Addio, Major Tom

 

Space Oddity – David Bowie

Torre di controllo al Maggiore Tom/ Torre di controllo al Maggiore Tom/ Prendi le tue proteine in pillole e mettiti il casco

Il Maggiore Tom era partito per il suo viaggio 12 settimane fa. La partenza era stata brillante. Prendeva il suo acido folico e veniva bombardato di progesterone per agganciarsi meglio, visto che le mie navette non sono proprio affidabilissime e tendono ad esplodere alla partenza.

Torre di controllo al Maggiore Tom/ Torre di controllo al Maggiore Tom/ Comincia il conto alla rovescia, accendi i motori/ Torre di Controllo al Maggiore Tom/ ce l’hai fatta/ i giornali vogliono sapere quali camicie indossi/ E arrivato il momento di lasciare la capsula, se te la senti

Noi non contavamo alla rovescia. Noi andavamo in ordine. Partivamo da 4 per arrivare dritti a 40

Maggiore Tom alla torre di controllo/ Maggiore Tom alla torre di controllo/ sto uscendo attraverso la porta e galleggio in modo buffo/ Le stelle sembrano così diverse, oggi

Hai galleggiato per un po’. Molto meno di quanto mi è stato crudelmente concesso di credere. Ma le stelle con te mi sono davvero sembrate diverse.

Me ne sto qui, seduto in una lattina/lontano, sopra il mondo/ il pianeta terra è blu/ e non c’è niente che io possa fare

Me lo immagino così, dov’eri tu. Dove sei tu. Dove sei senza esserci. E no, veramente non possiamo farci niente, oramai

Anche se sono lontano centomila miglia, mi sento tranquillo/ Penso che la mia astronave sappia dove andare/ Dite a mia moglie che la amo tanto, lei lo sa

Così spero tu sia stato. Tranquillo. La tua astronave sicuramente sapeva dove andare. Lo sapevi tu. Lo sapevo io. Ma non è bastato. Io le astronavi non le so tenere.

Torre di controllo al Maggiore Tom/ il tuo circuito è spento/ c’è qualcosa che non va/ Mi senti Maggiore Tom? Mi senti Maggiore Tom?

No, Maggiore Tom. Non mi senti più. Lo chiamano aborto ritenuto. Nessun aborto è indolore, non a caso è il dolore più pudico e privato, ma questo è particolarmente crudele. A differenza del microaborto, non ti concede il lussuoso privilegio di poter far finta di non sapere. Sei morto un mese fa. Ti ho visto vivo, quella volta, per puro caso. Un paio di giorni dopo, probabilmente, il battito già non c’era più. Ma non te ne sei andato, e io ho continuato a credere in te, a sperare in te. A immaginare come stavi cambiando. Ad avere i tipici disturbi della gravidanza. E i giorni sono passati fino ad arrivare praticamente al quarto mese. Ma al quarto mese ci sono arrivata solo io, tu ti sei fermato molto prima. Non puoi rimanere dove sei. E da solo non sappiamo quando lo farai. E’ già troppo che sei lì, Maggiore Tom. Mi dispiace. Lo sai che non vorrei mai doverlo fare ma non c’è scelta. Odio doverlo fare. Odio essere incosciente quando te ne andrai. Odio il fatto che non avrei comunque avuto il coraggio di vederti andare da solo. Odio andare lì e farti tirare via. Odio tutto, odio tutti. Odio questa rabbia triste. Odio me. Odio un corpo che fa cazzate. Odio la mia presunzione che potesse accadere di nuovo. Io lo so chi è che t’ha ammazzato. Lo sappiamo che dopo dieci anni ancora allunga la mano e muove i fili. Tu ci sei ma non ci sei. Lui non c’è ma ancora fa danno.

Mi dispiace, Piccolo. Con te porteranno via anche un pezzetto del mio cuore. Scusa se il mio corpo è così stupido da continuare a non riconoscervi. Non è colpa mia. Ho fatto tutto quello che potevo, e forse quel “tutto” è servito solo a creare questa situazione, a tenerti lì quando ormai eri un affarino di 2cm morto. Scusami, Piccolo. Lo sai che ti amavamo già. Lo sai quanto dicembre per noi stava già diventando il primo mese di primavera. Purtroppo, il mio corpo non funziona benissimo. Lo so che sei stato attaccato da me. Lo so che io ti ho cercato e custodito e al contempo io ti ucciso. Mi dispiace tanto, Piccolo, ma qui non risponde proprio tutto ai comandi. Me ne ero già accorta, eh, sì. Ma stavolta fa molto male perché siamo stati insieme abbastanza, credevo. Perché potevamo tirare il fiato, credevo. E invece…

Perdonami, Piccolo. Scusami.

Mamma

 

 

 

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10 Responses to Addio, Major Tom

  1. Beatrice Morini says:

    Romina….. Ci sono passata e so che dolore immenso sia. Non ti dirò le stupide frasi che si dicono in questi casi perché so che feriscono più di quanto si creda. Ti dico solo che mi dispiace. Molto. E che se vuoi c’è un “posto” virtuale dove io ho trovato tanto aiuto. Si chiama CiaoLapo e lo trovi sia su FB che nel web. Ti abbraccio.
    Bea

    • RominaFan says:

      Grazie, Bea. Dell’associazione credo di aver sentito parlare. Penso che un giretto da quelle parti lo farò. Al momento non so se avrò il coraggio di rimettermi a far l’ingegnere spaziale. Però una parte di me, nonostante tutto, lo desidera ancora. Certo, ora che – dopo tre volte che succede – abbiamo ben chiaro il fatto che i miei anticorpi prendono e colpiscono, bisogna capire bene come agire…purtroppo la sola prevenzione non basta. Sicuramente bisognerà trovare il modo di aggirare questi deficienti di anticorpi…
      Grazie di cuore per le tue parole, Bea.
      Di rado si parla di aborto…l’ho fatto perché onestamente sento davvero bisogno di supporto e riceverne per me è davvero importante. Grazie…

  2. Mi sento morire…ho vissuto lo stesso dramma a gennaio, alla ventesima settimana. Non ho la forza di dire molto. Non c’è nulla da dire, credo. Concordo con Bea. CiaoLapo mi ha aiutata a non impazzire per i sensi di colpa. Ti abbraccio con tutta la forza che ho.

    • RominaFan says:

      Mi spiace, per la tua storia…ma grazie per il supporto. Per me è prezioso. Ne ho passate tante, passerà anche questa, visto che oltretutto ho la benedizione di avere Claudia (che tra l’altro è rimasta malissimo) e quindi devo star su principalmente per lei, ora. Domani si affronterà il raschiamento e sarà il primo passo per decidere cosa fare in futuro e per andare oltre questa brutta storia. Fino a domani, mi prendo una giornata di abbrutimento e pianto, altrimenti non potrò poi fare i conti lucidamente con l’accaduto. E anche se forse sembra folle, ho fino a domani per dirgli addio, visto che in qualche modo c’è.
      Grazie

  3. Livia says:

    Un anno e qualche giorno fa salutavo anch’io il mio astronauta, dopo avvisaglie che ho quasi voluto ignorare perché mi ritrovavo a gestirmelo da sola, e da sola ho dovuto saltare sul motorino e correre in ospedale. Per te che stavi sperimentando la condivisione delle speranze e delle incombenze, mi sento di riservarti un abbraccio grande come una casa. Spero che i nostri piccolini da qualche parte ci abbiano perdonato e che il tuo decida di ritornare in pianta stabile, se mai vorrai costruire una nuova navetta. Vorrei dire altro, ma suonerebbe tutto sbagliato, quindi mando tanti bacetti a voi e basta.

    • RominaFan says:

      Grazie, Livia. Mi spiace per il tuo astronauta. Pensa che invece io non ho avuto nessuna avvisaglia. Procedeva tutto benissimo. Ho continuato ad avere le nausee, a non digerire, a stare male. Poi negli ultimi giorni ho iniziato a star meglio ed ero tutta contenta perché attribuivo questo miglioramento al fatto che il trimestre ormai era finito. E invece no. Siamo andati a fare la translucenza nucale e appena la dottoressa ha poggiato la sonda…be’, la situazione era evidente. Era minuscolo, fermo, non si vedeva battere il cuore. Ci sono arrivata subito persino io. E’stata una doccia fredda…mai una perdita, mai un dolore….dopo una gravidanza difficilissima come quella di Claudia non mi sembrava vero.
      Grazie…

  4. Daniela says:

    Cara Romina,
    Incapace di trovare le parole giuste, mi limito a dirti grazie per aver avuto la forza di parlarne, e per averlo fatto con la delicatezza che solo una mamma ha. E anche se il tuo piccolino c’è stato poco, anche se il suo viaggio è stato simile a quello di una stella cadente, troverà comunque il suo spazio, per accucciarsi in un ricordo. Perché lui sarà rimasto nella tua pancia solo per qualche mese, ma tu sarai la sua mamma per sempre.
    Ti mando un abbraccio,
    Quello che stai per passare è ciò che io tengo rinchiuso nel cassetto delle mie paure più grandi.

    Daniela

  5. 4p says:

    Mi dispiace mi dispiace tanto,
    un abbraccio di tutto cuore.
    4p

  6. Simona says:

    Perdonati perché te li meriti. BaciSimo

  7. Maria says:

    Aborto ritenuto: credo che sia un segno evidente di quanto il nostro corpo ci teneva a quella piccola Vita, tanto da ‘ignorare’ che essa era già nata in Cielo.
    L’ho vissuto anche io.
    Non ti conosco ma ti abbraccio forte

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