Può darsi che io non sappia cosa dico, ho scelto te – una puzzola – per amico

Se siete tra coloro che hanno scelto una puzzola come animale domestico, che passano ore a spazzolarla e che scelgono per lei gli abitini più sfiziosi, questo articolo è per voi. So che siete lì fuori, da qualche parte. No, non sentitevi chiamati in causa voi compagni di vita di un furetto, so che si fa spesso confusione, perché la puzzola europea è fondamentalmente il furetto. Io intendo amici delle puzzole aMMericane, quelle bianche e nere, le moffette, è a loro che mi rivolgo. Se non sapete dove passare le vacanze, se – incomprensibilmente – il vostro amico bianco e nero tiene vostra suocera lontana da casa ma anche tutti gli altri vostri amici, se volete confrontarvi con altri “puzzolomani”, il posto per voi è Ridgeville, in Ohio, a casa di Deborah Cipriani.

La Signora Cipriani, infatti, tiene in casa con sé ben 50 puzzole domestiche. Ha adottato la prima, un’orfanella, nel 2000 e da allora ha accolto tutte le puzzole diseredate degli Stati Uniti, dando loro cibo e protezione nello Skunk Haven, il rifugio delle puzzole che ha creato nel suo giardino. Ogni anno, in autunno, Mrs. Cipriani organizza il Festival della Puzzola, atto non solo a far conoscere ai più questo animale così bistrattato ma anche a radunare i proprietari di puzzole di tutto il mondo.  Durante il festival si tiene anche un concorso di bellezza, durante il quale vengono assegnati prestigiosi premi come quello per la puzzola più bella e quello per la puzzola meglio vestita. Vi farei veder le foto ma non riesco a caricarle, mi si sta ribellando il blog.

Da parte sua, la Cipriani non capisce lo stupore della gente e ribatte che se in casa, invece di cinquanta puzzole avesse cinquanta gatti o cinquanta cani la gente non sarebbe così basita (?!). Non solo, afferma che quello della puzza è anche un problema di poco conto visto che la emanano solo se si sentono minacciate o spaventate. Roba che se su 50 puzzole anche solo 4 o 5 sono particolarmente pusillanimi, la prima volta che in quella casa qualcuno starnutisce troppo forte, muoiono tutti asfissiati.

A onor del vero, va detto che – per quanto eccentrica – Mrs. Cipriani sa come occuparsi delle sue creaturine, che poi è quel che conta. Ogni mattina si alza alle 4:00 per dar loro da mangiare prima di andare a lavoro e la sera, quando torna, passa altre 3 ore a prendersi nuovamente cura di loro. Dice che occuparsi delle puzzole le fa bene alla salute e le fornisce sempre nuova energia vitale. In pratica, la Cipriani, con 50 puzzole ottiene l’effetto galvanizzante che la maggior parte della gente ottiene dopo un’ora di zumba. A ciascuno il suo. Io anche, tra la palestra e le puzzole, preferirei le puzzole.

Pare, dunque, a detta della Cipriani che le conosce bene che queste 50 puzzole abbiano una ben precisa identità e gusti molto diversi le une dalle altre. Alcune, ad esempio, gradiscono dormire nel letto con lei, altre no. Chissà se anche nel mondo dei puzzolomani ci sono le invasate che sostengono che le puzzole che dormono nel lettone sono il 35% più sicure di sé rispetto a quelle che dormono per conto loro. Scusate l’out of topic.

Dicevo, quindi, che al suo Festival della Puzzola accorre gente non solo da tutti gli Stati Uniti ma anche dal resto del mondo. Immaginiamo che uno debba partire per il Festival. A parte che gli altri animali nella stiva, secondo me, trascorrerebbero un viaggio molto poco sereno, all’insegna del terrore di un vuoto d’aria che possa far sentire minacciata la loro compagna di viaggio, ma poi, avete presente il questionario da compilare per entrare negli stati uniti? Immaginatevi un povero diavolo che si chiama Mohamed, ha passaporto iraniano e si imbarca con una puzzola. Hai voglia a risponder no alla domanda sull’intenzione di compiere azioni di sabotaggio, secondo me questo al Festival mica ce lo fanno arrivare…

Piccola nota tecnico/materna: la puzzola così come viene figurata nei cartoni animati, quella bianca e nera, per intenderci, è la puzzola americana, la moffetta, e fa parte dei mephitidae. La puzzola europea, invece, colei cui il termine “puzzola” fa realmente riferimento, altri non è che il furetto. Furetto noto, trattandosi si mustelide, come mustela putorius. Mustela. Come la marca di prodotti per bambini. Questa cosa mi inquieta…

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7 Responses to Può darsi che io non sappia cosa dico, ho scelto te – una puzzola – per amico

  1. 4p says:

    Vero Mustela la marca farmaceutica di cosmesi per bimbetti!!!!
    Mrs. Cipriani userà uno Chanel n.5 nel lettone con la sua puzzolotta tanto per profumarsi un pochetto, maròònna santissima che miscuglione di essenze!!!!!!!!!
    Abbraccio e bacetto a Claudia
    4p

  2. rita says:

    La precedente fidanzata di mio figlio aveva un furetto, Charlie e spesso lo portava a spasso con sè.
    Ricordo che una volta venne a casa mia, ma si fermò sulla soglia della porta, perchè si temeva la reazione di Maia.
    Infatti, ancorchè sia la micia più brava del mondo, avevamo notato che se i ragazzi tentavano di accarezzarla, dopo essere venuti a contatto con il furetto, come lei sentiva l’odore, “soffiava”, cosa che non fa assolutamente mai.

    Comunque 50 direi che sono un numero discreto per avere la casa in rivoluzione, perchè non è che siano proprio angioletti, qualche “marachella” la combinano!!!

    Io ho usato Mustela, tempo che fu…..

    • RominaFan says:

      Io ho beccato un bel morso da un furetto. Però li trovo deliziosi, sono veramente carini. La padrona di questo che mi ha morso diceva “a differenza del gatto rimane giocherellone anche da adulto e non è impegnativo come il cane”. Però, probabilmente, dovessi decidere di adottare un roditore di dimensioni importanti, opterei per un porcellino d’india, sono più di buon carattere…

  3. petalo blu says:

    devo dire una cosa
    una domanda culturale
    ma le puzzole dove fanno le loro 50 popò?
    questo è il dubbio tragico del mese. il mese scorso mi chiedevo ” ma Frodo, Gandalf e li gnomi..ma non gli scappa mai?”
    (occhio alle marche farmaceutiche col nome derivato da scureggia!)

    • RominaFan says:

      Ma lo sai che, facendo io pipì ogni 5 minuti, questa storia della pipì (e non solo) della compagnia dell’anello ce l’ho qui (mi batto la mano di taglio sullo sterno) da anni? Secondo me è per non essere costantemente rallentati dalla frase “Oooooh, mi scappa la pipììììììì” che non si sono portati dietro una donna. Altrimenti a quest’ora l’esercito di Mordor aveva conquistato il mondo. Che poi, se ci pensi: quando i ricercatori cercano gli animali selvatici seguono le tracce, la cacca, fondamentalmente. Possibile che non un cavaliere nero abbia trovato la cacca del nano in giro? Che poi, gli elfi o non la fanno, o la fanno che odora di violetta ma i nani secondo me je danno che je danno…
      Bha. Pare un discorso scatologico ma secondo me Tolkien su questa cosa non c’ha riflettuto bene…
      Quanto alle puzzole, queste non so come sono state abituate, ma il furetto che avevo per amico (nel senso che io ero sua amica e lui mi mordeva…e che si chiamava Bilbo, pensa un po’!) usava la lettiera.
      Certo, io non credo che questa abbia 50 lettiere in casa…

      • petalo blu says:

        esatto…! Ma poi la elfa longa come fa con i tampax?
        ma soprattutto, e qui mi si irtano i peli mentali, siamo giunte con la dovuta serenità al dubbio che cambierà le nostre vite… fosse che fosse che questi hanno un’unica lettiera …e se fossero le moffette i veri responsabili della discarica di Malagrotta? o delle scie chimiche?
        è bello aver trovato una mente gemella

        • RominaFan says:

          Quando il libro uscì, se ne disse veramente la qualunque. La sinistra vide in Mordor una metafora del nazismo, la destra vi lesse invece la realtà comunista. Altri ancora lo lessero come un’inno all’omosessualità e alle difficoltà che si incontrano per viverla serenamente. Ma noi siamo in assoluto le prime che lo hanno visto per quel che è: l’inizio della dominazione delle puzzole. L’inizio della loggia massonica della mustela…

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