Donazione del sangue da parte degli ex pazienti oncologici

Il terremoto che ha colpito il centro del Paese due notti fa ha provocato centinaia di feriti e il bisogno di sacche di sangue è forte. L’ex paziente oncologico è escluso a vita dalla donazione di sangue, tuttavia, la normativa è recentemente cambiata e, cito testualmente quanto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, “possono essere accettati donatori con storia di carcinoma basocellulare o carcinoma in situ della cervice uterina dopo la rimozione della neoplasia“.

Quanti tra voi ex pazienti volessero donare sangue e fossero nelle condizioni di farlo, per favore, lo facciano.

Fatelo tutti, voi che potete. Sempre.

Grazie

Posted in Attualità, Cancer Bloggers, Cancro, Dolore, Effetti collaterali a lungo termine, Pensieri e Parole | Leave a comment

Bella ai miei occhi (che poi son quelli che contano)

La malattia si prende il tuo corpo per un po’.  A volte in maniera aggressiva e definitiva, a volte meno. In ogni caso, non è facile andare d’accordo con il colorito in stile ET, la testa calva o almeno spelacchiata, le sopracciglia latitanti, il gonfiore, le cicatrici, il por-a-cat che spesso si preferisce tenere coperto. Non è affatto facile. Spesso l’umore non è dei migliori e si è troppo scoraggiati dall’immagine riflessa dallo specchio per prenderci cura di noi come prima. Inoltre, gli effetti della chemioterapia sono molto peculiari, e a volte genera rabbia vivere in un corpo che grida “CANCRO!” a chiunque. Eppure, prendersi cura del proprio aspetto aiuta molto in questo frangente, non a caso molte associazioni, oggi, si prendono cura anche dell’aspetto estetico delle pazienti oncologiche.

Ricordo che quando uscii dall’ospedale, dopo un paio di giorni di riposo a casa, andai in profumeria e comprai non so quanti articoli tra ombretti, fondotinta, cipria, rossetti e quant’altro. Uscii dal negozio ritemprata dall’effimero potere consolatorio dello shopping. Decisi che ogni giorno non proprio pesante sarebbe stato dedicato anche alla cura di me stessa, all’appagamento del naturale desiderio di sentirmi ordinata, curata…magari anche bella. Avrei riportato al rosa la pelle grigia. Avrei ridisegnato le sopracciglia cadute con la matita. Avrei passato del blush sulle gote pallide e spente. Un ombretto sfumato sugli occhi avrebbe cercato di attirare l’attenzione un po’più in basso rispetto alla piazzetta spelacchiata che presto avrebbe soppiantato la mia frangia. C’era la malattia, è vero, ma c’ero ancora anche io. E non avevo intenzione di cedere più terreno del necessario.

Non era solo un atto di vanità. Era una presa di posizione. Ed è stato allora, strano a dirsi, che ho cominciato a piacermi. E’stato quando ho dovuto nascondere il naso spellato, le occhiaie grige e le labbra rovinate che ho iniziato a sentirmi bella. E non perché realmente lo fossi o perché lo sia diventata poi. Semplicemente perché ho iniziato a vedermi con occhi che mi volevano bene. E’stato importante, in quel momento, riuscire a prendermi cura del mio aspetto. Mi ha fatto stare bene. Ogni complimento di chi non conoscesse le mie condizioni, ogni volta che mi sono resa conto di non avere un aspetto peggiore rispetto a chi mi circondava, io ho sentito di aver fatto qualcosa, qualcosa di effimero, di stupido, ma il poco che era in mio potere fare, per andare avanti con successo nel mio percorso. E quando, al contrario, non c’era make up che tenesse, be’, sono sentita bella lo stesso, perché anche con l’herpes e quel ciuffo di capelli che mancava, anche con il port-a-cat che sporgeva dalla maglietta e con gli occhi cerchiati di viola, be’, anche in quel modo ero io e mi volevo così bene, per la prima volta, da vedermi comunque bella.

Ci sono delle piccolezze che, nell’enorme dramma dell’esperienza oncologica, sembrano ancora più stupide, più ridicole, più inutili. Ma lo stesso fanno la loro parte nel mantenere parte della vita precedente e nell’aiutare a portare il proprio presente verso il futuro. Fare qualcosa per sentirmi a posto con il mio aspetto mi ha molto aiutata. Ha fatto parte di quello che era il mio losco piano sin dall’inizio: usare il cancro come lui stava usando me, ma in positivo.

P.S.: se dovesse capitarvi di mettere il fondotinta e rendervi conto di essere passate dal verde ET al color hummus lasciato due giorni fuori dal frigo a luglio (colore che, inspiegabilmente, non appare nel catalogo Pantone), non scoraggiatevi, dovete solo cambiare il colore alla base del fondotinta. Non demordete.

 

Posted in Buffe cose della vita, Cancro, l'amore è..., Pensieri e Parole, Piccoli Piaceri della Vita, Sogni | Leave a comment

Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela

La vita sanitaria dell’ex paziente oncologico offre sempre scorci affascinanti, e non importa se l’ultima chemio risale a dieci anni fa.

Fine luglio. Visita specialistica. Il medico in questione mi ascolta con grande interesse, poi si alza e va a chiamare un collega, appartenente però ad un’altra specializzazione.

Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela e trovando la cosa interessante andò a chiamare un altro elefante…

Il secondo arrivato chiama un terzo specialista, specialista di una disciplina diversa

Due elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela e trovando la cosa interessante andarono a chiamare un altro elefante

Il terzo medico, si alza e va a chiamare a sua volta chiama il quarto.

Tre elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela e trovando la cosa interessante andarono a chiamare un altro elefante

E tutto insieme vanno radunare tutti gli specializzandi non particolarmente oberati che trovano in giro perché…

Otto elefanti si dondolavano sopra il filo di una ragnatela e trovando la cosa interessante andarono a chiamare un altro elefante

Tutti questi medici perché, cito testuali parole, sono “un caso interessante”.

Ora, due sole considerazioni:

1) Non per vantarmi, ma vedo che qui passano gli anni ma il misterioso fascino del mio organismo non passano mai

2) ‘Sta cosa che la canzoncina degli elefanti che si dondolavano sopra il filo di una ragnatela non finisce mai un pochino mi lascia perplessa, metaforicamente parlando…

 

Posted in Bestiario del Chemioterapico, Buffe cose della vita, Effetti Collaterali, Effetti collaterali a lungo termine, Follow Up e Visite Varie, Linfoma di Hodgkin, Pensieri e Parole | Leave a comment

NO

La cosa buona dei periodi difficili è che, quando la mente inizia a snebbiarsi, qualche illuminazione la trovi. Io, ad esempio, ho avuto diverse epifanie rileggendomi da capo tutto Zerocalcare in 24 ore.

Così, sono giunta, finalmente, anche, direi, ad una conclusione: la nuova parola d’ordine sarà…NO. Sentite come suona bene. NO. Ah, quanta aria entra in una parola così chiusa. Aria tutta per me, aria che resta a me. Ah, la libertà.

Io, purtroppo, ho un grave problema. Non ho mai saputo dire no a nessuno. Sono un porcospino, ma sono una che non dice mai no e che difficilmente litiga o fa presente di esser stata ferita. Lo diceva anche la maestra in prima elementare che sono una pigliancula.

“Romina, ho un bruscolo nell’occhio, ora te ne parlo mentre ti estirpano un bulbo oculare, son certa che capirai il mio dramma” “Ma sì, certo, parla pure, non fa male”

“Romina, ho inavvertitamente dimenticato di dirti che ho accidentalmente lasciato l’albero maestro della Jolly Roger di Capitan Uncino sulla tua sedia. Ma son certa che quando ti sei seduta non t’ha fatto male…” “Sì, tranquilla, anzi, insieme all’albero maestro mettici pure l’albero supplente e l’albero bidello, tanto…”

Ecco, una cosa così. E io non ho mai detto no a nessuno. A prescindere dalla confidenza, a prescindere da quanto realmente a cuore avessi le persone, a prescindere da tutto. Un po’ perché lo ritenevo giusto…e un po’perché mi faceva sentire benvoluta, quindi per fini puramente egoistici, se vogliamo, per paura di diventare brutta e cattiva se avessi detto no a qualcuno. Ecco, ho sbagliato per (quasi, eh) 33 anni. Non è vero che a negarsi si diventa brutti e cattivi. Non è vero che non volersi sforzare a sentire giustificazioni, a capire atteggiamenti incomprensibili, a mandare giù bocconi amari, a giustificare tutti dicendo “non ha tatto, ma è fatto così” si diventa egoisti e assenti. Perché la verità è che la stragrande maggioranza dei rapporti che ho costruito era di lealtà unilaterale perché…perché io li ho costruiti così, perché io non li ho voluti vedere come tali. Ma poi arriva quella combinazione tra vicende personali e comportamenti altrui che ti apre gli occhi a forza. E allora capisci che dire no è fondamentale. Che tagliare i rami secchi è fondamentale, che tagliare fuori chi parla a sproposito è fondamentale, che decidere di eliminare, a tempo indeterminato, chi è privo di garbo, di sensibilità, di tatto, è l’unica cosa che ti consente dal non prosciugare definitivamente le energie e sfruttarle per chi veramente le merita. Tanto, alla bisogna, non gliene frega un cavolo a nessuno se ho bisogno io di una spalla…e chissà, potenzialmente è anche giusto così. Voglio imparare a non aspettarmi niente. Voglio concedermi la possibilità di avere bisogno e al contempo di non aspettarmi niente…perché alla fine è tutto qui, il segreto. E presto o tardi capirò come si fa. E’per questo che non  potrei mai smettere di essere una cancer blogger, perché mi concede questo equilibrio che devo imparare ad applicare anche quando spengo il PC. Devo imparare che se qua e là qualcuno che mi vuole bene c’è, continuerà a farlo anche laddove dovessi mai dirgli no. E se dovesse non capire il rifiuto…allora è solo un altro ramo da recidere. Le piante crescono meglio, dopo averle potate, no?

 

13606751_10208072739770635_3193033426803138976_n

(grazie, Armadillo, per avermi illuminato la via)

 

Posted in Blog Terapia, Cancer Bloggers, Dolore, Ecchecavolo, Pensieri e Parole | 5 Comments

Come Pinocchio

Visto che l’estate mi sta poco sulle balle, da dieci anni la rendo ancora più sgradevole con i miei bravi controlli annuali. In realtà, con gli anni,  oltre che fatalisti si diventa anche molto tranquilli rispetto ai controlli oncologici. Quel curioso prurito alla base del collo che inizia dieci giorni prima della data x diventa quasi impercettibile. Quest’anno, tuttavia, visto che il 2016 mi lancia benedizioni a pioggia da quando è iniziato, ho anche altri accertamenti da fare dovuti al brutto evento di maggio (accertamenti che già pare si concluderanno con “lascia perde che è mejo”, conclusione cui io sarei già giunta ma Alfa è di coccio…). Perché, visto che ho culo, hanno trovato qualcosa che boh, non si vede, non ho capito, sembra forse sia…no, aspetta, forse no, non ho capito, forse sì, forse no…fai una bella cosa, vai a fare i marker tumorali che cerchiamo di capire che cosa sia. Amen.

331

(La Trilogia del Linfonodo: i tre faldoni di roba che mi devo portare dietro ogni volta che incontro qualche sconcertatissimo medico nuovo cui dover fare lo sfiancante riassunto delle puntate precedenti)

Che vi devo dire…avete presente la canzoncina di Pinocchio quando dice “non ho paura però un po’me la faccio sotto?”, ecco. Ad ogni modo preferisco farmela sotto piuttosto che preoccuparmi perché tanto, qualsiasi cosa sia, non posso cambiare la realtà delle cose preoccupandomi, tanto più che potrebbe essere tutto ma anche meno di niente.

Credo che fosse il tre gennaio quando dissi per la prima volta “a me questo 2016 già sta sulle palle”.

Ad ogni modo, qualche buona nuova, ma buona a livelli che cancella tutto il resto, c’è: Claudia, a fine maggio, ha fatto il check up completo per la questione della sua intolleranza alle proteine del latte. Al di là del fatto che la reintroduzione degli alimenti, dopo un anno e mezzo di dita rigorosa, è quasi finita (anche se per mia scelta a casa continuerà a non mangiare carne – non solo vaccina- e proteine del latte perché a scuola ne mangia più che a sufficienza), la notiziona è che quando sono andata a ritirare la cartella, la gastroenterologa ha voluto parlarmi di persona. Pare che non è che si limiti ad essere sana. Va proprio oltre. E’ qualcosa di perfetto. Pare che analisi come le sue siano una rarità e quindi volesse dirmelo di persona. E ho anche ricevuto i complimenti perché sono ottimi anche due valori piuttosto ostici per i bambini: la vitamina D e il ferro. Per questi, pare che parte del merito sia mia. E’una bambina meravigliosa. A volte penso che sia venuta così bene per compensare il fatto che non me ne saranno concessi altri e perché – dovendo rimanere sola – dovrà essere molto in gamba. E’stupido, lo so, ma io in qualche modo devo pur scendere a patti con certe situazioni. Al momento, è piuttosto seccata dal gran caldo ma questo non le impedisce di passare ore appesa agli anelli in camera sua (ultimamente ho iniziato a tingermi i capelli a causa di una striscia di capelli bianchi della quale lei e le sue attitudini circensi sono responsabili) e a fare capriole sul letto. Alcuni giorni fa poi ha visto il Cirque du Soleil in TV e ora prima di appendersi agli anelli vuole essere anche presentata e fare una breve coreografia in cui lancia il cappello, fa qualche salto, una capriola e poi va agli anelli. Povera me.). Sommando queste sue attività alla quantità di frutta che mangia, posso tranquillamente affermare di aver allevato un lemure…ma è un lemure sanissimo e finché non torna a casa con le zecche va bene così.

320

(Signore e Signori, ecco a voi la più giovane atleta del Circo Alfa…lo scoiattolo volante di Roma Nord…La Grande Claudiaaaaaaaaa)

208

(“Mamma, guarda!!! Io sono felice quando faccio il pipistrello”…eh, contenta tu…Io a questa la mando a ginnastica artistica o ritmica per direttissima…)

Questo è più o meno quanto, torno a rinchiudermi nel mio isolamento. Non è che sia asociale, eh. E’che in questa fase della mia vita in cui tutti si sentono in dovere di tirarmi su, isolarmi è l’unica cosa che mi risparmia trent’anni di galera…

Posted in Aborto, Blog Terapia, Cancer Bloggers, Cancro, Dolore, Ecchecavolo, Effetti Collaterali, Effetti collaterali a lungo termine, Follow Up e Visite Varie, l'amore è..., Linfoma di Hodgkin, Mamma e Cancer Blogger, Pensieri e Parole | 6 Comments