Un passo alla volta

Un passo alla volta stiamo cercando di rimetterci tutti in sesto. Fisicamente, sto molto bene, e questo certamente aiuta. Il Maggiore Tom è stato portato via ieri ed è stata un intervento rapido e indolore. La parte più surreale di questa bruttissima storia è proprio questa: tutto, dall’inizio alla fine, è stato estremamente pulito e indolore. Come se nulla, nulla di tutto questo fosse realmente accaduto. Non avendo altra scelta, non posso che cercare di farmi forza di questo aspetto. Mi sono presa il mio tempo per abbrutirmi, per sentire tutto il dolore, stilla dopo stilla. Per chiedere perdono per il mio corpo a chi, nonostante tutto, non me ne fa una colpa. Per dire addio. Certo, non è semplice. Non la terza volta e non nelle modalità in cui questa si è verificata. La ginecologa ha tirato i remi in barca e sostiene che qui la vera domanda è: come diavolo è riuscita a nascere Claudia con gli anticorpi che mi ritrovo? Bella domanda. Ho persino sghignazzato. Se non la conoscessi, me lo chiederei anche io. Ma la conosco e so che con quella sua quieta e implacabile determinazione non poteva far altro che diventare un evento non riproducibile.

Ringrazio tutti quanti voi che in questi giorni mi avete mandato pensieri. Credo di non aver risposto a nessuno – come potete immaginare non sono un modello di cordialità, al momento –  ma le vostre parole non sono cadute inascoltate, vi ho sentiti vicini.  Grazie.

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