Avvilimenti di un’appanzata con l’emicrania

Riemergo ora da quasi 20 ore di nebbie dense di strazio e fatica, di quelle che ti lasciano spossato e aggressivo, pronto a mettere le mani addosso a qualcuno, specialmente al primo che ti dice “Ma lo sai che anche io oggi ho un cerchio alla testa…pensa che ho dovuto prendere l’aspirina!” riferendosi ad un dolce, innocente cerchio alla testa per il quale pagherei oro.  Ebbene sì, esiste un decalogo delle cose da non dire anche per chi soffre di emicrania.  Se poi ti chiami Romina e riesci ad avere emicrania muscolotensiva, s.u.n.c.t. (variante della cefalea a grappolo) e cervicale (quella fatta bene, con giramenti di testa, vomito, ecc..) diventi anche permalosetto di brutto. Ma l’aggressività è un problema mio, le anime pie che provano a mettere una parola carina non hanno colpa.

I primi problemi ho cominciato ad averli da adolescente. Inizialmente, duravano poco e non erano così pressanti. Iniziavo a sentirmi poco lucida, andavo a stendermi, sentivo le mani intorpidite, poi magari davo di stomaco e in meno di un’ora ero come nuova. Il primo vero attacco è arrivato nel 2008. Era l’inizio di maggio e il periodo era francamente stressante. Mamma era in hospice e io avevo da pochissimi giorni iniziato il mio primo vero lavoro.  Uscita dall’ufficio, mi resi conto di non vedere bene. Il primo incontro con uno scotomo scintillante. Pare una delle armi di Daltanius, in realtà è una sorta di cordone formato da triangoli colorati e psichedelici che si sposta per il campo visivo. Poi il campo visivo si restrinse. Arrivata alla fermata della metropolitana decisi di prendermi un succo di frutta perché non mi sentivo bene e svenni alla cassa del bar, dopo aver trovato difficoltà a trovare e pronunciare le parole. Decisi di chiamare Nicola per dirgli che sarei andata al pronto soccorso, ma avevo difficoltà a piegare le dita per premere i tasti. Arrivata in pronto soccorso, vomitai 3 volte in mezzora e svenni all’accettazione. I ricordi riprendono alcune ore dopo, quando mi svegliai in una stanza con una flebo al braccio e altre 4 persone sui loro lettini che parlavano ad una voce molto più alta di quella che potessi tollerare. I neon mi facevano impazzire. Mi sentivo come se avessi bevuto troppo, troppissimo. Chiesi al medico cosa mi fosse capitato. Mi disse che dovevo fare accertamenti perché per quel che ne sapeva lui poteva essere tanto emicrania quanto una forma particolarmente odiosa di cervicale. Gli chiesi cosa potevo fare per controllare, arginare, evitare queste situazioni. Mi allungò un foglietto, che speravo fosse un’impegnativa. Era un santino. Mi resi conto di aver beccato il genere di medico che impallinerei senza pietà. Mi dispiace ma non lo trovo professionale. E’come se il capo mi chiedesse “Romina, sono le 8:00, dice che lo trovo un volo per Milano alle 9:00?” e io gli allungo un santino. Se mi licenzia ha ragione.

Mamma mancò poche settimane dopo e l’episodio si ripeté, solo che a quel punto decisi di indagare su quanto era successo e su qualcos’altro che mi capitava sempre dall’adolescenza. Coltellate all’occhio. Immaginate un pugnale arroventato che vi colpisce all’improvviso. Attacchi che si ripetono a distanza di pochissimi minuti o secondi nell’arco di un’ora, poi si calmano e poi ricominciano. Questo, potenzialmente, anche per giorni di seguito. Giorno e notte. Una cosa completamente diversa dall’altra. Molto meno invalidante, meno spaventosa. Niente fotosensibilità o fonofobia. Ma tanta, tanta aggressività. Ore e ore a camminare avanti e indietro incazzata come una bestia, col solo desiderio di cavarmi l’occhio sinistro con un cucchiaio da minestra.

Si venne a capo della situazione: gli episodi più eclatanti erano emicrania muscolotensiva, gli altri s.u.n.c.t., la sorella della cefalea a grappolo, nota come mal di testa del suicidio. Se la cefalea a grappolo è nota così, capite bene che la degna compare, per quanto molto più vivibile (non ci sono paragoni, per carità) è una bestia poco gradevole. Non c’è cura, mi dissero, né per l’una, né per l’altra. Solo consigli per limitare gli attacchi: dormire sempre lo stesso numero di ore (non a caso il mal di testa è più comune nel week end), mantenere sempre gli stessi orari (a costo di caricare la sveglia anche nel week-end), bere sempre la stessa quantità di caffeina, evitare cibi pesanti, ovviamente alcolici (vino rosso in particolare), noccioline, olive e altre due o tre pagine di raccomandazioni. Nemmeno a dirlo, dovevo eliminare le fonti di stress, ma non mi era sempre possibile. Mi prescrissero farmaci da prendere alla bisogna, e mi consigliarono di prendere gocce e un barbiturico che si era scoperto essere utile per curare le emicranie. Non sono contraria ai farmaci. Conosco persone che si lamentano del mal di testa ma si rifiutano di prendere medicine. Quelle sono persone che non sanno cosa sia il mal di testa ma gli piace crederlo.  Quando sei sdraiato in bagno con lo stomaco che ti si rivolta anche se hai già vomitato anche l’anima e per un’ora non ci hai più visto, né sei riuscito a parlare e da ore non sei più padrone del tuo corpo…vedi come ti sbrighi a prendere qualsiasi cosa! Dicevo, non sono contraria ai farmaci ma mi rifiutai di prendere anche i barbiturici, troppa paura. E poi, diciamocelo, prendere farmaci del genere quando si è da poco usciti da una chemioterapia…ero giovanissima e già avevo preso qualsiasi porcata passata dal Sistema Sanitario Nazionale. Mi avrebbe fatto piacere conservarmi il fegato almeno fino ai 40 anni. Decisi solo di usare i farmaci al bisogno.

Nel 20o9/2010 iniziai a subire un mobbing selvaggio in ufficio. Dovevano fare un po’di pulizia e avevano deciso di partire da quelli che gli sarebbero costati meno di TFR. Più loro mi stressavano, più la mia cefalea peggiorava. Più la cefalea peggiorava, più io prendevo medicine, e quando dico medicine, non parlo di Moment. Parlo di roba che ti fa passare il mal di testa, ma al prezzo di effetti collaterali fortissimi, primo tra tutti momenti di poca lucidità. Arrivai ad avere un grappolo (ossia il lasso di tempo in cui si soffre di cefalea) di 15 giorni. Due settimane continue di cefalea. Due settimane continue di farmaci. Visto che già da un po’ li prendevo, nemmeno rispondevo bene. Contestualmente, arrivai a finire al pronto soccorso 5 volte in 6 mesi per attacchi di emicrania.

Cambiando lavoro, aprendo il blog e mantenendo uno stile di vita regolarissimo sono riuscita a ridurre gli attacchi in maniera considerevole. Per quanto riguarda l’emicrania, gli attacchi peggiori si presentano ogni 3 o 4 mesi e la s.u.n.c.t. non solo si presenta di rado ma riesco a tenerla a bada con farmaci che prima avevano lo stesso effetto dell’acqua di sorgente. Non esiste al mondo che io esca di casa senza una farmacia in borsa, ma mi sento libera come l’aria rispetto al 2010.

Solo che non si smette mai di soffrire di emicrania e cefalea. Mai. Puoi cercare di arginarlo con certi comportamenti. Ma non si guarisce. Ogni tanto ti becca. Ieri mi ha beccato e per la prima volta non ho potuto prendere farmaci. Di solito mi precipito a buttare giù una pillola al primo segnale, ma se prendo una bomba del genere in gravidanza capite bene che non va bene. Ho chiamato la ginecologa e mi ha dato due soluzioni: la Tachipina o il Toradol se la cosa sembrava sfuggire al controllo. La prima non sarebbe servita a niente e il secondo era da escludere, meglio rimanere piegata in due sul pavimento. Non so nemmeno spiegarvi. L’emicrania, negli anni, è molto migliorata nella frequenza, ma l’aggressività è peggiorata tantissimo. Gli scotomi ora colpiscono entrambi gli occhi. Quindi mi si riduce moltissimo il campo visivo da entrambe le parti. Poi parte l’intorpidimento delle mani. Poi arriva la cosa che mi fa più paura: non articolo più. Afasia totale. Non solo non riesco a muovere le labbra e la lingua (perché tutta la zona è intorpidita), ma non riesco nemmeno a trovare le parole, non mi vengono, non c’è passaggio dalla parola pensata a quella proferita perché mancano entrambi gli steps. Non le riesco a pensare e non le riesco a dire. Mi fa più paura il fatto di non riuscire a parlare che quello di avere il campo visivo pieno di buchi. Perché non posso chiedere aiuto. Non so che indicazioni dare. Non so come fare. E poi vomito, vomito, vomito, stomaco vuoto che si rivolta all’infinito. Svenimenti, anche, se non posso sdraiarmi.

Ieri ho avuto paura, tanta, tanta paura. Ho realizzato che il mio mal di testa non è più solo un mio problema. Ieri sera, in quella fase simile ad un allucinante dopo-sbronza ho realizzato che se avessi avuto già la neonata, non sarei stata in grado di occuparmene. Passi il fatto di non tollerare luci e suoni, quello si gestisce, ma come si fa ad occuparsi di un neonato se non puoi prenderlo in braccio perché non chiudi le mani, se non riesci a parlare, se rischi di svenire se stai in piedi, se non vedi più bene?

Finora me la sono cavata perché non dovevo provvedere a nessuno. Al peggio, Alfa sa quali farmaci deve prendermi dalla scatola dei medicinali, sa che i patti sono che se svengo si va dritti al pronto soccorso…ma poi? Poi mi dovrò imparare a chiedere aiuto. Ho dai 30 ai 40 minuti da quando parte lo scotomo a quando la situazione è al di là del mio controllo. Significa che, se Maschio Alfa non c’è, l’unica persona che può stare da me in meno di mezzora è quella santa di mia suocera. Temo che verrà precettata anche per questo…

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23 Responses to Avvilimenti di un’appanzata con l’emicrania

  1. Laura says:

    Mamma mia Romina! Che incubo… anche io ho sofferto di emicrania e nevralgia del trigemino, e non è una passeggiata. Ma mai mi sono trovata in situazioni simili alla tua! Deve essere spaventoso davvero.Certo che non ti fai manmancare proprio niente tu!

    • RominaFan says:

      Laura, non per vantarmi ma se posso fare le cose per bene, sono sempre in prima linea…:-) Eh, a volte fa paura…ora poi devo relazionarmi bene con la nuova condizione e organizzarmi di conseguenza…troveremo una soluzione, che si può fare?! Un bacio!

  2. mamiga72 says:

    Ho iniziato a soffrire di emicrania da ventenne (con tanto di aura, vomito, fotofobia, mancamenti, intolleranza al rumore dei passi della formica che transita galoppando dieci metri più avanti, eccetera eccetera, si, parliamo esattamente della stessa cosa). Ho iniziato a pensare seriamente di dotarmi di arma da fuoco la prima volta che qualcuno si azzardò a dire “eh si anch’io a volte ho il mal di testa, hai provato con l’aspirina?”. Ho sperimentato X numero di farmaci, passando attraverso la fascia dei triptani che ti liberano dal mostro in meno di mezz’ora ma ti lasciano scimunita per le successive 24 ore (per non parlare dei bruciori di stomaco, ma tant’è). E ti dirò.
    Durante il periodo della gravidanza ho avuto una dose spasmodica di c…o: saranno stati gli ormoni, ma numero di attacchi zero. Tanto che avevo pensato di rimanere gravida per il resto della vita, ma come si fa… Si fa che ti fai venire un tumore al seno ormono-responsivo che ti schiaffa in menopausa anticipata e ti risbatte in quella situazione di limbo ormonale, dove gli unici mal di testa che hai rimangono mal di testa e dici “magari prima”. Ok, lo ammetto, il tumore me lo sono fatto venire apposta. -_-

    Ok, fatti miei a parte, mi sento di consigliarti vivamente una cosa, se me lo permetti. Scientificamente (e concretamente) è dimostrato che dopo la nascita il tuo corpo secernerà delle sostanze (non chiedermi i nomi specifici perchè n’in zo, ma so per esperienza che è vero) che faranno “adattare” il tuo corpo alla nuova situazione, reagendo in maniera inaspettata a cose che adesso ti sembrano montagne. La natura provvede, fidati. E dove non arriverai, perchè succederà, inutile mettere la testa sotto la sabbia, c’è una cosa molto semplice da mettere in pratica: usare la lingua e chiedere aiuto. All’omo, a tua madre, a tua sorella, a chi arrivi prima, chiedere. Hai trascorso settimane a letto e hai dovuto imparare come si fa, se ricapiterà dovrai ricordartene: non ce la faccio, aiutami, grazie. E non sarà semplice. I sensi di colpa non perdonano. Ma lo farai. E se avrai bisogno anche solo di una spalla (perchè a 600km di più non posso offrirti purtroppo) per tirar giù qualche santo dal cielo… ti faccio volentieri da punging-ball 😀
    Un abbraccio cara.

    • RominaFan says:

      Anche mia mamma in gravidanza non soffrì più e andò avanti tranquilla fino a tre mesi dopo il parto, lei però aveva una differente variante. Un’altra ragazza che conosco, invece, dal settimo mese e fino alla fine della gravidanza ne ha sofferto di continuo. Penso vari un po’di soggetto in soggetto.
      Ieri mi è presa proprio male. Mi fa paura, ad ora, l’idea di non poter essere responsabile per l’unica persona che dipende da me in tutto. Anche se poi, lucidamente, ti dico che quando capiterà farò un fischio alle persone che in meno di 30 minuti riescono ad essere da me, schiaffo la pupa nel lettino e aspetterò che passi. Per fortuna, credo ciecamente nei super-poteri delle mamme, quelli che si palesano già in sala parto e che ti accompagnano poi per tutta la vita…forse ora la vedo più nera del previsto perché sono nella fase “oddiomachecacchiohofattomanoncelafaròmaiacrescereunfiglio”….certo, una soluzione si trova, quello sì. Però un po’ mi preoccupa…staremo a vedere! Tanto per ora non ci si può fare niente!
      Grazie per avermi tirata su, Mamigà…:-)

      • mamiga72 says:

        Vai Romina, tirerai fuori anche tu la belva che c’è in te nonostante tu non lo sappia (perchè la belva mammesca esiste, mica bau bau micio micio!). Se può consolarti, io al settimo mese quando il Power ha iniziato a premere sul diaframma con i suoi santi piedini che non hanno mai visto scarpine numero doppiozero, ho iniziato a pensare “adesso torno indietro e lo ricaccio da dove è venuto. Azz, non si può. E adesso? Aiuto” (te la faccio breve ma è stata davvero incredibilmente angosciante, ho dovuto entrare in psicoterapia da lì fino a qualche mese dopo il parto, e non è uno scherzo). Giusto per farti capire quanto tu sia “normale” 😉 Il fatto che ti “prenda male” significa solo una cosa: che non la prendi con leggerezza, che non sei incosciente, ed è un bene, perchè fare un figlio non è un gioco. Forse gioca molto il fatto che non sei una ragazzina, ci pensi di più, e non so se è un bene o un male. Ma so che sarai una mamma stupenda.

        • RominaFan says:

          Che cosa strana…forse perché si tratta credo dell’unica scelta della tua vita che sai essere irreversibile e sarà per sempre. Cos’altro è per sempre, nella vita, tranne le tasse (che nemmeno dipendono da tue scelte lucide)? Fa un po’paura, a volte. Se mi fermo a riflettere, ho paura di un sacco di cose. Di non aver avuto un legame sufficientemente forte con mia madre per relazionarmi bene con una figlia, di non riuscire ad essere brava in sala parto, di essere inadeguata, ho paura di andare nel panico se le vengono le colichette e piange…e il punto è non sei mai pronto al 100%, temo, per avere un figlio. E forse è giusto così perché conservi un minimo di occhio critico. Sai, quando ero ricoverata per il distacco della placenta, parlavo con mia sorella e le raccontavo che ero meno ansiosa in terapia intensiva perché qui un mio passo falso (e quando dico passo, intendo passo!) avrebbe potuto fare del male non solo a me ma ad una terza persona e io non sapevo se ero in grado di garantire alla piccoletta che sarei riuscita a “portare a casa la placenta”. Mia sorella mi ha detto “Bene. Stai diventando mamma, cara mia. Prendi questa sensazione di inadeguatezza e insicurezza e facci pace perché te la ritroverai accanto ogni giorno da ora fino a quando morirai, e sarà l’unica cosa che ti potrà aiutare a diventare una brava mamma!”. Chissà, mi sa che alla fine ha ragione lei e questo mi fa stare meglio, si vede che è normale!

          • mamiga72 says:

            Prendi questa sensazione di inadeguatezza e insicurezza e facci pace perché te la ritroverai accanto ogni giorno da ora fino a quando morirai, e sarà l’unica cosa che ti potrà aiutare a diventare una brava mamma!”

            E ti ha detto tutto. Da mamma.
            Un bacio 🙂

  3. marzia says:

    Anche io a volte ho mal di testa… ;o)
    Ok, mi scanso ché abito pure a Roma e può essere che mi trovi!
    Non so se può essere di consolazione, ma mia madre sostiene che esiste il “culo delle mamme”.
    Lei è stata malissimo dai mie 0 ai miei 6 anni.
    E pare che, inspiegabilmente, ogni volta lei stesse per darsi una mazzata in faccia dai dolori, io mi trasformassi in una saggia, adorabile bimba di 50 anni.
    Indi siamo sopravvissute tutte e due.

    • RominaFan says:

      ahahahahaha!!! 🙂
      Tu ci scherzi, ma sul lavoro è una cosa che crea problemi. Inizialmente mi prendevano per matta, poi un giorno non hanno voluto che andassi a casa e rimanessi in ufficio: son rimasti talmente straniti per quello che hanno visto che da allora non hanno più fatto storie!
      E’vero quello che dici: mia mamma soffriva di mal di testa e ricordo spessissimo che si andava a chiudere in camera sua al buio e io sapevo che non dovevo fare rumore perché lei stava male e giocavo paciosa da sola tutto il tempo che serviva…chissà, magari prende di me!
      Bacio!

  4. Livia says:

    O mamma… se già i miei rari mal di testa – che anche se non molto forti quasi sempre passano solo vomitando – mi stendono, come ben dici è impossibile immaginare cosa provi tu. Sperando che gli ormoni post-parto ti rendano invulnerabile, direi che la tua santa suocera al grido de “i nipoti tocca guadagnarseli” (sapessi quanto m’è piaciuta questa!!!) è senz’altro la prima persona da chiamare. A costo di comprarsi il salvavita Beghelli.
    Sennò c’è sempre lo psicovicino 😉

    • RominaFan says:

      Spero anche io che il frullatore di ormoni (ah, Cla’, fermate che sto a scrive!!) del post parto il mal di testa trovi tregua…vomitare col mal di testa, anche quando è sporadico e non perfettamente classificato è frequente e le prime due o tre volte che succede mi dà grande aiuto. Generalmente, l’inizio del rivoltarsi di stomaco indica che le cose vanno migliorando, ma può capitare che vada avanti a dar di stomaco per ore e quello è fisicamente sfiancante. Fortuna ha voluto che ieri avessi un rimasuglio di coca cola nella bottiglia ed è stato una salvezza!!
      Prima, a pranzo, parlavo con mia suocera di quello che è successo e mi ha cazziato già solo perché mi sono posta il problema del come farò…è davvero impagabile…

  5. Giuliana says:

    Ciao compagna di pancia, come sta la piccola? Cresce? 🙂
    Non avevo mai sentito un racconto così di emicranie… non mi lamenterò mai più di un mal di testa! 🙁

    • RominaFan says:

      Ciao compagna de panza (compagna de sostanza), come va? La belvetta, al momento, sta montando un battiscopa, credo: l’altezza e la frequenza dei colpi non mi fa pensare ad altre soluzioni! Capirai, ho appena mangiato un gelato quindi è esagitata! Sì, prosegue bene, grazie, lunedì inizio il corso pre-parto e poi il 30 ho la morfologica…non vedo l’ora! Tu come stai?

      • Giuliana says:

        Tutto ok grazie 🙂 Un po’ di diabete gestazionale che però è talmente lieve da permettermi cappuccio e cornetto al mattino, l’unico sbattimento è bucarsi le dita per controllare la glicemia dalle 3 alle 6 volte al giorno…per il resto una meraviglia! Anche io inizio martedì prossimo il corso preparto, stamattina un’ostetrica tristissima mi ha annunciato che non ci saranno esercizi in piscina o lezioni pratiche perchè “i tagli hanno colpito anche noi”…evabbè. Intanto mi lancio agli acquisti. Prenotata carrozzina! 😉
        Buona settimana!
        Baci

        • RominaFan says:

          Non per il trio abbiamo risolto circa tre settimane fa. Ne abbiamo visto a offerta uno che ci piaceva molto ed abbiamo approfittato, così ci siamo tolti il pensiero. Per il resto, non dico che abbiamo tutto ma quasi…nemmeno noi abbiamo lezioni pratiche. Anzi, diciamo pure che il corso si svolge su delle seggiole scomodissime perché non c’è una stanza sufficientemente grande da permetterci l’uso dei tappetoni da palestra. Certo, calcolando che lo stabile dove si trova il consultorio non è agibile direi che è già tanto aver le sedie!! BACI!!

  6. maggiolino says:

    sono una mamma un pò vecchietta con una figlia che dopo il matrimonio ha cominciato a soffrire per una malattia genetica, diagnosticabile, così dissero i medici, solo per esclusione di altre patologie: la fibromialgia. .
    malattia dolorosa poichè coinvolge tutti i muscoli , senza esclusione di alcuni.
    dopo un anno circa si trovò il modo di tenere a bada quei dolori, ma……..anche qui tutti quei medicinali se da una parte davano buoni risultati dall’altra parte nvece……….. erano talmente tossici che i medici consigliarono di non aver bambini .e così fecero.intanto perse anche il lavoro:troppo faticoso portare il peso della telecamera per le riprese di documentari……
    finì anche sulla corrozzina, per una crisi che coinvose la pianta dei piedi; quando camminava , nei periodi migliori si aiutava con le stampelle anche se dopo le spalle e le braccia……. e qui cominciarono i dubbi seri per un eventuale figlio.
    avendosi regalato la domanda di adozione per il loro terzo anniversario, nelle loro intenzioni c’erano un flio naurale e un figlio adottato, si cominciò a chiedere se sarebbe stata una brava e presente mamma, ovvero, di poter accudire un bimbo: non avrebbe potuto tenere in braccio, coccolarlo, giocare a terra con lui( o lei) fargli il bagnetto, cambiarlo sul fasciatotio ed altre mille cose di cui hanno bisogno i piccolini.
    ma eco il MIRACOLO, si proprio tutto maiuscolo: è arrivato, piccolino di soli 5 mesi e mia figlia da allora. sono trascorsi già tre anni,salvo qualche sporadica crisi, via le medicine forti e trattameenti vari.
    tutte le sue paure svanite davanti al suo piccolo dolce e anche pesantino. mia figlia lo hanno detto sempre tutti gli specialisti consultati non guarirà mai, ma essere diventata mamma le ha dato tanta di quello sprint che non si ha idea di quello che non faccia per suo figlio.
    volevo raccontarti, scusami la confidenza del tu, per farti sapere che tutto si supera per il proprio cucciolo.
    maggiolino
    ps. mi scuso se mi sono intromessa leggendo il tuo blog; ma dato una esperienza, indiretta , di malattia e dolore,ho cominciato a guardarmi attorno per trovare consolazione eppoi se vorrai ti spiegherò quale è stato il mio percorso per arrivare a te. un bacione maggiolino

    • RominaFan says:

      Ciao Maggiolino,
      ma quale “confidenza del tu”, figurati! Questo blog mi piace immaginarlo come un salottino virtuale, di quelli che sono ricavati nelle verande assolate a primavera, con i mobili in vimini bianchi. Si viene, si condivide un pensiero, un’esperienza, una risata o quel che sia e ci si beve una tazza di tea virtuale…e ci si dà del tu!
      La storia di tua figlia colpisce. Ma dimostra che le mamme i super-poteri li hanno davvero…e che il tuo nipotino è stato molto fortunato a trovarvi. Ma certo che mi interessa il tuo percorso…quando vuoi…Un bacio grande a te, tua figlia e al nipotino!

  7. 4p says:

    Come stai??
    Spero meglio, porcaccia la miseriaccia ma anche la capoccia che fa le bizze!!!
    E mo’ basta, adesso son seduta nel tuo salottino di vimini bianco e ti sto passando un buona tazza di tea verde con brioscina-nutellina alla facciazza del grappolo e compagnia bella.
    4p

    • RominaFan says:

      Ora va bene, poi di solito rimango un po’debole di vista e sensibile alla luce per alcuni giorni ma ora va molto meglio! Oh, brioscina-nutellina…lo sai che è un’idea niente male…?! In realtà, ieri al corso pre-parto mi hanno dato un mucchio di giornali tipo “io e il mio bambino”, “la mia gravidanza”, “mamme egocentriche” e “mio figlio è il più bello del mondo, tutti gli altri sono sgorbi”. L’unico articolo interessante era una rubrica con ricette con pochi grassi adatte alla gravidanza: lo sai che quasi quasi scendo a prendere la colla di pesce e faccio la gelatina di arance?!

  8. Martacci says:

    Cara Romina,
    Passo di qui ogni tanto e non commento mai, ma questo argomento mi tocca in prima persona, visto che anche io soffro di emicrania anche se non seria come la tua.
    Io ho trovato un triptano che costa un occhio della testa (5 euro a pasticca), ma se lo prendo appena sento l’emicrania arrivare, me la stronca anche se a volte rincoglionimento e nausea rimangono. E’ tanto che non ho piu’ la cefalea a grappolo (toccando ferro e tutto il resto), quindi non so se funziona anche con quella, ma con quella “normale”, e’ davvero una manna (anche se funziona solo se la prendo all’inizio dell’attacco, se la prendo quando gia’ comincio ad essere ipersensibile a suoni, luce e odori e’ troppo tardi).
    Il mio compagno ed io stiamo pensando a se e quando avere dei figli e quella del gestire figlio ed emicrania e’ per me uno dei nodi da risolvere (oltre al sacro terrore di avere un attacco durante il travaglio, ma questa e’ un’ altra storia).
    Questo fino a ieri (qui a Bruxelles, giorno festivo).
    Amici con bimbo di un anno e mezzo ci hanno chiesto di tenerglielo per un giorno, visto che loro dovevano ridipingere casa.
    Il bimbo doveva arrivare alle 10. Alle 8 ci svegliamo, io con testa dolorante, il mio compagno con la schiena bloccata. Lui va al pronto soccorso, io pulisco casa. Benissimo, mi son detta, questo e’ un test “worst case scenario”. Lui torna e si addormenta in ogni dove, causa punture del pronto. Io comincio a sragionare (cioe’ son proprio rintronata, non riesco a dire le cose e anche quando ci riesco non sono proprio quelle che penso…mi sembra di essere ubriaca).
    Prendo il magico triptano (noi la chiamiamo proprio “magic pill”) e do’ da magiare al pupo con la vista un po’ annebbiata.
    Pargolo fa la sua pennica, io mangio, compagno dorme della grossa.
    Al risveglio del pupo io sto meglio, ma non sono lucida. Il fidanzato torna ad essere semi-mobile. Cambio e do’ merenda al pupo. Sragiono ancora, ma l’assenza di dolore mi rende euforica, quindi andiamo bene. Faccio tutto in pilota automatico, quindi lo sragionamento non porta conseguenze. Comincia pero’ a girarmi la testa e ho paura di cadere con pupo in braccio o senza il pupo o sul pupo.
    Alle ore 16:30 mollo, non ce la posso fare, mi gira troppo la testa. Il fidanzato semi-sbloccato piazza il pupo in una scatola di cartone ikea e si mette con lui a fare le costruzioni con i mattoncini di legno. Io vegeto.
    Alle 18:30 riemergo dalle nebbie quasi tornata alla normalita’ e mi rendo conto che gli uomini di casa hanno nel frattempo fatto una lavatrice: il fidanzato, visto che non riesce a piegarsi, ha usato il nano per infilare i vestiti nella lavatrice e il nano pare aver adorato l’esperienza.
    Alle 19:30 i genitori del pupo se lo riprendono, intero, cambiato, mangiato, riposato e pure sorridente (ed educato alle faccende domestiche) e io e fidanzato ci accorgiamo che ce l’abbiamo fatta. Siamo sopravvissuti alla combinazione emicrania-nano-mal di schiena. Questo mi rende orgogliosa e fiduciosa. Certo, era giorno festivo, certo, il pupo non era il nostro e quindi era molto piu’ collaborativo di quanto non lo sia normalmente con i suoi genitori, ma non vedo perche’ non ce la potrei fare in caso di crisi in una giornata normale.
    La chiave, e’ chiaro, sono le “magic pills” che una volta che levo il dolore, i restanti strascichi sono gestibili. Un’amica francese mi dice che da quando ha avuto la figlia, gli attacchi le si sono dimezzati e le pasticche sono diventate molto piu’ efficaci. Io voglio credere che questo sia vero e da ieri posso depennare l’ansia emicrania/figlio dalla lunga lista di ostacoli che ci sono tra me e la maternita’!

    • RominaFan says:

      Trovare la propria magic pill è più difficile che trovare marito! A parte che se non ti rivolgi ad un centro cefalee o ad un neurologo specializzato è capace che ti danno per la cefalea un farmaco che cura l’emicrania e viceversa, ma quando lo trovi…è amore. Io ho avuto la fortuna di trovarne due che mi aiutano molto, una più forte e una più “leggera”, entrambe, se le prendo subito, mi lasciano sotto un treno per diverse ore (ma del tipo che sembro una tossica) ma è sempre meglio di un mal di testa fatto bene e senza farmaci!
      Guarda, noi ci stiamo organizzando per prepararci anche a questo. Per esempio, anche se già abitiamo a dieci minuti di strada da loro, ci avvicineremo ulteriormente ai miei suoceri. Vediamo un po’se dopo il parto miglioreranno o no…mia madre iniziò a soffrirne dopo la seconda gravidanza (cioè la mia) quindi da tutto quello sballottare di ormoni ci si può aspettare qualsiasi cosa…
      Comunque, no, che non ti sia questo di intralcio…cerca solo di organizzarti, poi tutto si può fare!
      Che bella Bruxelles…mi è piaciuta tantissimo!
      Un bacione e a presto!

  9. ciao, forse faccio l’avvocato del diavolo ma il dentista non ti ha mai consigliato il bite? io, usandolo per dormire, sono passata da 25 a, massimo, 2 giorni di emicrania muscolo tensiva. poi con l’agopuntura ho fatto il resto… magari tentare non nuoce!
    forza e coraggio! (e un abbraccio), Tigli

    • RominaFan says:

      Uso il bite, come no. Solo che serve fino ad un certo punto. Purtroppo, bisogna rassegnarsi al fatto che ogni tanto ti tocca e non c’è assolutamente niente che si possa fare per evitarlo…Effettivamente è comodo, specialmente per quei periodi in cui lo stress aumenta esponenzialmente il rischio di emicranie…

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