Giornata per la consapevolezza del lutto prenatale e perinatale

Oggi è la giornata per la consapevolezza del lutto prenatale e perinatale. Non sono in grado di parlarne, non ancora. Ma prego, vi supplico, davanti ad una donna che ha perso un bambino non dite mai, MAI, frasi che sebbene dette in buona fede peggiorano lo stato d’animo di una persona che ha, contrariamente a quanto evidentemente si pensi, bisogno di vivere fino all’ultima stilla il suo dolore.

“E dai, era solo un mucchiettino di cellule”…no. Era mio figlio. Mio. Figlio. Perché non importa se fosse pochi centimetri. Quello nella mia testa era già il mio bambino. E io l’ho perso.

“Meglio prima che poi”…devo commentarla? Certo che meglio prima che poi, ma questo non significa che “prima” sia bello.

“Eeeeeh, vabbe’, dai, riproverete”…probabilmente si riproverà, certo. Infatti perché non inizi a trovarti un amante? Metti che resti vedova…

“E su, dai, hai sempre un altro figlio, ti basta”…è vero, se si abortisce dopo aver avuto uno o più figli il trauma può essere meno violento (nel mio caso, per dire, non lo è stato, ho patito quello avvenuto dopo la nascita di Claudia molto più degli altri) ma ciò non toglie che fa male.

“E smettila, riproverai…pensa a chi non può proprio averne o a chi perde figli belli che nati e cresciuti”…grazie, grazie per incrementare il senso di colpa che una donna già prova perché sente dentro di sé di non essere stata in grado di proteggere il proprio bambino.

Bloccate la lingua ogni volta che sentite il perverso bisogno di dire ad una donna che ha appena perso un bambino qualsiasi cosa che implichi l’arrivo di altri bambini in futuro (da queste parti giunse come una bastonata, a due settimane dal raschiamento, “poi quando ne fate un altro qui in cameretta mettete i letti a castello?) perché in realtà catalizzate l’attenzione sulla perdita, non sul futuro.

Accettiamo il fatto che un aborto è un lutto, e che in quanto tale va trattato, vissuto e metabolizzato. Una donna che ha abortito è una donna che sta soffrendo molto. Che fa pensieri distruttivi. Non caricatela di ulteriore senso di colpa, ricordatevi che sta soffrendo, abbiate ben presente che sta vivendo un autentico lutto e aiutatela. E se non potete aiutarla, per l’amor del cielo, tacete.

E a voi, a tutte voi, a tutte noi, dico solo una cosa: non è colpa nostra. Non. è. Colpa. Nostra.

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