La Casina delle Civette e dei bambini

Non lo faccio mai ma oggi vorrei proprio dare una dritta a chi, turista o romano, volesse passare con i bambini un bellissimo pomeriggio in questa città, in un luogo che consente anche di accostare alla cultura i piccoli. Sapete che sono sensibile al tema, che da quando è nata ho sempre portato Claudia, che compirà tre anni a giorni, a mostre fotografiche, musei, fiere del libro e quant’altro. Siamo grandi sfruttatori delle prime domeniche del mese gratis al museo. Sono dell’idea che, con un certo tipo di lavoro da parte dei genitori, qualsiasi bambino può divertirsi in un museo. Basta metterci pazienza, fantasia e buona volontà. Se ce la fanno i bambini dell’Europa del nord, non c’è motivo per cui non ce la possano fare anche i nostri. Se avete bambini di 3-4 anni che non sono mai stati in certi ambienti ma con cui vorreste condividere un momento di bellezza, cultura, magia e corse sfrenate, ho il posto che fa per voi.

Roma può vantare bellissime ville storiche, immerse in parchi altrettanto belli. Chi visita la città, ma anche i romani stessi, difficilmente si negano il piacere di un giro a Villa Borghese, Villa Pamphili o Villa Ada. C’è un gioiello, però, che purtroppo viene sottovalutato e che è Villa Torlonia. Il suo parco è più piccolo rispetto a quello delle sue “sorelle” più blasonate, sicuramente ha una bellezza meno selvaggia di Villa Ada e meno signorile di Villa Borghese ma…è un posto magico, specialmente in virtù di alcuni edifici che è possibile visitare.

14203297_10208543301534385_8472658175127764442_n

(piccolo scorcio del parco)

14102630_10208543305174476_906643883708730451_n

(Cluadia che…boh, forse cerca folletti dentro al pino)

La vera magia di Villa Torlonia arriva, non ho dubbi, dalla Casina delle Civette. La Casina delle Civette è una casina liberty estremamente particolare, che sembra uscita da una favola. Tegole coloratissime, scale esterne che chissà dove conducono, balconcini, vetrate spettacolari, torrette, non c’è bambino al mondo che potrebbe resisterle, incluso il bambino che resta dentro ciascuno di noi.

14199552_10208543301894394_1796605750128850305_n

(qui potete vedere la facciata meno affascinante della Casina. Stavo giocando con Claudia, perciò mancano foto delle angolazioni più belle. Cercate su Google o andate sulla fiducia)

Con i bambini, il gioco-visita inizia già all’esterno. Le civette che danno il nome alla costruzione dove sono? Non ve lo dico. Andatele a cercare con i vostri bambini, girate attorno all’edificio, osservate i disegni sulle vetrate, sulle porte. Cercate le civette. Chi le trova per primo, ha vinto! La Casina delle Civette è adatta anche ai bambini meno abituati ad ambienti museali perché le stanze sono pressoché vuote ma al contempo, per rubare il termine usato da Claudia, “magichissime”. Non ci sono teche, quasi non ci sono mobili d’epoca (mi vengono in mente, su due piedi, solo una consolle del 1920, delle boiseries che però non hanno alcuna attrattiva per un bambino e due o tre pareti di vetro), non c’è praticamente nulla che possa far venire i capelli bianchi ad un genitore. Quel che c’è da ammirare, alla Casina, è…la Casina stessa. Con il proprio bambino è estremamente divertente osservare ciascuna finestra e trarre una serie di conclusioni. Tanto per cominciare, una cosa cui abbiamo fatto caso io e Claudia, è che si chiamerà anche Casina delle Civette, ma sulle vetrate sono riprodotte molte più rondini, che civette, rondini nel vetro, rondini nel metallo. Cercate anche quelle. Divertitevi a immaginare il perché ci siano più rondini che civette e quando arriverete a poter osservare da vicino la vetrata che potete vedere qui sotto, prendete in braccio i vostri figli e fategli vedere quanto sono meravigliose le pietre che accendono gli occhi delle civette.

14222321_10208543301694389_93677009565902998_n

(mamme, papà…io vi faccio vedere queste due, di civette. Le altre però trovatevele da soli e smettetela di barare!!!)

Altra cosa che si può far notare ad un bambino, e che probabilmente noterà lui per primo, è che all’interno della Casina è riprodotta moltissima uva. Parlate dell’uva, del vino, chiedete ai bambini se gli piace l’idea di vedere frutta riprodotta sui muri (il bagno, ad esempio, è decorato con bellissimi limoni). Qua e là troverete disegni di prova delle vetrate. Quale piace di più a voi? Quale piace di più ai vostri bambini? Oh-oh…se siete stati attenti e avete fatto per bene il giro di tutta la Casina, sicuramente i vostri bambini avranno notato una scala che sembra portare sul tetto, e che invece conduce ad una finestra che, ovviamente è chiusa. Salendo quella scaletta, comunque, si ha la possibilità di osservare da vicino le tegole e le torrette, per cui vale la pena salirci. Ora, al piano di sopra, troverete una scala che scende proprio verso quella finestra chiusa…fatela notare ai bambini.

Mentre vi aggirate per le stanze, immaginate tutti di essere i principi che un tempo abitavano in quella casa. Chiedete ai bambini dove vorrebbero la loro cameretta, se quella fosse casa loro, se gli piacerebbe avere una casa fatta come quella. Al piano di sotto, poi, rimanete qualche minuto ad osservare questa installazione

14212624_10208543301054373_1491627954330501945_n

(mai foto rese meno giustizia a qualcosa di bellissimo)

Dalla foto non si capisce assolutamente niente, lo so. Ma era così bello quel che vedevo, che ho voluto godermelo con i miei occhi, non ho voluto dedicargli tempo attraverso la macchina fotografica. Ad ogni modo, dal soffitto pendono specchietti rettangolari che ruotano su se stessi riflettendo la luce. Su ciascuno specchio c’è una foglia e delle parole come “anima”, “cuore”, “un posto nel…” e tante altre. Al di là della bellezza in sé di questa stanza e della poesia dell’installazione, qui c’è un altro gioco da fare con i bambini. Gli specchietti ruotano piuttosto velocemente e la parola che vi è scritta sopra è in corsivo. Non è così immediato riuscire a leggere cosa vi è scritto. Se avete bambini già capaci di leggere, fateli divertire a leggere abbastanza in fretta. Altrimenti divertitevi voi ad essere abbastanza rapidi e riferite ai vostri piccoletti.

Dopo la Casina delle Civette, abbiamo visitato il Casino Nobile, con i suoi affreschi, i mosaici, le statue e i dipinti. Ora, il consiglio che vi do io è quello di muovervi al contrario rispetto come abbiamo fatto noi, se i vostri figli hanno pazienza limitata e poca confidenza con i musei. Il Casino Nobile, per loro, sicuramente è meno affascinante. Portateli prima lì, finché sono freschi, poi alla Casina delle Civette, che sicuramente ruberà l’attenzione anche di un bambino stanco. Con ciò, non voglio affatto dire che i bambini non si possano divertire anche qui, tutt’altro. Specialmente se avete delle bambine, anche se refrattarie alle principesse come la mia, una sala da ballo è pur sempre una sala da ballo…

14222231_10208543302254403_1144574825264001052_n

Anche con quadri e statue si possono stuzzicare la fantasia dei bambini e farli divertire. Le statue sono quasi tutte decapitate? Provate a chieder loro “sei stato tu a romperle?!”…saranno così divertiti all’idea di accollarsi la responsabilità che non gli verrà mai la fantasia di avvicinarcisi troppo e toccarle. Altra fonte di divertimento può essere quella di imitare con i bambini le pose delle statue o di far loro indovinare cosa stanno facendo. Al pian terreno c’è la statua di una donna che si allaccia la mantella. Spiegate loro che una volta non esistevano le giacche o i cappotti e si usavano le mantelle. Al secondo piano molte delle statue suonano la cetra. Fateglielo notare. I mosaici possono anche loro catturare l’attenzione dei bambini. Provate a chiedergli cosa vedono. Risponderanno di vedere “un quadro per terra”, probabilmente. Accucciatevi accanto a loro e osservate invece le minuscole tessere che li compongono. Se avete figli cui piacciono i puzzle, troveranno i mosaici molto affascinanti e se invece non hanno dimestichezza coi puzzle…be’, un mosaico può essere uno spunto per iniziare a conoscere anche quelli.

Per i quadri, non perdetevi d’animo. Magari prendete i bambini in braccio un paio di minuti per farglieli osservare bene e cercate di interpretare insieme l’immagine. Guardate questo affresco:

14203247_10208543303374431_6820932626985246478_n

Sapete come lo abbiamo interpretato io e Claudia? La ragazza al centro, evidentemente ha mal di pancia. Sono in uno spazio aperto, in un prato, probabilmente ci sono dei cespugli di more o di mirtilli. Probabilmente, la ragazza ne ha mangiati troppi e ora ha un gran mal di pancia, come si evince dalla posizione, dalle braccia conserte e dall’espressione piuttosto provata. Accanto a lei, un’altra signorina sta cercando di consolarla, la accarezza per farla stare meglio. La signora che la indica, sembra ombra di dubbio, sta dicendo “Te lo avevo detto o non te lo avevo detto che mangiare troppi mirtilli fa venire mal di pancia?! Sì che te lo avevo detto!”. Le due donne sulla sinistra, invece, si abbracciano con quell’espressione preoccupata per un semplicissimo motivo: scommettete che anche loro si sono ingozzate di mirtilli e ora hanno paura che venga mal di pancia anche a loro?! Il tema del non dare ascolto ai consigli viene trattato anche negli affreschi circostanti. Osservateli per capire cosa intendo.

Approfittate della propensione dei bambini a notare le piccole cose e guardatevi intorno così come farebbero loro. Cercate di prestare attenzione a quel che vi circonda e se notate qualcosa di particolare, richiamate anche la loro attenzione su quel che vi ha colpito.

14063879_10208543302574411_3037031333585066725_n

A me, ad esempio, ha molto colpito questa serie di porte. La foto forse rende poco l’idea ma da ogni porta si può vedere la cornice delle porte successive e ho chiamato Claudia per farglielo notare.

La nostra visita è finita qui.  Purtroppo si era fatto tardi e non abbiamo potuto visitare il teatro, così abbiamo lasciato giocare e correre Claudia nel parco. Dimenticavo, posso darvi un altro piccolo suggerimento se avete bambini dai 4 anni cui piace osservare le stelle e i pianeti. Al momento, il planetario di Roma è chiuso, così, all’interno di Villa Torlonia, hanno aperto Technotown, che sostituisce il planetario. A Technotown, potrete assistere agli spettacoli all’interno del planetario gonfiabile.

Questo è solo un piccolo suggerimento su come passare una bellissima giornata a Roma, in un luogo non affollato dai turisti, purtroppo poco considerato anche da noi romani e che consente di visitare luoghi bellissimi con i bambini, consentendo loro di avvicinarsi alla cultura per poi correre a perdifiato appena fuori da questi musei.

This entry was posted in Attualità, Buffe cose della vita, Il fight club delle mamme, IT'S A GIRL!, Mamma e Cancer Blogger, Pensieri e Parole, Piccoli Piaceri della Vita, Sogni, Uncategorized. Bookmark the permalink.

3 Responses to La Casina delle Civette e dei bambini

  1. Laperfezionestanca says:

    Vedi quella fontana nella prima foto? Il mio cagnetto, che in genere odia l’acqua, ci si è tuffato a piè pari in un giorno di inverno!
    Ero lì con il mio nipotino proprio a fare quello che consigli. Ma abbiamo finito per stare al sole per far asciugare la malefica maltesina. Però ci siamo ammazzati dalle risate!

  2. 4p says:

    Sai che il mal di pancia l’ho pensato anch’io.
    Comunque mi ripeterò……ma tu coi bimbi sei un genietto.
    Grande Romina
    4p

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *