la Gialappa’s band. In effetti, tirano fuori tali perle di sintassi e filosofia che spesso le usiamo anche tra noi. Liti continue per motivi vari: lui vuole essere rimborsato per riparare la carrozzeria della macchina che lei gli ha preso a mazzate (che poi non so lui che se ne faccia della macchina visto che non è assicurata e comunque gli hanno ritirato la patente), lui vuole che lei si faccia la doccia prima di andare a dormire perché facendo la ballerina al night (ovvero la prostituta, non prendiamoci in giro) non vuole che si metta a letto dopo aver fatto di tutto con tutti, perché lei non vuole avere rapporti con lui perché dice che puzza (oh, ma senti, ma portarsi pure il lavoro a casa no, via…), lei che non vuole dargli un soldo perché se ha bisogno di soldi può andare a lavorare come tutti e altro ancora.

Ultimamente erano andati veramente, veramente, veramente oltre…e dati gli standard potete solo immaginare cosa hanno combinato con le loro liti furibonde e notturne. Vi dico solo che alla fine ho perso la tramontana e ho chiamato la  polizia, cosa che ho sempre evitato perché non serve a niente. Infatti, la polizia è arrivata, ha trovato casa loro devastata e ci hanno detto di sopportare. Ho fatto presente che è un anno che sopporto. Allora mi ha detto che la prossima volta che li chiamo gli danno una sonora ripassata. A saperlo, li avrei chiamati già un sacco di volte…so che non è carino ma non provo compassione, né un vago afflato di umanità nei confronti dello psicovicino e della psicostrappona. In ogni caso, è servito relativamente a poco. Per una decina di giorni le liti si sono spostate al pomeriggio e io ho beccato un sacco di minacce, da lui e dal padre (che è peggio del figlio).

Comunque, un paio di domeniche fa, verso le 6:30 è quasi crollato il palazzo per gli strilli e i botti mostruosi. Alla fine, lei ha fatto la cosa più stupida che potesse fare: gli ha detto, mentendo, di aver chiamato la polizia dicendo loro che lui l’aveva picchiata (e non è vero, lui non la picchia, è lei che alza le mani, questo lo devo dire). Lui non ci ha visto più. Ha il terrore della polizia. Ha iniziato a urlare in modo disarticolato, come se gli stessero strappando il cuore. Alla fine, ha trovato il modo di risolvere la disputa: ha chiesto alla madre (che è un altro soggetto che non vi dico) di intervenire.

Ora, la madre sarà pure un’altra matta, ma è una donna risoluta: in due minuti, ha strappato 4 o 5 ciocche di extensions alla psicostrappona, le ha dato una pedata nel culo (lei sì, ha a alzato mani e piedi) e ha buttato la psicostrappona fuori di casa.

Con lei fuori dai piedi, finalmente abbiamo riprovato il brivido di otto ore consecutive di sonno. Ma la verità è che quando finisce un amore, il dramma umano è pur sempre straziante.

Venerdì pomeriggio, me ne stavo sdraiata sul divano, un po’indisposta, a fare di zapping quando dal piano di sotto è partito a tutto volume un CD di Marco Masini.

Mi sono dovuta sciroppare Bella Stronza a ripetizione per due ore, con lui che cantava accorato dietro a Masini. Quando poi gli veniva a noia, passava alla canzone successiva: T’innamorerai…

Bendisposta grazie al sonno recentemente ritrovato, mi sono ammazzata dalla risate perché me lo sono immaginato solo a casa, con l’unica compagnia del suo cane, sul divano, col pigiama sporco del gelato che mangiava direttamente dalla confezione,  la barba lunga, solo col suo dolore e le sue babbucce a forma di coniglietto…ed è stato molto, molto divertente figurarmelo addolorato tipo Bridget Jones. Eh, che volete, ve l’ho detto che la compassione non alberga più in questa casa.

Solo che Masini per due ore, insomma…io avevo anche pensato di scendere e suggerirgli di strapparsi i peli delle gambe con la pinzetta per le sopracciglia: si sarebbe comunque fatto del male, ma almeno mi avrebbe evitato il supplizio!

Ad ogni buon conto, no harm done: il pomeriggio ci può stare, certo, il volume era opinabile ma…pazienza. Non posso pretendere che evolva tutto insieme. Comunque, da venerdì scorso, non ho sentito più una mosca volare dal piano di sotto. Vi dirò che ero quasi preoccupata.

Stamattina ha avuto una ricaduta di “Masinite”. Alle 5:00. Prima ancora che cantassero gli uccellini. E a quell’ora, Bella Stronza a volume alto risulta molto, molto, molto più irritante.

 

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20 Responses to Quando finisce un amore al primo piano, la pazienza finisce al secondo

  1. Gin says:

    La strappona ti mancherà.
    Prima o poi 😀

    Gin

  2. k says:

    Mi hai fatto morire dal ridere certo che viverla forse è un po’ diverso ma la pscostrappona vedrai che presto ritornerà sono proprio fatti per stare insieme!

    E poi volevo ringraziarti per avermi aiutata ad uscire fuori dal tunnel post-cancro/cure/chemio con il tuo libro con i tuoi post! Solo due anni fa ho scoperto tutto e adesso aspetto una bambina questa volta tocca a me!

  3. Silvia says:

    Cara Romina, “ballerina al night” non è necessariamente un sinonimo di prostituta. C’è una mia cara amica che lo fa di mestiere e insegna la pole dance (esistono perfino gare mondiali di tale disciplin http://polechampionship.com/). E comunque, anche fosse, vorrei sottolineare che anche le prostitute sono “persone”, e non credo ci sia niente di male nel fare quello che uno vuole del proprio corpo in un night o altrove. Se non, immagino, turbare i moralismi di chi ha ancora una mentalità anni 50, nel 2013…

    • RominaFan says:

      Ciao Silvia, al di là del fatto che la questione della dignità della persona non la discuto nemmeno in quanto dato assodato, ma la questione è molto più ampia e non ha che fare con i moralismi anni ’50. A parte il fatto che, nella mia infausta posizione di astante so abbastanza per confermare che la realtà del caso specifico è quella che dico io, ma il punto è un altro. Prostituzione è una parola che racchiude tante sfaccettature. E’una realtà spesso crudele, che implica violenza, sfruttamento, prevaricazione, annientamento dell’autostima e della dignità attraverso violenza fisica e psicologica. Ma prostituzione è anche una realtà più serena, non in Italia (ma che, ti pare?) ma in molti paesi d’Europa dove è regolamentata molto bene. Anzi, in alcuni Paesi (tra i quali la Svizzera, ma potrei sbagliare) ci si avvale di prostitute specializzate nell’aiutare ragazzi affetti da gravi handicap (ad esempio l’autismo) a vivere nel modo più sereno possibile la loro sessualità, che altrimenti verrebbe frustrata e repressa, con conseguenze non da poco. Di fatto, non sono nemmeno i night club il problema. Non posso che ammirare l’agilità e gli addominali di una ballerina di pole dance (che se poco poco provo io ad appendermi a testa in giù ad un palo, sempre se non mi schianto, mi viene una botta di cervicale che rimango una settimana a letto), esattamente come trovo divertente e ironico il burlesque, che coglie l’aspetto ludico della sensualità e della sessualità. Il problema è quello che spesso e volentieri si cela dietro i night, che di fatto in molti casi nascondono una realtà in ogni caso di sfruttamento della prostituzione. Tant’è che ogni tanto parte la retata e questi locali chiudono. Quello che a me non piace, e che trovo sgradevole, è l’ostentazione. L’uso del sesso come modo per sfruttare le persone per farti pagare l’affitto, per essere tu a sfruttare gli altri. Io ne faccio una questione di forma mentis, di atteggiamento. Qui parliamo di una persona che la volta che il padre di lui, che gli abita accanto si è incavolato perché ogni volta che questi due, ai tempi d’oro, avevano rapporti, svegliavano tutto il palazzo, è uscita completamente nuda gridando “è mia e ci faccio quello che voglio”. Che è vero, è molto vero. Per me la può usare pure come fioriera. Magari è l’uso che ne faccio pure io, tiè. Ma ostentare non va bene. Farne la propria bandiera non mi pare normale. E’comportarsi come le femen che fanno le esibizioniste con la scusa dei diritti delle donne, diritti che loro mortificano con il loro comportamento. E’questo, il punto. Vedi, per non essere scurrile, io nel post ho usato la parola sbagliata, temo. Perché quello che veramente fa la differenza in termini di amor proprio è la siderale distanza che c’è tra una prostituta e una zoccola…e non è necessariamente detto che le due categorie coincidano, anzi…

      • Silvia says:

        D’accordissimo su quello che dici riguardo alla violenza e sfruttamento legato a chi fa questo mestiere ( ma io non ho detto mica il contrario, ho solo detto che non c’è niente di male a farlo se una vuole…). Capisco che andare nuda per il palazzo non è che sia normale (il discorso sulle Femen rischia di andare un po’ fuori tema, capisco quello che dici ma capisco anche loro, che dicono che se non lo facessero, nessuno darebbe loro retta. e purtroppo temo sia così…)
        Non vorrei essere fraintesa. Capisco che il ritrovarsi dei vicini iper-molesti e che arrecano ultra-disturbo a chi vorrebbe dormire o stare tranquillo non è assolutamente il massimo.
        Quello che trovo molto anni 50 è il dire “ostentare non va bene” e anche il dire “c’è una differenza tra “zoccola” e “prostituta”. Che differenza c’è? L’essere più “perbene” dell’una rispetto all’altra? Ci deve essere per forza un lato “perbene” nelle prostitute altrimenti non sono degne di rispetto in quanto persone? ci deve per forza essere l’offesa (“zoccola”)? Questo intendo. Spero di aver chiarito il mio punto di vista.
        Un abbraccio

  4. Livia says:

    Lo psicovicino ha due strade da prendere: o si rassegna e magari senza nessuno che lo picchia salirà un gradino dell’evoluzione, o si ammazza. Olè! Tu però non esitare a chiamare la polizia se la strappona ritorna, compra una mazza da baseball che non si sa mai, e denuncia pure il padre se ci riprova!

    • RominaFan says:

      Guarda, sulla sua evoluzione non ho speranze. A volte, accanto ai raptus omicidi che mi provoca, per due o tre nanosecondi si affaccia anche un vago senso di dispiacere per lui. Ma ‘sta storia deve finire. Finirà, spero quanto prima, solo quando cambieremo casa noi perché lui non inizierà a trenta e rotti anni a comportarsi civilmente. Ma da qui a quando me ne vado, la prima minaccia che parte…si ritrovano la polizia a casa lui, il padre e tutti i parenti fino alla quarta generazione. Ma ti pare che devo subire minacce perché da oltre un anno qui non si dorme più?! Quanto alla mazza da baseball…non escludo che prima o poi gli arriva dritta sui denti! Che poi, non mi faccio illusioni nemmeno sul fatto che sia finita veramente. La scorsa estate erano rimasti separati un paio di mesi. Anche lì, lui era distrutto. Fu il periodo in cui accadde che una mattina, uscendo di casa, me lo ritrovai fuori dal portone, IN MUTANDE GIALLE, che fumava…

      • Livia says:

        Ricordo… quanti capelli bianchi ti fece venire quell’apparizione?
        Beh se la strappona ritorna tu chiama la psicomadre e glie la fai ricacciare a pedate! Per me ci prova pure gusto 🙂

        • RominaFan says:

          Per le mutande gialline dello psicovicino sono quasi entrata in analisi! Oh, guarda, la madre ci ha messo circa 5 minuti a risolvere la situazione, pum, pam, bum, slap, sbang, problema risolto!

  5. Sdebbia says:

    Cara Silvia,

    sinceramente i tuoi post mi fanno un po’ sorridere.

    E’evidente che qui non si sta parlando di un’artista che esercita la propria arte in un locale “in”, frequentato da gente normale. Si sta parlando di una signorina che – e, sia chiaro, contenta lei e contenti quelli che la utilizzano, non c’è niente di male – frequenta locali che, se solo fossero visitati alternativamente dalla questura/dalla prefettura/dall’asl/ dall’ispettorato del lavoro sarebbero sigillati per l’eternità.
    Ma il problema, permettimi, non è neppure questo.
    La tua difesa della dignità della donna è encomiabile, ma il primo passo per ottenere la tutela della propria dignità è essere educati al rispetto di sè stessi.
    Ora, io non credo che utilizzare la propria vagina (perchè è di questo che parliamo) come passpartout costituisca una forma di amor proprio e, conseguentemente, mi sembra francamente ridicolo tacciare di “perbenismo” un commento che prende solamente atto di un comportamento che è in tutto è per tutto contro la dignità di chi lo tiene (la strappona per intenderci) e di chi lo subisce (l’inguaribile fan di Masini).
    L’esser “zoccola” è sensibilmente diverso dall’esser “prostituta”: il primo è un modo di essere, è un modo di vivere, un modo di ottenere ciò che non si ottiene (o molto più spesso non si ha voglia di ottenere) con il lavoro e il sacrificio; il secondo è un lavoro come un altro…che nessuno qui ha mai contestato.
    Il fatto che ci siano in giro delle “zoccole” dovrebbe indignare te, Romina e chiunque viva nella società civile…chiunque creda nel merito, nel rispetto e nella dignità delle persone…per quanto riguarda le “prostitute”…beh…il principio è lo stesso di tutti i lavori, pure del mio!

    • Silvia says:

      Ognuno ha i suoi punti di vista…
      Personalmente non mi indigna affatto che ci siano in giro persone che tu definisci “zoccole” (e, ripeto, quelle che definisci “zoccole” sono prima di tutto PERSONE).
      Quando dici che “il primo passo per ottenere la tutela della propria dignità è essere educati al rispetto di sé stessi” stai esprimendo un TUO punto di vista. Per altre persone, il rispetto di sé potrebbe significare fare del proprio corpo quello che vogliono e NON VERGOGNARSI di questo.
      ps: dubito fortemente che “certi locali” come li definisci tu, verrebbero chiusi da questura/prefettura/asl… continuano ad esistere e sempre esisteranno, e non necessariamente son frequentati da persone “non normali” (anzi son frequentati da tanti che lavorano proprio nelle suddette questure/prefetture/asl…) Mi sa che la tua visione di certe realtà sia un po’ ovattata…

      • Sdebbia says:

        Cara Silvia,

        premetto che condivido il fatto che ciascuno ha la propria opinione.

        Per quanto mi riguarda, almeno, si sta discutendo e ci si sta confrontando…poi ben lieto se ognuno si tiene la propria idea.

        Ciò detto, secondo la TUA concezione, allora, sono – prima di tutto – persone anche gli assassini, i pedofili, gli stupratori….TU pensa…persino Hitler era una persona…

        Se essere ontologicamente categorizzabile come persona TI rende suscettibile di essere tutelato – costi quel che costi – beh… allora, mi scuso anche con Hitler per aver pensato che, in fondo in fondo, sia stato un pochettino stronzo (non se ne abbiano a male gli eredi) a sterminare milioni di persone.

        Permettimi, ma partire sempre e comunque dal concetto di PERSONA porta all’aberrazione che TI ho appena dimostrato (e, ti prego, non mi dire che le “zoccole” o le “prostitute” non sono in alcun modo assimilabili a “stupratori e assassini” perchè 1. è chiaro che la mia è solo una provocazione; 2. stroncheresti la tesi che “so’ persone”).

        Sinceramente, per quel che mi riguarda le “zoccole” (e nel concetto includo uomini e donne, sia chiaro) possono perpetuare i loro comportamenti all’infinito e godere della soddisfazione che la cosa comporta…

        Portare in gloria le “zoccole”, questo no… ognuno ha la sua morale, ognuno ha il proprio stile di vita, ma credo che sia indiscutibile che il merito ed il sacrificio dovrebbero avere la meglio dell’artificio o della scorciatoia…

        Se poi è in dubbio anche questo, beh, chapeau…non posso che augurarTi che tutti gli sforzi che fai siano resi vani da chi utilizza ogni mezzuccio per superarti.

        • Silvia says:

          Veramente nel dire che sono persone intendevo un’altra cosa. Non vedo perché debba partire l’offesa (zoccola) se una persona vive in maniera diversa dalla tua la propria sessualità. non vedo perché debba esserci una distinzione tra prostituta “perbene” e prostituta “permale”(zoccola). E questa distinzione la trovo molto anni 50 e soprattutto basata su canoni di giudizio NON universali, ma TUOI personali. Non so se mi sono spiegata. Ti faccio un altro esempio. E’ un po’ come chi dice: c’è differenza tra un gay e una checca. Non c’è nessuna differenza e credo che entrambi dovrebbero essere chiamati gay, e non con un termine dispregiativo. La differenza anche in questo caso sta nel metro di giudizio di chi usa un termine rispetto all’altro, perché si sente in diritto di poter giudicare secondo canoni che in realtà sono suoi personali, e NON universali.
          un abbraccio

          • Sdebbia says:

            La differenza tra “gay” e “checca” è meramente terminologica: il primo termine ha una connotazione meramente descrittiva, il secondo una connotazione dispregiativa.

            La differenza tra “prostituta” e “zoccola” è concettuale: ripeto, non si critica un modo di vivere la sessualità, il problema non è il sesso (ci manchrebbe pure), non è una questione di pudore…

            Il problema è utilizzare il sesso (ripeto, una cosa bellissima e piacevolissima) per ottenere un vantaggio: se io facessi l’accompagnatore per soldi, non ci sarebbe nulla di male….se io mi scopassi una donna solo per lavare/stirare/mangiare/ farmi pagare l’affitto forse forse sarei uno stronzo…

            Comunque, finiamola qui…la “persona strappona” ormai è cosa passata…

  6. piccolavale says:

    Ma come ti capisco Romi!!!! Anche il mio vicino (lo ricordi?) continua a rendere le nostre nottate insopportabili. Tanto che è quasi un anno che dormiamo sul divano per allontanarci dai suoi rumori. Abbiamo provato di tutto, anche chiamare la polizia, ma niente. E non posso neanche pensare che tutto finirà quando cambierò casa perchè casa mia è mia (veramente è della banca per ancora parecchi anni, ma insomma) e con questi chiari di luna un trasloco non è pensabile. Vabbè, noi stiamo pensando a nuove soluzioni (sempre non violente) se funzionano ti faccio sapere 🙂

  7. Silvia says:

    già finiamola… tanto penso che l’unica cosa su cui possiamo essere d’accordo è che abbiamo 2 punti di vista differenti… 😀
    un abbraccio

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