Epifania – A volte ritornano

Ieri sera, per ragioni legate alla gravidanza, ho iniziato le punture di eparina. L’eparina è una mia vecchia conoscenza, mi ha accompagnata durante tutta la chemio, con il suo corredo di lividi e bozzi su braccia, pancia e cosce.

E così, mentre ero in fila in farmacia per comprare le medicine, ho avuto un’epifania. Come Proust. A lui con le madeleine a me con l’eparina. A ciascuno il suo, che volete che vi dica.  Suddetta epifania mi porta a dare un suggerimento a tutti voi. Scegliete bene chi vi fa le punture. Molto bene. Diffidate dai presbiti. Scherzi a parte, al di là di tutto ho un buffo ricordo dell’eparina. Ai tempi della chemio, mia madre aveva quasi cinquant’anni e da vicino non aveva esattamente la vista di un’aquila. Tuttavia, aveva un totale rifiuto per gli occhiali. Questa sia antipatia verso gli occhiali mi sarebbe anche stata bene se non fosse che era lei ad occuparsi delle mie iniezioni, per cui la faccenda diventava un problema anche mio.

Procedura.

Disinfettare la zona da zona interessata.

“Mamma, perché mi stai facendo la doccia con il disinfettante dalla spalla al gomito?” “Per sicurezza”.

Con un colpo secco infilare l’ago e premere lentamente lo stantuffo.

L’inizio della fine. Fu presto evidente perché l’area disinfettata era pari a tutto il braccio. Mamma prendeva la rincorsa strizzando gli occhi. “Mamma, non sarà mica il caso che tu metta gli occhiali?” “No. Ci vedo”. Menzogna. Bugia. Balla clamorosa e spudorata. Altri due minuti a fare avanti e indietro con la siringa per prendere la mira.  Avanti e indietro. Avanti e indietro. Avanti indietro. Avanti e indietro, ancora più indietro e…zac! Siringa letteralmente scagliata contro il mio braccio da una distanza di circa 30cm (ossia lo spazio di messa a fuoco della mamma). Un’iniezione fatta seguendo le regole delle partite a freccette nei pub scozzesi. Ogni sera. Per sei mesi.

Mentre l’epifania si dissolveva e io venivo risucchiata via dai miei ricordi per essere riconsegnata al mio presente, ho pensato brevemente che forse quella gran quantità di lividi e bozzi non fosse dovuta tanto al liquido denso, quanto al garbo con cui le punture venivano effettuate. Stavolta andrà meglio, mi sono detta. Stavolta c’è Maschio Alfa. Maschio Alfa ce la può fare.

Ieri sera, momento della puntura.

“Queste dove si fanno? Dietro?

“Non sono sicura, all’epoca le facevo sulle braccia ma ora è estate, non mi va di girare con le braccia massacrate”

“E allora dove?”

“Sulla pancia. Te la senti di farmela lì?”

“No. Sul pancione mi fa senso, non mi fido”

“E allora falla sulla coscia, dai, tanto non giro in minigonna”

“Ok”

Maschio Alfa disinfetta un punto sulla coscia e toglie il tappino alla siringa. Alza il braccio. Esita.

“Sai una cosa, Mina?”

“Cosa?”

“Saranno gli -anta che si avvicinano ma inizio ad avere qualche problema a vedere da vicino…”

Non importa quali iniezioni dobbiate fare e perché, ma datemi retta: scegliete con cura i vostri infermieri!

Coraggio, ad occhio e croce dovrò fare solo una cinquantina di punture…

 

 

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2 Responses to Epifania – A volte ritornano

  1. Ilaria says:

    Bentornata Romina!!
    Spero la gravidanza proceda nel modo migliore possibile, eparina a parte. Ti mando un forte abbraccio e ti ringrazio ancora per le tue parole di conforto qualche mese fa. Mi hai fatto davvero bene.

    • RominaFan says:

      Heilà! Bello sentirti. Sì, qui procede tutto bene, ho cominciato l’eparina ma ho sospeso tutto il resto, quindi direi che va benone. D’altra parte, una gravidanza normale, senza problemi e senza “aiutini” era fuori discussione dall’inizio, quindi siamo felicissimi così visto che lui se la cava benissimo…

  2. Laperfezionestanca says:

    Ma come sei bellaaaaa! La felicità ti fa di un bene, ma di un bene! Vorrei essere lì per vedere da vicino quei tuoi occhi ridenti, sono felice per te.

    Per quanto riguarda l’eparina un piccolo consiglio, cerca su internet il protocollo per le iniezioni di eparina e scoprirai che:
    1) non si conficca l’ago con un colpo secco (come quelle sul culo per intenderci) ma lo si appoggia e si spinge con decisione;
    2) nelle siringhe preriempite c’è una piccola bolla d’aria; si inietta anche quella, è fatta apposta, si metterà sopra il liquido e impedirà la risalita, quindi niente lividi e niente bozzi. La bolla d’aria è così piccola che viene riassorbita naturalmente.

    E te lo dice una che ha fatto un sacco di eparina alla sua sorellina e adesso uso lo stesso protocollo per le iniezioni di metotrexato sotto pelle sulla pancia; da quando faccio così non ho più orribili ustioni sulla pancia provocate dalla risalita in superficie del liquido. Un graaaande progresso

  3. Livia says:

    E’ uno dei miei rimpianti, non aver mai imparato a fare le punture per fobia. Mia nonna era una cavia perfetta, mai che fiatasse, ma ne ha approfittato solo mia sorella.
    Col lancio delle freccette mi hai steso 😀
    So che non dovrei cedere agli stereotipi, che i masculi nascono equipaggiati come le fimmine e pertanto possono imparare a fare le stesse cose, e blablabla, ma è più forte di me: Maschio Alfa lo ammiro e te lo invidio. Tu sarai pure sfranta dal caldo e dalle punture, ma sei uno schianto lo stesso!

  4. Iaia says:

    Bella che sei! Certo che ne succedono davvero tante nella vita… a volte siamo nel buio piu’ nero senza sapere che che la luce puo’ arrivare a squarciare tutto il buio con una forza inaudita. Buone ultime settimane. Goditi tutto.

  5. 4p says:

    Mi fa tanto tanto piacere sentirti così e vederti così.
    Sei bellissima.
    Divento nonna in agosto.

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