La miglior madre demmerda del mondo

Faccio outing. Sono una madre demmerda. Facciamo una cosa, me lo dico da sola, così vi risparmiate la fatica.

Lo sono stata dall’inizio, eh, sappiatelo. Ho partorito con l’epidurale perché non ci tenevo particolarmente a farmi il travaglio. Già questo dice tutto.  Il sopracciglio si alza, l’angolo della bocca lo segue. “Oh, no, io ho voluto provare anche quello…”. Il sottinteso è che una vera madre travaglia. E mi sta bene. Ok.

Ah, ma non mi sono fermata qui, non credete. Io sono tra le pochissime donne (che tanto poche poi ho scoperto che non sono) che pur allattando a richiesta e avendo bambini con un attacco perfetto, si sono ritrovate per le mani un neonato che perde peso perché, udite udite udite, latte ce n’è poco e niente. Crocifiggetemi che questa è la colpa che preferite, lo so.  Anzi, no, aspettate. Sono andata persino oltre. Me ne sono serenamente fatta una ragione. Meno male che poi uno stuolo di parenti che non si è fatto i cazzi suoi e di fenomenali assistenti per l’allattamento che puntavano alla redenzione di una madre pigra e bugiarda (nonché agli 80,00€ per farmi partecipare al loro corso e ai 20,00€ per comperare il loro libro, tanto perché poi i delinquenti sono sempre i pediatri) mi hanno fatto venire le ansie da prestazione ad ogni poppata e ho fatto due mesi di allattamento misto con l’angoscia nel cuore prima di mandare tutti al diavolo e passare definitivamente al latte artificiale  letale veleno per neonati. Aggiungo che quando ho interrotto definitivamente l’allattamento sono ri-na-ta. Ora aspettatemi sotto casa e fatemi dei gavettoni di cacca di piccione, dai. Fatelo, ma il primo che dice che non ho avuto il giusto supporto becca una capocciata sui denti, vi ho avvisate. E’stato “il giusto supporto” che ha lavorato assiduamente per rovinare un post-parto altrimenti perfetto.

Non è tutto. Claudia ha sempre dormito nel suo lettino e a tre mesi e mezzo l’ho messa a dormire nella sua stanza perché tanto andava a letto prima di noi, si svegliava molto dopo e la notte non si svegliava più da un bel pezzo. E poi, udite udite, è un’abitudine che non ho dato perché non mi piace. Ah, che azzardo, niente cosleeping. Potrei dirvi che, contrariamente a quanto pensate, non ha preso l’abitudine del letto solo dopo giorni e giorni di urla disperate a seguito delle quali ha ceduto alla rassegnazione. Potrei dirvi che ha sempre dormito lì, per lei è sempre stato il luogo deputato al sonno e non ha mai cercato altro. Mai pianto per dormire, mai. Potrei dirvelo ma non lo farò. Potrei dirvi non è nemmeno capace a dormire nel lettone e che comunque io non riesco a dormire con lei perché mi sveglio con la cervicale. A che pro? Tanto sono una madre demmerda e mi prendo la responsabilità di una bambina che, non avendo mai dormito coi genitori, crescerà insicura e senza un rapporto intimo con me. Voi che conoscete Claudia e l’avete vista in azione, per favore, non ridete. Limitatevi a guardarmi con sguardo severo. Ridete dopo.

Non ho mai usato la fascia ma il marsupio. In realtà la fascia mi piaceva un sacco ma il marsupio me lo hanno regalato, quindi…Comunque, il punto non è quello: non l’ho usato perché così potevamo stare appiccicate e mantenere un “alto contatto” ma solo perché era comodissimo avere le mani libere. Ho sospeso quando poi mi è partita un’infiammazione da paura e sono stata dieci giorni con le mani addormentate. Il prossimo figlio, comunque, una bella fascia la provo.

Sono inarrestabile, voglio farvi inorridire: non ho mai letto le ultime notizie in campo pedagogico. Perché? Perché non me ne frega niente. Non me ne è mai fregato niente. Come crescere mia figlia lo decido io. Seguo il mio istinto. Non ho intenzione di imparare a fare il genitore su google o sul blog di qualcuno che ha deciso di saperne più di me. Avevo le idee chiare su cosa mi piaceva e cosa no in ambito educativo già prima che Claudia nascesse e ho portato avanti le mie idee serenamente. Seguo il tanto decantato istinto materno, che pare ci siamo scordate tutte di avere, visto che se non ci si attacca ad internet non si è più in grado di prendere una decisione per i propri figli. Se ho un dubbio, non vado online.  Chiedo a madri che hanno figli grandicelli che mi sembrano psicologicamente non particolarmente rovinati e chiedo a loro. Mia sorella, per dire. O al mio gruppo di madri demmerda preferite, molte delle quali conosciute on line, questo sì. Specifico che sono madri demmerda pure loro. Molte allattano ancora e lo faranno finché il figlio vorrà. Molte dormono in 4 nel lettone. Non serve fare quello che faccio io per essere madre demmerda. Lo sei anche se fai l’opposto. L’ importante, per essere una madre demmerda doc, è che tu agisca seguendo il tuo cuore e non “informandoti”. Solo cercare on line e aggiornandosi su testi di puericultura al di fuori della tua portata puoi essere una madre perfetta.  Non sono immune al far cazzate, credetemi, anzi, già ne ho fatte. Uh. Altroché. Ma le ho fatte di testa mia. E ho rimediato aggiustando il tiro, osservando, magari chiedendo un consiglio (cosa che le madri perfette non fanno) a Maschio Alfa, o a chi dall’esterno poteva avere una visuale più chiara. Non ho la verità in tasca perché ho letto il libretto delle istruzioni del bravo genitore.

Sempre nell’ottica di metodi educativi da troglodita…bhe, sappiate che io non sono amica di mia figlia. Sono la madre. Mi sembra un ruolo già sufficientemente complesso e completo. E difficile. Gioco con lei, mi rotolo per terra con lei. Al parco mi siedo a terra e coloro con i gessetti con lei. Mi godo una seconda infanzia, attraverso lei. Rido con lei. Mi rintano dentro la tenda nella sua stanza e leggiamo storie lì. Ora vado in piscina con lei e mi fa impazzire condividere anche questo con lei. Sono schifosamente felice con lei. Il dottore mi prende in giro perché dice che mi ha diagnosticato un grave caso di euforia post-parto. Ma non sono amica di Claudia, sono sua madre. Voglio che ci siano delle regole, che siano chiare e che possibilmente non siano ammesse deroghe. Accetto come giusto e naturale il fatto che ogni tanto provi ad imporsi e ad alzare la testa, ma questo non significa che glielo permetta. Non alzo la voce praticamente mai, anche se lei magari caccia l’urlaccio e non valuto l’ipotesi sculaccione perché sono fermamente convinta che l’esempio sia la forma di educazione migliore. Se la sculaccerò io, si sentirà in diritto di ripetere il gesto lei.  Prima o poi ci sta che me lo toglierà delle mani e sopravviveremo entrambe, ma a priori non mi piace. Mi piace la severità e il rispetto delle autorità e delle regole. Può anche farsi turchina, no è no. Ma mi piace che impari tutto questo nella rilassatezza e nella calma. Che impari a vedere le regole come una cosa naturale. Ma non sono sua amica.

Prendo sul serio la maternità ma non mi prendo sul serio. Mi piace ridere di me, mi piace che si rida con me di me, dei miei difetti di genitore e mi piace da matti essere una madre. Ma non sono nemmeno una zuccherosa. Claudia non è la mia cucciola (lo so, è un mio problema, io quando sento parlar di cuccioli mi ritrovo con l’orticaria), tutt’al più è Claudiottide, Claudette, La Gnoma o Gengis Khaludia. Se c’è da scherzare su lei lo faccio. D’altra parte, parliamo di una che ieri sera mi ha fatto trovare in bagno un cilindretto di quelli che si infilano dentro le mascherine della stessa forma con dentro un pettine. Si è fatta il porta pettine perché altrimenti non sapeva dove lasciarlo…cioè, io lo ammetto che sto allevando un mostro. Non mi sento in dovere di far presente a tutti che la amo. Sono una madre, è scontato che darei la mia vita per lei in qualsiasi momento e al mondo non gliene frega niente. L’importante è che io lo dica a lei e lo dimostri  a lei. Il resto del mondo, a volte, non conta.

Sono di metodi spicci. Quando le faccio il bagno, già da tantissimo tempo, per lavarle i capelli le punto in testa il tubo della doccia senza pietà. Non uso la visiera para-sapone/para-acqua. E’ un altro dettaglio da cui riconosci le madri demmerda. Se ne è accorta persino la sua istruttrice di nuoto, dopo 5 minuti della prima lezione. Le ha schizzato l’acqua in faccia, sputato acqua in faccia, rovesciato una tazza d’acqua in testa e l’ha messa con la testa sott’acqua senza che lei battesse ciglio. Aplomb è il suo secondo nome. Il commento dell’istruttrice è stato “però, si vede che questa bambina ha una madre bastarda che le fa il bagno con zero delicatezza, mi piace!”

Mando in giro mia figlia seminuda. Con venti gradi, il sole e zero vento, io la mando in giro con solo un paio di magliette di cotone. Lo so, peggio di così rimane solo la Rupe Tarpea e poi il premio Madre Spartana dell’anno è il mio. Le ho comprato il primo cappello solo quando abbiamo sfiorato i due gradi…e solo perché c’era tantissimo vento.  Mi ci fermano per strada per cazziarmi per come la vesto. Resta da capire perché il freddo faccia ammalare, ma vabbé, a me risultava fossero i virus e i batteri. D’altra parte, sono madre demmerda. Se non ha avuto nemmeno un giorno di raffreddore in 16 mesi è perché ha paura che la rottami.

Mi piace il fatto che sia indipendente, e stimolo la sua tendenza a fare le cose da sola con tutto il cuore. Ho imparato che stimolare l’indipendenza di una bambina che già tende a far tutto per conto suo può essere “rischioso” ma continuo a farlo. anche se ho scoperto che in questo devo essere più cauta. La faccio insudiciare, anche. Che mi si secchi e mi cada la lingua il giorno in cui le dirò di non sporcarsi. Sporcati, figlia, sporcati se vuoi. Non mi interessa portarti al parco vestita da bambola. Corri comoda in tuta, se ti si sporcano i pantaloni, pazienza, si laveranno. E se ogni tanto ti vesto più carina anche per andare sullo scivolo, altrimenti finisce che metto via i vestiti ancora nuovi, sporcati lo stesso. Vorrei poterti dire che non mi interessa se sudi ma per come ti (s)vesto non corri il pericolo.

Io sono così. Sono una madre demmerda, più di uno sguardo e più di una lingua me lo hanno fatto presente. Mi circondo di madri demmerda perché mi ci trovo bene. Anche quando seguono linee totalmente opposte alle mie, io con le madri demmerda mi trovo bene. Con le Mamme Disney (quelle che sono sempre informate, che esser madre è tutto rose e fiori, che a detta loro hanno figli perfetti, mariti/padri perfetti e che mai una volta hanno detto “mi sta facendo perdere il lume della ragione”) non ci vado d’accordo. Non ce la posso fare. Quelle che si “informano” ma non “sentono”. Ciò non di meno, vanno benissimo anche loro.

Io rivendico il mio diritto ad essere una madre demmerda, a non voler essere insostituibile proprio su tutto tutto tutto, a voler seguire il mio istinto, ad essere bambina con lei ma anche ad usare il polso fermo se serve. Rivendico il mio diritto a battere il cinque con Maschio Alfa quando lei va a dormire e dire “ora siamo proprio solo noi DUE”. Rivendico il mio diritto a fermarmi, come ho fatto con l’allattamento, quando mi rendo conto che fare quella che è riconosciuta come “la cosa giusta” mi fa stare male e mi porta a sprecare momenti preziosi con lei, momenti che non torneranno. Rivendico il diritto di circondarmi di madri e mogli demmerda che fanno cavolate, che a volte non si sanno organizzare, che a volte pagherebbero per rimanere sole mezzora ma che, praticamente tutti i giorni e tutte le ore, vorrebbero tanto essere preso molto meno sul serio…

 

 

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37 Responses to La miglior madre demmerda del mondo

  1. Tania says:

    No la fascia è il male se sei imbranata!cioè io la fascia rigida non riesco a legarla. Infatti sai cosa ci ho fatto con la fascia rigida che giaceva inutilizzata? L’ho spedita a una sarta (ha un profilo fb)e lei mi ha fattp un mei tai. È un marsupio di tessuto che ANNULLA il peso del pupo, credimi, comodissimo.
    Cmq io pure la penso come te su tutta la linea. Ho allattato ma perché cmq non ho avuto grossi problemi.

    • RominaFan says:

      L’allattamento è una cosa fantastica…ma quando è come il mio diventa un incubo e davvero lì devi fermarti e dire “ma sto allattando davvero per mia figlia o solo perché voglio essere all’altezza delle aspettative che si hanno su di me e ho paura di deludere? Calcolando che, di fatto, l’aggiunta è quella che prende da me, vale la pena di avere questa brutta sensazione addosso?”. Se non avessi avuto grossi problemi, sicuramente non sarei andata avanti a oltranza perché quella è questione di scelta personale e di carattere e non sono io il genere di persona che può farlo ma sicuramente lo avrei fatto volentieri…ahimé, vabbe’!
      Ecco, l’essere un’imbranata è proprio quello che mi lasciava perplessa della fascia…ma il marsupio non lo potrei mai utilizzare, in caso di bis. Una roba tremenda. Quando pesava 5,5kg l’ho lasciato, sebbene a malincuore. Le spalle mi facevano malissimo, la cervicale ormai era distrutta e le mani erano costantemente addormentate…ahi ahi…il peso di Claudia pesava tutto solo sulle spalle…

  2. mamiga72 says:

    Ti senti meglio adesso che hai fatto questo splendido outing?
    Perchè di mamme demmerda ce ne sono tante sai.
    L’altro giorno ero a ritirare la pagella del figliuolo. Mentre aspettavo il mio turno mi si avvicina una mamma che conosco da tanti anni e mi chiede se fossi preoccupata per la pagella.
    “Mah, per i voti no, so che mio figlio non ha problemi particolari. L’unica cosa che mi lascia sempre un po’ preoccupata è il voto in condotta. Mio figlio lo sai, è molto vivace, non è facile tenerlo dietro al banco cinque ore di fila”.
    E lei, giungendo le mani come in una preghiera (a chi? Boh), con voce sommessa mi fa “e… da chi vi fate aiutare a risolvere questo problema?”.
    Io sono una mamma non solo demmerda, ma bast… da dentro, fuori e tutt’attorno. Perchè le ho risposto “DALLA FRUSTA”. Mi ha guardato stralunata, e mi ha detto che, se voglio, mi suggerisce lei qualche specialista, che lei i suoi tre figli li sta allevando sempre supportata da chi ne sa più di lei.
    Per curare cosa? La vivacità? La vivacità è un… problema? Una psicosi? E adesso stai a vedere che non riusciamo più ad essere genitori con le p…e senza l’aiuto di psicologi, pedagogisti, educatori professionisti e manuali di educazione. L’istinto materno? Balla inventata dalle generazioni passate di donne per giustificare i loro errori… O.o
    Come avranno fatto mai le nostre madri a tirarci su e farci arrivare all’età adulta? Mah…

    • Grazia says:

      Ah la cara, vecchia frusta!
      C’è da chiedersi davvero come abbiano fatto le nostre mamme senza Estivil, tata Lucia e via discorrendo!

      Grazia

      • RominaFan says:

        NOOOOOO, GRAZIA, COSA DICI! Estivil ora non usa più, non mi sei sul pezzo, ragazza, ora co-sleeping a oltranza…

        • mamiga72 says:

          Ovviamente “la frusta” era provocatorio, ma la tipa non ha colto.
          Co-sleeping? Grazie no. Mio figlio ha dormito in camera con noi quaranta giorni-40, il 41 esimo è finito in cameretta sua con lettino, paracolpi e compagniabbella. Praticamente non si è mai reso conto di esserci stato, perciò il distacco non è stato un dramma neanche accennato. In camera con noi, non nel lettone. MAI. Anzi no, una volta sola, quando aveva l’otite e mio marito era a fare il turno di notte al lavoro. E del resto nemmeno io ho mai dormito con i miei genitori (ma quandomai, non si usava), ma non mi pare di averne subìto chissà quale trauma.

        • Grazia says:

          Cazzarola…sono rimasta clamorosamente indietro

        • rob says:

          Ah non si usa??? Io e mio marito l’abbiamo usato col secondo figlio estivill…
          Non si dormiva per niente…

          • RominaFan says:

            No, basta Estvill…non si fa. Basta. Ora te lo tieni che non dorme perché natura vuole così e lo rispetti. Il mantra è “fino a tre anni i risvegli sono fisiologici”, anche se sono 30 a notte. Le brave madri non dormono. In questo insieme ci sono due sottocategorie: quelle che però si lamentano in continuazione per passar da madri coraggio e quelle che fingono di esserne quasi contente perché “crescono così in fretta”…
            Se invece hai sonno o cerchi di arginare il fatto che la privazione del sonno ti sta rendendo una madre nervosa ed infelice e provoca continue liti con tuo marito perché poi si diventa peggio di due cani idrofobi, allora sei una madre demmerda.
            Io ho delle amiche che ormai son disperate…a me ha detto veramente bene, nel senso che Claudia ha sempre dormito tantissimo e si è data subito orari molto precisi ma…non penso che in una situazione diversa, presa dalla disperazione, non avrei tentato senza scrupoli anche questa….non dormire è brutto.
            Curiosità: ha funzionato?

          • rob says:

            Allora …i miei figli purtroppo non sono dei dormiglioni.
            Quindi dirti che estivill ha fatto il miracolo non posso proprio.
            Pero la situazione é notevolmente migliorata …ma di brutto.
            Da ennemila risvegli che potevano essere gestiti solo con somminstrazione di latte
            Siamo passati a un mini risveglio che si gestisce da solo…e uno verso le 5 di mattina un po più strong. Qui lo prendiamo e lo mettiamo nel lettone perché tanto ormai tempo un’ora e mezza ci alziamo. Quindi io sono decisamente rinata. Dovevo usarlo anche con la prima che invece ha iniziato a dormire tutta notte dopo i tre anni.

    • RominaFan says:

      Sai cosa proprio non mi torna? Allora, un bambino dislessico (sai che ho mio nipote che ha questo problema, quindi ho ben presente) viene spesso visto come pigro e letteralmente massacrato dalle maestre che lo credono un nullafacente. Spesso, invece, sono i genitori che negano il problema.
      Se invece parliamo di bambini vivaci (e non mi risulta che la vivacità sia una malattia) allora lì è il dramma totale. Lì insegnanti e genitori fanno fronte comune. Devi farti per forza seguire da uno specialista perché un bambino che fa chiasso, che non si riesce a tener fermo, che è irrequieto, che fa imbiancare i capelli alla madre è un bambino sbagliato.
      Bha. Bho. ‘Mpf…

  3. Grazia says:

    Uh tesoro.
    Allora siamo due.
    Come si dice dalle tue parti? Paro paro.
    Compresa la storia del latte. Con la mia prima bimba mi sono spremuta fino a diventare scema, con tutti che dicevano “più si attacca e più viene”. Quella disgraziata si attaccava e succhiava come una disperata, ma… “Più beve e più produce latte” e io giù a bere come un dromedario. Dopo una settimana di questa vita in cui lei piangeva e noi anche, ho guardato mio marito, ore 19.00 “tu ora vai in farmacia e prendi il primo latte che trovi”. La pupa si tracanna un biberon, dorme tutta la notte che noi la mattina pensavamo fosse morta. Era solo sazia.
    Sono passata anche io attraverso il perché marsupio, perché la metti a dormire già da sola in camera sua, perché le dai le regole, perché, perché, perché le fai mangiare la verdura durante lo svezzamento, perché la iscrivi al nido che ci sono i suoceri che te la guarderebbero (orrore), perché la scuola materna. Quasi stesso discorso per il più piccolo. Io poi sono madre demmerda all’ennesima potenza: ho passato ai miei bambini la cataratta congenita bilaterale per cui si sono già fatti 9 interventi a testa dall’età di circa 30 giorni, portato occhiali, vissuto senza cristallini, avuto strabismi temporanei, sinechie, terapie oculari, bende e occlusioni. Ho deciso io di farli operare presto: sono l’unica a sapere come si vive con quella cosa addosso, tenuta per 18 anni, l’unica che sa e che ha avuto la fortuna di poter valutare per i suoi figli che per altro avevano stessa dimensione, forma, densità. È ciò che è stato anche un grande carico, non me lo sono data da sola, ma è stato il loro chirurgo a farmici pensare. Nel suo bellissimo accento romano mi disse “signo’ io l’ho studiata, lei c’è vissuta”. Ciò nondimeno ad ogni intervento dei miei bambini mi sento dire da una persona in particolare “devi proprio?”. No, mi diverto, a portarli in sala, bloccarli, vederli intubare e via dicendo. Quindi come vedi siamo proprio demmerda entrambe. Ma sai che ti dico? Va bene così.
    Quando nacque la mia prima figlia dopo mesi in cui leggevo, sentivo e vedevo mamme che dicevano di essere già innamorate del figlio in grembo, io guardai la mia piccola nella culla e scoppiai a piangere. Perché non sentivo nessun trasporto particolare. E mia mamma con gran saggezza mi disse “siete due persone che devono conoscersi, è giusto che tu non senta chissà quale trasporto”.
    È così è stato. È ora che sono due ho toccato con mano che l’amore non si divide ma si moltiplica.
    Anche io non sono amica, ma loro sanno che possono e potranno dirmi tutto, che non ho mai detto loro neanche una bugia e non intendo farlo, che possono sporcarsi.
    Cara Romina ti posso solo dire…vai avanti mamma demmerda.

    • RominaFan says:

      Sai io cosa ho fatto, addirittura? “La maratona della tetta”, come la chiamarono le pazze del centro di sostegno all’allattamento (sostegno all’allattamento, non alla mamma o al bambino, solo all’allattamento). In pratica sono stata 48 ore a letto con Claudia costantemente attaccata. O almeno ci ho provato, visto che lei appena nata dormiva già 5 ore di fila e mi sono sempre rifiutata di svegliarla. Mi avevano garantito che, essendo lei ormai “grandicella” (aveva una decina di giorni) la montata doveva per forza essere imminente. Dopo la maratona, sicuramente avrei avuto litri di latte. Ancora aspetto.
      Comunque, la mia storia è molto simile alla tua. Quando lei aveva sei giorni, io non avevo ancora avuto la montata. L’ho guardata e mi sono accorta che la pelle aveva un aspetto che non mi convinceva (si stava disidratando). Si attaccava ma si staccava subito. Non piangeva nemmeno, perché in realtà non è vero che se un bambino non piange è sazio…significa solo che è un bambino che di carattere piange poco. Ho spedito anche io subito Maschio Alfa in farmacia la sera verso le 22:00 e Claudia, a sei giorni, si scolò 90g di latte…90g a sei giorni. Aveva una fame pazzesca, poverina. Chiamai mia sorella, che ha avuto lo stesso problema, e lei mi disse di stare tranquilla, che non tutto era perduto ma che, in caso, avevo l’esempio di tre nipoti che si sono cresciuti benissimo, alti, sani, peso perfetto e primo raffreddore dopo i due anni. La pediatra, il giorno successivo, mi diede le giuste indicazioni per partire con l’allattamento misto in previsione di un passaggio a quello esclusivo. Poi ho fatto la cavolata di chiedere aiuto al centro per l’allattamento. Terrorismo psicologico allo stato puro. Maleducazione. Tracotanza. Sguardi di sufficienza. Al secondo incontro, ci ho litigato. Queste erano capaci solo a dire che o Claudia si attaccava male, o io non la attaccavo abbastanza. Era impossibile che il latte non ci fosse o che fosse troppo poco. Ho tenuto Claudia attaccata per un’ora e mezza davanti a loro. Un’ora e mezza. Pesata prima e dopo mangiato. Aveva preso 20g…sto ancora aspettando che mi spieghino come fosse possibile. Bada bene che Claudia non prendeva il ciuccio (lo ha preso, e poco, dopo aver lasciato il seno definitivamente)…
      Oh, ma quanti bei guai…lo hanno detto anche a te, in gravidanza, che sei una disgraziata perché hai corso il rischio di fargli avere questi problemi? A me hanno chiesto, quando ero allettata per via dei sei distacchi della placenta, se era il caso di fare un figlio “dopo quello che ho avuto” (roba che ho chiesto il permesso a tante di quelle persone, tra immunologi e ginecologi, per avere un figlio che la ginecologa è stata l’ultima persona cui ho chiesto il parere. Anzi, no, l’ultima è stato il Maschio), mi hanno chiesto se i distacchi fossero “colpa mia” (riferito sia alla sindrome di Sjogren, sia al linfoma). Mi hanno chiesto se avevo notato che tutte le donne della mia famiglia si sono ammalate di cancro…
      Oddio…ero demmerda ancora prima di concepire…

      • Grazia says:

        No, io ho avuto la fortuna che al primo figlio mi avevano detto che era impossibile trasmettergli la mia schifezza, perché visto che in famiglia ero l’unica ad averla, di certo non era una cosa genetica.
        Demmerda sono diventata al secondo bimbo, tutti che mi guardavano dicendo “ma sei pazza??? E se ti nasce anche lui come lei??? Lo fai soffrire!!?”.
        A parte che io un secondo figlio lo avrei fatto comunque (anche un terzo vorrei ma il chirurgo a sto giro mi spara lui è con ragione), ma poi in modo mi fosse venuto (a meno di cose che avrebbero compromesso la sua vita pericolosamente) me lo sarei “tenuto”.
        Qui forse entriamo in un discorso delicato e non vorrei essere fraintesa: non sono credente, forse sono un pelo spirituale, ogni tanto, ma non credo a tutta la faccenda santi, angeli e compagnia cantando. Perciò le mie idee riguardo al figlio “come sarebbe venuto” non sono inficiate ne’ dalla religione, né’ dal senso di colpa insito in essa. Semplicemente so che a dover scegliere un’altra strada non ce l’avrei fatta.
        Detto questo: la gente si fa e si farà sempre i cacchi degli altri, ma cosa ancora più disturbante emetterà sempre un giudizio di valore su ciò che gli altri compiono. Perché’? Negli anni ho tentato di darmi una spiegazione è quella che al momento mi sembra più valida e’ che è molto più semplice, confortante è rassicurante guardare e giudicare cosa fanno gli altri piuttosto che alzarsi le maniche e zappare il proprio orticello. Perché a mettere le mani in faccia e chiudersi gli occhi davanti ad un problema si fa molto prima che non ad affrontarlo, perché i mal di pancia che occorrono per risolvere una situazione non si contano. Con l’andare del tempo ho imparato che la stupidità e l’ignoranza creano mo.ti danni: se io avessi dato retta ad una sola delle sopracciglia alzate che ho dovuto osservare, oggi non sarei in pace con me stessa. Anche qui non voglio essere fraintesa: io i consigli li accetto, sono aperta a parlare e a discutere, ma non davanti alle prese di posizione cieche. La verità e’ che aveva ragione il mio saggio nonnino: per gli stupidi deve esserci un paradiso a parte.

      • Grazia says:

        Discorso latte: a me non ne veniva fuori niente. E non c’entra il tipo di fisico. Perché io mi sono sentita dire che siccome sono magrissima la colpa era mia che non ne avevo perché non mangiavo abbastanza. Ma questo non è vero. O produci oppure no. È’ un fatto ghiandolare credo. Io ho spremuto per tre mesi, più perche piaceva anche a me ogni tanto metterli al seno, ma non ho mai pensato di farmi un problema che loro crescessero grazie al latte artificiale. Che le altre si fottessero allegramente, tutte quelle che mi dicevano che compromettevo il nostro rapporto, che con il biberon non si crea il legame è altre menate simili. Io so cosa vedevo. Bambini sazi e tranquilli che da dietro il vetro del biberon mi sorridevano e io sorridevo loro. Se non è rapporto questo…senza contare la storia del Napisan e dello sterilizzare: già con la prima figlia decisi che da quando aveva iniziato a stare per terra e gattonare, mi sembrava abbastanza inutile sterilizzare i suoi vestiti. Orrore. Con il secondo figlio non ho più sterilizzato neanche i biberon: erano di vetro, bastava lavarli sotto l’acqua calda immediatamente. Visto che non hanno contratto ne’ la tigna, ne’ altre malattie strane devo dedurre che non può essere stata solo fortuna, ma semplice buon senso…ma non ti dico le facce che ho visto…

        • RominaFan says:

          Uh, anche sulla sterilizzazione sono stata molto easy. I primi tre mesi e via. Sono del partito dell’anticorpo. Quando aveva cinque o sei mesi, la portavo al parco, asciugamano per terra, e la mettevo lì con i suoi giochi. Piano piano si sono aggregati altri bambini, le cui mamme erano prima piuttosto titubanti circa questo contatto più o meno diretto con la terra, e abbiamo attaccato sempre più asciugamani. E’stata una fase bellissima. Ed è inutile che ti dica lo scambio di bava che c’era tra i nanerottoli, c’è stato un giorno in cui un singolo ciuccio ha fatto il giro di sei bambini. Ah, ovviamente ha mangiato formiche e una coccinella. Tempo fa, invece, ha schiacciato una cimice mentre se la portava alla bocca. Una puzza in camera che non ti dico. L’avrei ammazzata. Non che io abbia mai incentivato la sua indole insettivora, non fraintendermi, ma son cose che capitano. Spero. Che senso avrebbe avuto sterilizzarle i biberon? Ad oggi, quando torniamo a casa dal parco, ci sono giorni in cui ho l’impressione che più che la lavatrice ci vorrebbe un inceneritore, perché tanto non c’è speranza. Ma tanto, nove volte su dieci, io sono sporca quanto lei, quindi poco male.
          Sull’altro discorso, io la penso esattamente come te…

  4. Grazia says:

    Non mi ha preso la firma.

    Grazia

    (Cicisbeo Insolente su Fb)

  5. Laura says:

    Sei una madre intelligente e, permettimi, fortunata.
    I figli non nascono con il libretto delle istruzioni purtroppo
    E fino a non troppo tempo fa non avevamo nemmeno google
    E allora? I nostri figli ( e noi stesse!) sono cresciuti grazie a madri imperfette e nonostante queste.
    Laura

    • RominaFan says:

      Fortunata? No-no. Ho avuto una clamorosa, colossale botta di c***!!
      Però un merito me lo prendo, anzi, addirittura due: ho sempre avuto la “furbizia” (o forse la pigrizia) di dare abitudini che poi non ero sicura di essere in grado di cambiare e ho sempre mantenuto la linea. Magari ho aggiustato il tiro, mi sono messa in discussione, ma ho sempre mantenuto la linea, quello sì…
      Per il resto, il Fattore C ha giocato una bella parte!

  6. Maria Angela Bianchi says:

    Mi sento di dire soltanto che sei una vera grande mamma! La cosa che mi è piaciuta di più del tuo bellissimo post è che tu dica che decidi tu come crescere la bimba, seguendo il tuo istinto, direi che è perfetto! Secondo me stai crescendo una bimba veramente serena e felice, continua così non hai nulla da imparare da nessuno! Un abbraccio e un bacino a Claudia

    • RominaFan says:

      Grazie…sì, Claudia la vedo serena. E questa cosa mi fa stare così bene…certo, ora inizia la parte più complicata perché lei ha un carattere suo e io devo calibrare i miei modi su questo ma ce l’hanno fatta più o meno tutti…ce la farò anche io!
      E comunque, sì, preferisco doverle dire, un giorno “Scusa, ho fatto una cavolata credendo di fare del bene” piuttosto che “scusa, ho LETTO una cavolata, e l’ho fatta credendo che andasse bene”…

  7. mamiga72 says:

    Tu pensa che io sono talmente “demmerda” da non aver mai portato ancora mio figlio dal dentista (a che scopo? Ha i denti puliti, bianchi, senza segni… Ma mi sono sentita dire dalle classiche supermamme erudite che i bambini vanno portati dal dentista una volta l’anno lo stesso, che “non si sa mai”. Vabbè). E lo sono anche così tanto che l’ho tolto dal pediatra per metterlo sotto cura del nostro medico di base a sei anni, finito il tempo in cui il pediatra è obbligatorio. Non solo: non chiamo il medico per lui se prima non ho tentato di risolvere il problema da sola (ok, non sono un medico, ma un virus intestinale o un raffreddore me lo so curare da sola ormai da tanti anni, non vedo perchè lui deve essere diverso… e so anche che quando gli prendono le crisi di orticaria altro che dargli l’antistaminico non c’è da fare, quindi…). E pensa, il Power è ancora vivo, e bello sano!
    Altra cattiveria? Quest’anno non gli ho imposto una attività sportiva. Dopo tre anni di judo si è stufato, ha voluto provare ad annoiarsi e l’ho accontentato. Mi hanno detto altre madri che fargli fare sport è ormai obbligatorio, è uno status symbol: se un bambino non fa sport è un bambino che ha i genitori che non si occupano di lui. Tu pensa che madre che sono. Ho sbagliato talmente tanto che adesso me lo sta chiedendo lui, di iscriverlo ad una attività sportiva a settembre: cioè, il desiderio ora viene da lui e non più da me (che poi farlo arrivare a tanto era il mio obiettivo quando ho deciso che quest’anno niente sport, e ci sono riuscita). Ah, che mamma…

    • RominaFan says:

      Sei orribile. Come è arrivato il povero Power incolume alla sua età? Ma poi io dico…ma sei matta? L’attività sportiva deve essere imposta! Guarda me: letteralmente costretta a fare 15 anni di nuoto. Ho cominciato a 5 anni. Zero rapporto con l’acqua, l’istruttrice mi teneva la testa sott’acqua. Pianti e disperazione ogni volta che dovevo andare. Addirittura, scrissi una letterina a Babbo Natale, in prima elementare, così accorata (“Babbo Natale, come regalo voglio solo non andare più in piscina”) che la maestra chiamò i miei genitori e fece loro presente che io avevo qualche problemuccio con la faccenda. Loro lo sapevano, visto che ero diventata così indisposta verso l’acqua che mi lavavo i capelli indossando una maschera da sub per la paura dell’acqua in faccia. Ovviamente non gliene è mai fregato niente. Passata la paura, è arrivata la nuova fissa: dovevo saper fare i tuffi. Avevo il terrore di saltare dal blocco. Se poi c’era mio padre che mi guardava, andavo totalmente nel panico. Rimanevo inchiodata sul blocco. Passata anche questa, oramai ero diventata molto brava. Quindi? Dovevo per forza fare agonistica. Anche no. Mi rifiutai categoricamente. Compromesso: dovevo accettare il posto nella squadra della polisportiva e partecipare ai tornei. E vabbé. Buoni piazzamenti. Buoni tempi in gara. Risultato? Dopo 15 anni di nuoto io non ho ancora una vera confidenza con l’acqua perché il rapporto è stato fondato sull’obbligo e sulla paura. Nuoto benissimo ma non ho confidenza con l’acqua. Vedi che a costringere i bambini a fare sport si ottengono sempre ottimi risultati? Ero in squadra, eh!

  8. Jo says:

    Ebbene sì anche io sono una mamma demmerda, per alcuni aspetti per i tuoi stessi motivi per altri aspetti per motivi opposti ma sicuramente lo sono perché anche io educo le mie piccole seguendo il cuore e l’istinto materno e chiedendo consiglio ad altre mamme demmerda e non ad internet e di questo ne sono fiera perché se sbaglio, sbaglio io e se faccio giusto il merito è mio.
    Grazie per questo post che in maniera ironica (come solo tu sai fare) è riuscito oltre a farmi ridere anche a farmi capire alcuni errori che forse commetto….come dire senza volerlo mi hai dato delle dritte, quindi GRAZIE A TE MAMMA DEMMERDA! Baci Jo

    • RominaFan says:

      Io sai cosa faccio quando ho bisogno di “lavorare” con Claudia su qualcosa che per me è importante? Parto in quarta con la mia cricca di madridemmerda con discorsi che farebbero impallidire anche un branco di iene. Loro tentano di riportarmi a più miti consigli. Io do loro contro. Poi mi sbollisce l’esaltazione folle e mi rendo conto che avevano ragione, sotto molti aspetti. Magari, una sintesi tra i loro consigli e quello che avevo inizialmente in mente di fare può funzionare. E così mi sono evitata diverse cretinate!!!

  9. luviluvi says:

    Vangelo Romina! Benvenuta nel Club:)

  10. Laperfezionestanca says:

    Ma che orribili queste mammedemmerda! Solo che ce ne fossero di mamme così! Hai visto mai che con tante mammedemmerda ci sarebbero bambini più allegri ed educati, adolescenti meno malmostosi e cazzoni e adulti più sereni e tolleranti. Un mondo migliore! Viva le mammedemmerda!

  11. mamma mia romina, capisco che è ironico, ma traspare anche tanta rabbia. che t’hanno fatto, povera? un abbraccio da bruxelles!

    • RominaFan says:

      In realtà, nasce tutto da una riflessione che ho fatto giorni fa con un’amica relativamente non a qualcosa che ci era stato detto, ma ad una cosa che avevamo letto e dalla quale traspariva quella totale mancanza di sorellanza e quella competitività spinta e aggressiva che c’è tra madri. E così ci siamo raccontate tutte le cose che, nel tempo, ci sono state fatte garbatamente (ma anche no) notare.
      Fondamentalmente, non mi importa praticamente di niente ma la cosa dell’allattamento l’ho sofferta tanto. Fondamentalmente, mi dispiaceva non esserci riuscita ma me ne ero fatta una ragione. Quello che mi ha mandato in manicomio è stato essere circondata da gente che, al contrario, non l’aveva presa bene per niente. Come potevo allattare con mia suocera che mi portava litri e litri di brodo ogni giorno perché “fa latte” (cosa peraltro non necessariamente vera), che mi chiedeva ogni ora se aveva mangiato, quanto aveva mangiato, se mi sentivo il seno gonfio…aho…ma siamo matti? Io ero andata completamente nel pallone. Avevo l’angoscia che Claudia continuasse a perdere peso. Mi tremavano le mani ogni volta che lei dava segno di avere fame. Ero sempre felice, sempre entusiasta, ero ben organizzata, per essere alle primissime armi…eppure, all’arrivo della poppata mi si faceva notte dentro. Avevo le ansie da prestazione…avevo paura di non fare la cosa giusta, pensavo fosse giusto dar retta alle consulenti e ai parenti, era giusto insistere, insistere e insistere…ma in nome di cosa? Bha. Ti dico solo questo: tempo fa, parlando con mia suocera, ho detto chiaramente che – ad oggi – se dovessi avere un altro figlio, non allatterei sin dall’inizio. Sono tutti impalliditi. Hanno detto tutti che no, è sbagliatissimo, almeno dovrei provare, al peggio la peso prima e dopo la poppata (che è una cosa stressantissima) per vedere quanto mangia…insomma…hanno tutti giudicato (anche chi non era nemmeno coinvolto nel discorso) ma nessuno ha chiesto PERCHE’. Quindi non hanno nemmeno il sentore di aver avuto una parte nelle mie difficoltà…sì, hai colto nel segno: su molte cose no, non me ne importa proprio niente, ma per la parte dell’allattamento ho ancora una rabbia tremenda…sono una che sbolle lentamente, io…!!!
      Che si dice a Bruxelles? Com’è stato l’inverno?

  12. Claudia says:

    Mammademmerda pure io!!! Come te ho cominciato con l’epidurale!
    Il mio bambino ha dormito con noi nel lettone fino a 9 mesi solo perché aveva scambiato la mia tetta come ciuccio per cui se volevo dormire in pace, lo dovevo tenere attaccato. Il marsupio mi serviva per avere le mani libere, non sono mai riuscita a dargli degli orari per dormire, ed a dire il vero non mi è interessato più di tanto. Sono talmente demmerda che penso che il bambino deve stare ai miei ritmi e non io ai suoi per cui se il venerdì usciamo e rientriamo alle 1.00, non mi preoccupo del fatto che sia tardi, dormirà di più il sabato mattina.
    In questi giorni me lo ha fatto notare anche il mio bambino (5 anni) dicendomi che da piccolo credeva fossi una brava mamma ma ora non più perché a volte lo sgrido….
    Un abbraccio a te ed alla pupa.
    Claudia

    • RominaFan says:

      AHAHAHAHAHAHA, TUO FIGLIO E’UN MITO!!!!
      Mio nipote, invece, all’età di tuo figlio, aveva una sua idea sulla differenza tra mamme e non mamme: le non mamme ballano e ridono sempre. Le mamme hanno il sederone e strillano!

  13. annalisa says:

    Ciao….Non ti leggo tanto…non commento mai…ma questa non poteva scapparmi!! Sai che non siamo mica tante mamme spartane??L’anno scorso mentre quella grande faceva un torneo (dove per me conta giocare bene e divertirsi, mica vincere, orrrore!!!!) sono uscita fuori con quella piccola…c’era un bel prato e il sole…e le hod etto…vai sfogati corri e fai tutte le capriole che vuoi…E c’era un’altr bimbetta che ha fatto lo stesso….e la mamma poi, come l’ha sgridata!!!Aveva osato sporcarsi di terra…!!!
    Pensa che io ho spedito mia figlia di neanche 8 anni al campo scuola dell’oratorio (!!!!!!madre degenere!!!cosi’ piccola!!!!era la piu’ piccola!!!!!!!!!!!!!!!senza la mamma!!!!senza un telefonino!!e non chiamavo neanche tutte le sere!!!!)senza prepararle i pacchettini di biancheria completi per ogni giorno, con scritto istruzioni precise…ha fatto 7 giorni di montagna senza cambiarsi le calze…ma le mutande si!!!
    Ultima cosa…non ti senti un mostro a non essere la migliore amica di tua figlia ma a parlare di responsabilita’ educativa???? anche qui, mica siamo tante….

  14. rita says:

    Oddio Romina, sei arrivata Tu, a farmi scoprire, con un figlio quasi ventiquattrenne, che sono una ma dre demmerda!
    Ecco il detto:”gli amici si vedono al momento del bisogno”.
    Quindi allattamento: idem come Te, tolto che non ho fatto alcun corso, quindi lo sono (stata) anche un po più di Te.
    Dormire: il pupo mi ha fatto fare tre anni di “notti bianche”, senza sonno la Creatura, ma non l’ho mai preso a dormire nel mio letto: di notte cantava e parlava, in piedi nel suo lettino. Solo il sabato o la domenica mattina mio marito lo prendeva nel lettone per giocare con lui.
    Marsupio: regalato, anche a me, e ci mettevo Federico non rivolto verso di me, ma all’esterno, in modo che vedesse il resto del mondo e non con la testa incastrata nelle mie “infertili zinne”!!!
    Cibo: stendiamo un velo pietoso. A nove mesi assaggiava il risotto con i gamberetti, roba da lapidazione da parte delle Mamme Disney (cit n.d.r.).
    Sull’uscire con il freddo e sullo sporcarsi…..passo…..Tu sai che venivo puntualmente bloccata “alla dogana” per il controllo scrupoloso che non permetteva di sgarrare….
    Eppure mi ritrovo con figlio-uomo e quasi suocera (no, non c’è nulla in ballo, ma Tu sai…), talvolta non certa di aver fatto un buon lavoro. Ma ci ho provato a fare del mio meglio…e in questo caso, non sta prorpio scritto da nessuna parte, quale sia!

  15. Giuliana says:

    Mi piace questo tuo post – che leggo solo ora – perchè evviva l’istino materno. Che poi ti dirò, io quello che sento giusto come istinto me lo vado ad approfondire, anche sull’internet! E quindi ho letto tanto su cose che “a pelle” mi sembravano logiche e giuste, e che ho applicato con il mio bimbo che ora ha 20 mesi. L’abbiamo autosvezzato (niente pappe, anche perchè con la mia pigrizia sarebbe morto di fame), lo sto ancora allattando (e chi lo stacca questo? Quando torno dal lavoro mi prende per mano, mi porta dal divano, mi fa un sorrisone e dice “mamma, tetta!”). Le facce di chi lo vedeva mangiare i fusilli interi a sei mesi! O di chi “ma se lo allatti alle 11.30 poi non mangia più pranzo!” o anche la nonna che “devi finire tutto quello che c’è nel piatto” (e se non ho più fame o ho voglia di qualcos’altro?).
    Dorme con mamma e papà 3/4 ore per notte perchè nonostante abbia la sua cameretta e il suo letto (a una piazza, per terra, senza sbarre, così è autonomo), alla seconda volta per notte che si sveglia, tra le 5 e le 7, io non ho più voglia di assumere posizioni assurde per attaccarlo alla tetta e farlo ridormire, così mando papà a prenderlo e viene nel lettone dove dormiamo ancora in pace un po’. Negli ultimi mesi è tutto un “certo che se gli togliessi il seno non avresti più sto fastidio, eh”.
    Come già detto da altre, anche io non chiamo il pediatra per mezza giornata con la febbre a 37,8 o per un naso che cola, nonostante i caldi suggerimenti dell’ansiosa suocera.
    Tutto ciò per dire che….tanto agli occhi di qualcuno saremo sempre e comunque madri demmerda, e quindi tanto vale.
    Di nuovo…evviva l’istinto materno.
    Un bacione a te e Claudia

    Giuliana

    • RominaFan says:

      No! NO! NO! Sei una delusione! Non rispetti le regole del gioco! Visto che allatti, tu ora devi saltarmi alla gola perché non ho insistito fino alla morte per poter allattare, devi dirmi che ho privato mia figlia di amore e attenzioni e che non ho rispettato le sue esigenze!
      Per tutta risposta, io poi ti risponderò che sei una pazza esaltata…
      E’così che funziona!
      Uffa, sei proprio una mamma demmerda pure tu!!!!
      Evviva l’istinto materno, Giuliana, esatto!
      Un abbraccio!

  16. Alex says:

    Novantadue minuti di applausi.

    Un padredemmerda.

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