Come uno scarafaggio malmostoso

Con tutto l’amore per l’autunno, devo riconoscere che il cambio di stagione, quest’anno, non mi sta affatto giovando. Umidità e artrosi non vanno particolarmente d’accordo, me lo dice sempre anche mia nonna. Sono di nuovo fuori uso come lo scorso luglio. Stessa storia, ovviamente: zoppico, quindi, a cascata, mi fanno male anche le caviglie, le ginocchia, le anche, la schiena e ho emicranie frequentissime che non tollero più. Non sopporto più l’emicrania, col passare degli anni è cambiata, o forse sono cambiata io. Mi ci vuole sempre più tempo per smaltirla, sempre più tempo per ricominciare a vedere bene, sempre più tempo perché mi passi quel senso di avvilimento che la segue.

Inoltre, oggi avrei dovuto essere a Biella per un’occasione cui avrei voluto con tutto il cuore partecipare (poi vi racconterò) ma al momento non sono sufficientemente in forma, mettiamola così, per stare troppo seduta/troppo in piedi/troppo ferma/troppo in movimento.

La buona notizia è che pare che l’intervento si dovrebbe poter fare prima di quanto non si pensasse inizialmente, ossia prima di dicembre. Lo spero di cuore perché una volta che riprenderò a camminar dritta dovrebbero migliorare i mal di testa dovuti alla cervicale e (spero, spero, spero) le emicranie.

Nel frattempo, me ne sto qui come uno scarafaggio malmostoso, in attesa di notizie dall’ospedale. Uffa uffa uffa.

In tutto questo, dato che ultimamente non mi sento affatto un relitto, ieri ci si è messo anche il barista di un bar dove non ero mai stata.

“Buongiorno, dimmi ragazza, che ti faccio?”

“Un cappuccino, grazie”

“No, signora, scusi, dicevo alla ragazza…”

Che poi, evidentemente, questo deve fare il paio con l’ortopedico, sì, l’ortopedico, quello che mi ha comunicato che non potrò più afferrare gli oggetti col piede dopo l’operazione, quello che compilando la mia scheda per la lista d’attesa mi ha detto:

“Quanti anni ha?”

“31”

“Data di nascita?”

“12 novembre 1983”

Un secondo di silenzio

“Ma che fa, si toglie gli anni?”

A novembre, saranno 32, a novembre, porcaccia la miseria…a novembre…

Va be’, che volete: tutti dobbiamo invecchiare e io, con il mio linfoma, il mio timoma, il mio sistema immunitario scassatissimo, la mia artrosi e quello stupido ciuffo di capelli bianchi ho deciso di giocare d’anticipo, così per la mezza età sono già bella e organizzata.

 

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3 Responses to Come uno scarafaggio malmostoso

  1. rita says:

    E allora affrontiamo (chi? plurale maiestatis, è rafforzativo!!) con la giusta determinazione questo intervento, anche se ti toglierà l’uso dell’alluce prensile (ce ne faremo una ragione), rimettiamoci in sesto con caviglie, ginocchia e schiena e ritorniamo a farci chiamare “ragazza” al bar, specie se il barista vuol continuare a fare questo mestiere in questo pianeta terra!
    Piede? Caviglia? Gincchia? Schiena?…..ah ecco perchè il plurale…va bè, inizia Tu che sei più avanti…

  2. Forza! Un mesetto di pazienza ed è fatta! Ti auguro di stare meglio molto presto!

  3. oh romins! sei più giovane te di tanta gente anagraficamente differente che conosco! un bacio!

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